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Volunia, flop al primo colpo. Inviti disponibili

Ancora deve essere disponibile al grande pubblico e già è al suo primo flop. Arriva così Volunia, nuovo motore di ricerca italiano realizzato da un team guidato da Massimo Marchiori, divenuto noto per aver ispirato dell’algoritmo su cui si basò la prima versione di Google.

Che Massimo Marchiori non sia l’ultimo arrivato in fatto di search e di motori di ricerca nessuno lo mette in dubbio, ma tra l’essere un esperto, un genio anche se vogliamo dirla così, e realizzare un prodotto di un certo livello la strada è tanta. Creare qualcosa che funzioni davvero, che possa arrivare al grande pubblico e che sia innovativa non è facile, ma sicuramente i passaggi da seguire sono ben delineati.

La pessima presentazione di Volunia

Iniziamo dalla presentazione di Volunia, che ha visto in prima linea Massimo Marchiori a far conoscere il suo prodotto a tutti. E’ stato a dir poco uno scempio,  anzi già le premesse non erano delle migliori.
Il team di Volunia si preparava a presentare alla stampa il lancio mondiale di un prodotto che dalle premesse, o almeno da quanto promettevano, avrebbe portato con se non poche innovazioniMa si sono preparati all’ora sbagliata, se vuoi fare la presentazione di un qualcosa che ha la pretesa di ottenere un riscontro nel resto del mondo (e diciamolo chiaro che il resto del mondo nove volte su dieci corrisponde agli USA) non puoi farla alle 12.00 ora italiana. Non puoi pretendere di essere visto alle 06.00 del mattino a Washington, New York e Boston, specie il giorno dopo del Super Bowl XLVII, naturalmente non puoi sperare che a Chicago alle 05.00 o ancora peggio a Los Angeles alle 04.00 pensino a te.
Inoltre nel sito ufficiale, nella home page, del live streaming nemmeno l’ombra. Bisognerà fare riferimento al sito dell’Università di Padova.

Soprassediamo alla questione orario e passiamo a quella lingua, pensateci bene, come si può fare un lancio mondiale nella sola lingua italiana? Allora diciamoci la verità, visto l’orario e data la lingua la presentazione era solo per l’Italia? Magari avranno anche ragione le malelingue che pensano che sia un progetto supportato dall’Università di Padova utile solo a fare giri politici e mangia mangia di soldi per un pò di tempo? C’è da dire una cosa, almeno, differentemente da tanti altri progetti italiani, questo sembra pronto a vedere la luce, non è stata prodotta solo carta, ma di ciò ne parleremo più avanti.

Home Page di Volunia

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Tornando alla presentazione e alla sua pessima preparazione, è da notare l’inizio in pessimo stile, schermo bianco e proiettore non funzionante, come se non ci si trovasse in una Università dove il tema trattato fosse informatica, bensì in un fruttivendolo, fino ad arrivare alla ricerca della presentazione nella penna USB di Massimo Marchiori. Da twitter inizano ad uscire le prime lamentale e l’epic fail viene già annunciato.
Aggiungeteci alla fine le riprese fatte alla meno peggio e la pessima qualità audio ed il tutto è servito come peggio si può.

Volunia è Facebook (con Farmville) unito al passato?

Guardando la presentazione la prima cosa che salta all’occhio è quel fantomatico colore blu, che anche se non identico la prima cosa che fa tornare alla mente è Facebook, quasi a dire che al giorno d’oggi sia il social network di Mark Zuckemberg il punto di riferimento. Guardando meglio il sito si notano icone e notifiche in pieno stile FB, arrivano così anche i primi commenti del tipo “un motore di ricerca con Farmville“, in effetti il progetto si svela subito per quello che è, non un motore di ricerca vecchio stile, ma una esperienza sociale. Tra MediaPersoneAccount e Messaggi, con la bubble di notifica identica a quella del più diffuso social network al mondo, sembra proprio di muoversi in una vecchia versione di Facebook.

Però un’altra cosa mi viene in mente, guardando il logo, la disposizione delle varie componenti nelle pagine ed il forte desiderio di voler proporre qualcosa, mi torna il brivido dei vecchi motori di ricerca, di quelli che furono Il TrovatoreArianna e Godado. In quel periodo in cui mentre Google iniziava ad affermarsi per la sua semplicità e per i suoi risultati performanti e precisi, altri cercavano di proporsi con interfacce piene di roba inutile e cercando di proporre decine e decine di futilità, oltre naturalmente ai risultati quasi pessimi.

Non parliamo delle Mappe Visuali, in pratica una Sitemap riportata in stile Farmville, inutile e dispersiva.

Sinceramente io fin qui l’innovazione non l’ho vista, continuo comunque a seguire la presentazione.

Volunia ha studiato da Google+ e Google Plus Search Your World?

Una cosa viene subito messo in chiaro, Volunia non sfida Google, anzi prende tutt’altra direzione. L’anticipazione di un motore basato sulla semantica, il presentimento di un PageRank migliorato, e altre cose del genere, si sono rivelate tutte sbagliate, infatti la vera natura di Volunia è quella di essere un Motore di Ricerca Social.

Allora mi viene subito in mente Google Search Plus Your World, il progetto di Google, nato dopo la creazione di Google+, che ha come intento quello di portare nei risultati di ricerca non solo contenuti ma anche persone e relazioni. In effetti tra la declamata barra, che va in direzione opposta alle scelte di Google, riempita da avatar degli utenti, chat, messaggi, notifiche e pulsanti di varia natura, e i risultati di ricerca con la possibilità di interagire con gli utenti, come ad esempio con la chat (mentre in Google+ è possibile avviare i gli Hangout o Video Ritrovi), sembra proprio di avere a che fare con l’ultimo ritrovato di Big G.

Se ci aspettavamo l’innovazione, ancora non è arrivata.

Volunia prende roba anche da So.cl?

Proprio in merito all’interazione con gli altri utenti sui risultati di ricerca mi torna in mente la mia analisi su So.cl, prodotto di Microsfot realizzato nei Fuse Labs, di cui già qualche settimana fa mi chiedevo se fosse la copia di Google+, Facebook e Twitter.
Il punto in cui Volunia si avvicina tantissimo a So.cl è la possibilità di condividere i risultati e di discuterne con gli utenti. Anche la forzatura grafica delle barre non ricorda altro che il social network di Microsoft.

Ancora una volta vedo copia e non innovazione.

2 Milioni di euro per realizzare Volunia?

Sembra che Volunia sia costato 2.000.000 di euro, cioè due milioni di euro per realizzare qualcosa di già visto. Costa così tanto la parola innovazione, mentre la realizzazione della vera innovazione non ha prezzo, ne tempi, ne realtà.
Io mi chiedo come siano stati spesi questi soldi, dato che fino ad ora il marketing è stato pessimo, i costi di ricerca universitari non dovrebbero essere altissimi, i programmatori ormai costano quanto gli operai, la realizzazione di un cloud on demand con soluzioni tipo gli Amazon Web Services è alla portata di tutti. Qualcuno sa dirmi dove sono andati a finire questi soldi?

Volunia tra la privacy e la delusione nei Risultati di Ricerca

Un problema che si sono già posti molti è quello di come gestirà la privacy Volunia, ma secondo me è alquanto secondario il discorso, basta vedere tutte le cose copiate in giro e soprattutto basta pensare che uno usa Volunia da utente registrato dando il proprio consenso a tutti i paletti posti dal motore di ricerca.

Per ultimo ho lasciato come argomento quello relativo ai risultati nelle ricerche, sto provando grazie a Napolux da qualche minuto Volunia, mi limiterò per il momento a dire poche cose, rimandandovi fra qualche giorno ad una mia analisi più professionale. In ogni caso Luca Conti ha fatto degli esperimenti che confermano quanto sospettavo e quanto a prima vista ho notato. Volunia delude notevolmente nei risultati di ricerca, non si hanno i risultati aspettati, non si hanno risultati ottimali.

Alla conclusione di tutto ciò che penso è che sicuramente Volunia può crescere, ma per adesso ha imboccato tutte le possibili strade sbagliate. Vedremo cosa ne uscirà quando sarà aperto al pubblico.

Se volete un invito lasciatemi l’email nel commento.

 

UPDATE 08/02/2012: La procedura utilizzata per gli inviti sembra al momento non funzionare, per cui portate pazienza e appena ripristinata tornerò ad invitarvi.

20 cose da sapere su Google Chrome

Google Chrome è l’argomento principe nei siti di mezzo mondo, ecco una lista di 20 cose da sapere:

  1. Google Chrome è stato realizzato utilizzando WebKit, lo stesso framework usato per sviluppare Safari di Apple e per Android di Google.
  2. Google Chrome è attualmente in versione beta ed è disponibile solo per Windows.
  3. Google Chrome promette di essere più stabile ogni finestra tab gira in un processo separato, un crash non bloccherà l’intero browser.
  4. Le tab sono la chiave del browser.
  5. Ogni nuova tab aperta contiene le miniature delle nove pagine più visitate e i boxdi ricerca per le ricerche più frequentati.
  6. E’ possibile “posizionare qualsiasi tab e posizionarla sul desktop del Pc.
  7. Nel caso che una tab crashi, questa verrà indicata con l’icona di una faccia triste.
  8. Ogni tab ha i propri controlli e la propria barra degli indirizzi, caratteristica chiamata Omnibox.
  9. Oltre a digitare le URL, nella Omnibox nvengono suggerite anche le pagine visitate in precedenza e le pagine più frequentate che non son state ancora visitate, selezionate in base alle parole chiave utilizzate.
  10. E’ possibile effettuare ricerche nella lista delle pagine già viste.
  11. La funzione di autocompletamento degli indirizzi Internet funziona soltanto su indirizzi scritti a mano in precedenza.
  12. In alcuni siti come Google o Wikipedia, sarà possibile ricercare direttamente dalla barra degli indirizzi, scrivendo cosa si vuole cercare e premendo il tasto di tabulazione.
  13. Google Chrome ha un modo d’uso in “incognito”, modalità che permetterà di non memorizzare le pagine dove si naviga delle pagine viste, inoltre quando la finestra verrà chiusa, verranno cancellati anche tutti i cookies relativi a quella sessione di navigazione.
  14. Google Chrome dovrebbe essere molto veloce, ogni tab corrisponde ad un processo, quindi quando un tab viene chiuso la memoria utilizzata da tale processo viene liberata.
  15. Google Chrome utilizza una nuova virtual machine JavaScript (V8) che, dovrebbe essere più efficiente di quelle usate dai concorrenti.
  16. Il nuovo browser è dotato di un Task Manager, che consente di vedere quali siti stanno utilizzando più memoria del computer inoltre permetterà di killare i processi.
  17. Google Chrome dovrebbe essere più sicuro dato che i processi non dovrebbero scrivere o leggere dal  Pc.
  18. Google Chrome avrà lalista dei siti contenenti phishing o malware aggiornata constantemente.
  19. Il browser è stato testato su milioni di pagine Web, visitando grazie al PageRank le pagine Web più viste.
  20. Google Chrome è totalmente Open Source, quindi tutti possono visionare il codice sorgente e contribuire allo sviluppo.

[via TechRadar]

BlogRoll con il nofollow in WordPress

Sappiamo tutti la storia ormai, Google penalizza chi vende i famosi link testuali che spesso e volentieri per i blogger sono la principale fonte di reddito. Esiste un metodo di personalizazione del BlogrRoll che permette di aggiungere ai collegamenti il famoso tag nofollow in modo da evitare la penalizzazione, vediamo come fare (come consigliato da Knowledge Constructs).

Per aggiungere l’opzione di inserimento del nofollow nel BlogRoll è necessario modificare il file /percorsodelvostroserver/wp-admin/edit-link-form.php, dovete cercare la riga (che dovrebbe essere la numero 28):

if (‘identity’ == $class && in_array(‘me’, $rels) ) echo ‘ checked=”checked”‘;

e prima di questa riga aggiungere il seguente codice:

if (‘seo’ == $class && strpos($link_rel, ‘nofollow’) === false) echo ‘ checked=”checked”‘;

Poi continuando a scorrere nel file dovete cercare il codice:

<th scope=”row”><?php _e(‘<a href=”http://gmpg.org/xfn/”>XFN</a> Creator:’) ?></th>
    <td>
        <table cellpadding=”3″ cellspacing=”5″>

E aggiungere sotto quest’ultima riga il seguente codice:

<tr>
<th scope=”row”> <?php _e(‘seo’) ?> </th>
<td>
<label for=”nofollow”>
<input class=”valinp” type=”checkbox” name=”seo” value=”nofollow” id=”nofollow” <?php xfn_check(‘seo’, ‘nofollow’); ?> />
<?php _e(‘nofollow’) ?></label>
</td>
</tr>

A questo punto vi troverete tra le opzioni di relazioni (XFN) la dicitura “seo” con l’opzione “nofollow”, vi basterà spuntare quest’ultima nei link che desiderate segnare con il nofollow e il vostro WordPress di fiducia farà il resto.

Spero che questo consiglio vi possa essere utile! Buon lavoro!

Le classifiche e l’effetto farfalla

Pensavo da un paio di giorni vagando nella blogosfera all’effetto che possono fare le classifiche.
Diciamolo chiaramente, almeno il 75% delle persone che hanno un blog vorrebbero vedere il loro nome/nick girare in rete, chi scrive sul web (e spesso del web) brama spesso e volentieri ai piani alti delle varie classifiche.
E’ ormai un dato di fatto che Blogbabel per l’Italia e Technorati per il resto del mondo danno l’idea di quanto un sito sia importante.

Come analizzato da Cristiano Fino la blogosfera è soggetta a stravolgimenti a volte strane, parte un meme o un linking a catena che da un giorno all’altro fa ribaltare le classifiche e salire o scendere di diverse decine di posizioni i vari blog.

Guerra e Pace per ogni blogger, BlogBabel decide spesso e volentieri l’esito della giornata di un blog, azzeccare l’argomento del giorni significa avere visibilità nella loro home page e ricevere un discreto numero di visite spesso inaspettate.
In pratica in base agli argomenti ed ai link in evidenza BlogBabel pubblica sulla propria home page i blog che mettono in rilievo con dei post l’accaduto. Il tutto aggiornato giorno per giorno.
Contrariamente Technorati classifica in base alle reazioni degli altri blog, cioè in base ai link ricevuti da altri blog (purtroppo spesso e volentieri Technorati considera anche i link nei commenti).

Come funzionano le classifiche di BlogBabel? Beh ultimamente cambiano spesso e ci ho capito ben poco, prima si teneva conto dell’autorità di Technorati, del numero di lettori su feedburner, del pagerank e del numero di link ricevuti da altri iscritti alla classifica. Ad oggi esembra invece che gli unici due valori di interesse siano il PageRank e i link. Purtroppo le API di Technorati hanno avuto dei problemi (non so se sono stati superati), mentre i lettori di FeedBurner sono stati screditati a causa di un bug (è ormai famoso il Tessarolizr), di ciò ne parla per bene PocaCola nel suo post “Le magìe di BlogBabel“.
C’è da notare una cosa che se altri 10.000 blog non iscritti a BlogBabel ti linkano tu comunque non hai dei riscontri nella classifica, ciò mi fa pensare sul fatto che tu sei qualcuno se qualcun’altro è qualcuno più cazzuto di te (eh si, internet funziona così).

Un punto di vista diverso è presente nel post di pseudotecnico dal titolo “BlogBabel non è solo classifica” in cui evidenzia alcuni aspetti di blogbabel non inerenti alle classifiche.

La pratica del linking (da alcuno considerato selvaggio) è una pratica che esiste da tempo (e ancora non so se è buona cosa o meno), le reazioni a catena esistono da ancor più tempo e sono ormai cosa normale. Di ciò ne parlano anche Montablog, Samuele Silva e gattostanco del loro cambio in classifica (cosa che ho notato anche io nel mio).

Alla luce poi degli ultimi cambi di PR da parte di Google credo che possa cadere qualche forte sostegno della blogosfera italiana, l’autoreferenzialità, condivido il punto di vista espresso da Luce nella rete nel post “Google rivoluziona il PageRank. L’autoreferenzialità è defunta?”

Dell’effetto BlogBabel ne parlano infine anche BlogNotes e blogaprogetto.

Alla fine dei conti non so che valore possa avere una classifica così come non so quale valore possa avere un PR, fatto sta che la blogosfera sta attenta a ste cose ed a chiunque piace “crogiolarsi” guardando il proprio nome che fa salti avanti.

Io domani al solito vedrò cosa cambia nella mia classifica e godrò forse di qualche backlink e trackback.

Una domanda finale: ma la classifica di BlogItalia la guarda mai nessuno?

PageRank: magicamente YouTube torna a 8

Su segnalazione di AirDave ho appena visto che YouTube torna a PR 8! Magia!

Avevo giusto parlato ieri nel post “Google ed il PageRank impazziscono, la blogosfera lo segue a ruota” di ciò che era successo e delle reazioni della blogosfera, e sinceramente fino a ieri ho pensato che Google faccia tranquillamente i propri gli interessi ma che in ogni caso il PR veniva calcolato dal proprio software automaticamente. Ora mi sorge un interrogativo: il PageRank è manipolato a manina dai signori della grande G oppure tutto questo stravolgimento degli ultimi giorni è solo frutto di un bug che è stato aggiustato?

Google ed il PageRank impazziscono, la blogosfera lo segue a ruota

Premettendo che non ho mai considerato il PageRank (d’ora in avanti PR) un indice di misura valido per quanto riguarda l’importanza di un sito, giusto oggi, dopo svariati giorni in cui si parlava del cambio imminente del PR, noto che tutti i blog in cui scrivo hanno cambiato il valore del suddetto PageRank. Sempre con la precedente considerazione sono dell’idea che nemmeno Google lo consideri tanto, notavo che scrivendo un semplice termine nel box di ricerca ottengo spesso e volentieri come primo risultato un sito con PR più basso di quelli successivi.

Ho cercato di fare a modo mio una breve analisi e vedere un pò cosa si dice in giro.

  • Parte 1 – Analisi) Riepilogando sui miei blog notavo che:
    • Petti*Nix (il blog in cui scrivo di Linux, Free Software e Open Source) è arrivato a 5, fino a soli due giorni fa era a 0!!! La cosa mi lascia perplesso poichè ZioBudda e Pollycoke 🙂 hanno come valore 6 ed esistono da ben più tempo di Petti*Nix.
    • Pettinatori di Bambole (un blog in cui con alcuni amici scriviamo cazzate quotidiane o trovate sul web) è arrivato a 2, niente di che ma sinceramente i backlink li sono davvero pochi.
    • Scandaglio (un blog mai avviato sulla sicurezza informatica) ha addirittura PR 3!! E ho anche deciso di chiuderlo!
    • Lobotomia & WordPress (il mio blog personale su WordPress) ha un bel 4, sarà stato il potere dei trackback?
    • Lobotomia & Blogger (il gemello del mio blog su WordPress) ha un misero 2 , sarà che a blogger mancano i trackback automatici.
    • Qualcuno volò sul nido del cuculo (il blog in cui ogni tanto insieme alla Jollyyna scriviamo qualcosa di NonSense) è misteriosamente passato da 1 a 0, cioè prima non aveva backlink, ora non ha backlink ma ora vale zero mentre prima valeva uno!
  • Parte 2 – La reazione della blogosfera:
    • Un pò di tempo maestroalberto ci aveva avvertito ed esortato nel suo Manifesto per l’abolizione del PageRank che il PageRank non funziona più ed era da rivedere se non addirittura abolire. Lo stesso Alberto ha oggi pubblicato un post dal titolo PageRank, ossia lo strumento di dissuasione di Google sui modi in cui ormai Google utilizza il PR.
    • Robin Good nell’articolo “PageRank Svalutato: Che succede? Il Pagerank Di Google Non Vale Più Nulla?” fa un’analisi tecnica di ciò che è successo, delle motivazioni che avrebbero spinto Google a farlo e qualche considerazione personale.
    • DelyMyth – /dev/null (io adoro questo nome) la prende con il suo solito e stupendo modo di fare nel post “Si parla di… PageRank… du’ balle…” e fa notare che a lei non è cambiato nè cambia nulla (sempre più rispetto per Elena).
    • Invece Napolux si incazza un poco (per l’amor del cielo avrà anche i suoi buoni motivi eh) e sbraita contro Google nel post “Google vuole la guerra? E che guerra sia”. Sinceramente credo che al posto suo mi incazzerei anche io. Ma ringrazio di essere al posto mio.
    • Guido Arata su DelfinsBlog si rallegra dell’Aggiornamento Pagerank…si torna a 4! dopo ben 3 anni 3 mesi.
    • Alta Gradazione fa invece il post più simpatico, dal titolo “Page Rank 4” in cui scrive soltant: “Ho raggiunto il Page Rank 4. Chissà perché?” 🙂
    • Dal post Nuovibusiness dot Com Page Rank apprendo che anche Nuovibusiness è salito di non poco e se ne rallegra fortunatamente.
    • Invece Tagliablog stronca Google nel suo “PageRank in caduta libera…“.
    • Daniele Salamina fa invece le sue considerazioni nell’articolo “Google Pagerank al Collasso – Considerazioni Sparse“. Lui è un abituè del numero 4.
    • Su 4mj.it si passa PageRank 5 mentre il relativo forum fa inversione di marcia da 3 a 0.
    • CA9122 ha un Avanzamento di Grado che riceve con sommo piacere.
    • Anche deliriomediatico riceve con piacere la novita e lo segnala dicendo Mi hanno aumentato il PageRank!
    • Il buon Traffyk (altra persone che mi sta molto simpatica) nel post I sistemi di valutazione come il PageRank secondo me sono inutili.. discussioni e alternative parla con il suo slito modo piccante delle alternative.
    • Ne blog Desmm addirittura si parla di Page Rak in fumo. O_O
    • Dario Caputo nel suo “Aumento di PageRank? Non me ne faccio nulla, grazie!” fa ben capire che la cosa non lo tocca minmamente.
    • 980km invece in “Nuovo PageRank…dopo 180 giorni” ne parla ma non si lamenta più di tanto.
    • Infine Airdave nel post”PageRank abbassato? Google non guarda in faccia a nessuno nemmeno a Youtube.com!” fa notare una grande cosa, anche YouTube perde punti!

Bene, di tutti questi link nn so se ne godrò i benefici dei trackback o verrò penalizzato da google per il backlinking di massa, una cosa è certa alla luce dei fatti odierni: cross-linking, vendita di link testuali e iscrizioni a liste di masse ti penalizzano.

Ma la domanda che continuo a pormi è: Il PR è ancora importante come un paio di anni fa? Davvero per essere trovati su Google c’è bisogno di un PR alto? Vedremo cosa cambierà in futuro anche per questo blog, starò attento alle statistiche e vedrò le risposte da Google.

Google penalizza chi vende link testuali

Leggo in giro la notizia che Google avrebbe abbassato il pagerank di quei siti che vendono link testuali. Non so se sia vero al 100% la cosa, ma sembra sia ufficile, in pratica chiunque venda link testuali con servizi del tipo Text-Link-Ads e simili si è visto penalizzato con un livello inferiore di pagerank.

Google cosa mi combini?

Alcuni articoli da leggere:

Vendi link testuali? Google ti penalizza

Official: Selling Paid Links Can Hurt Your PageRank Or Rankings On Google

Google Sempre più Monopolista nella pubblicità online