Francesco Gabbani ha vinto il Festival di Sanremo 2017 e voi no

Il Festival di Sanremo 2017 è terminato. Il sessantasettesimo Festival della Canzone Italiana ha decretato il suo vincitore nella serata finale, scegliendo Francesco Gabbani con il brano “Occidentali’s Karma”.

L’inizio con i Trikobalto

Per molti Francesco Gabbani non meritava di vincere il Festival di Sanremo 2017, per ancora più persone il cantante è uno sconosciuto, quasi al pari della scimmia che lo accompagna sul palco. In realtà Francesco Gabbani ha già al suo attivo un curriculum, seppur breve, di tutto rispetto. Lui, che per la prima volta il palco del Teatro Ariston di Sanremo lo aveva calcato lo scorso anno, già nel 2010 fu presente al Festival di Sanremo. Infatti partecipa in qualità di ospite al Festival di Sanremo 2010, nell’edizione tenuta al Palafiori di Sanremo, con i Trikobalto, band di cui è voce e cantante, da lui fondata insieme a Niccolò Zaccone alla batteria e Matteo Zarcone alla chitarra. Con la stessa band già qualche anno prima era salito alla ribalta della cronaca ed era conosciuto negli ambienti musicali. I Trikobalto precedentemente avevano aperto nello stesso anno l’unica data italiana degli Stereophonics, avevano aperto qualche anno prima l’unica data italiana degli Oasis, ed infine partecipato all’Heineken Jammin Festival.

Polistrumentista e scrittore

Se ancora non siete convinti del soggetto in questione sappiate che suona più strumenti di quanti voi riusciate a guardarne. Grazie al negozio di strumenti musicali di proprietà della famiglia inizia sin da piccolo a suonare, impara così da piccolo la batteria, suona in adolescenza la chitarra, estende le sue conoscenze al pianoforte e al basso. Per non finire, non avendo un lavoro stabile e ancora successo lavora come Fonico di Sala e Tecnico di Palco.
Una volta scelta la carriera da solista, oltre a scrivere testi e musiche per se stesso, si dedica anche alla scrittura di brani per altri cantanti. In particolare da notare che Francesco Gabbani risulta essere l’autore del brano “L’amore sa”, canta da Francesco Renga nell’album “Scriverò il tuo nome”. Figura nel suo curriculum anche la canzone “Il bambino col fucile”, scritta, musicata e arrangiata insieme a Celso Valli, cantata da Adriano Celentano e incluso nell’album “Le migliori”.
Tra una cosa e l’altra si è anche dedicato alle colonne sonore, diventando, tra l’altro, l’autore della colonna sonora del film “Poveri ma ricchi” di Fausto Brizzi.

L’esperienza a Sanremo

Da concorrente Francesco Gabbani partecipò e vinse il Festival di Sanremo 2016 nella sezione Nuove Proposte. Con il brano “Amen” fu scelto dalla giuria di Sanremo Giovani 2015 per partecipare alla edizione del Festival dello scorso anno, nella cui gara non poche polemiche si portò dietro. Successe praticamente che dopo aver perso la sfida contro la cantante Miele fu riammesso, poiché le votazioni si scoprirono falsate a causa di un problema tecnico in sala stampa, ed addirittura vinse classificandosi per la finale.  Vinse poi il Festival di Sanremo 2016 tra le Nuove proposte e non solo, Francesco Gabbani ottenne il Premio della “Critica Mia Martini” sezione Giovani ed il Premio Miglior Testo “Sergio Bardotti”.
Quella di ieri è già storia, “Occidentali’s Karma” è il brano vincitore del Festival di Sanremo 2017 e Francesco Gabbani è, non tra poche polemiche come sempre, il vincitore tra i Big del Festival di Sanremo 2017.

La canzone NON di Sanremo e la musica che si evolve

Vi è sembrato strano che “Occidentali’s Karma” abbia vinto il Festival di Sanremo 2017? Pensate che il brano sia banale? Che sia troppo orecchiabile? Che musicalmente fosse brutta? Che una scimmia sul palco sia ridicola? Che Francesco Gabbani sia un troll? Cosa non vi è piaciuto di questo Sanremo?
Probabilmente una lamentela la ha ognuno di voi, siate sinceri. Immagino che siate tradizionalisti e avreste voluto un brano sanremese quale vincitore del Festival di Sanremo, ad esempio “Grazie dei Fiori”  “Vola Colomba” di Nilla Pizzi, perchè già vi immagino ogni giorno quando li ascoltate. Oppure avreste voluto “Al di là” di Betty Curtis e Luciano Tajoli, perchè immagino che tutti voi la ricordiate a memoria.
La felice verità è che la musica cambia, si evolve, cambiano i testi, e non sempre vincono i brani che dicono in maniere diversa il tipico messaggio “io ti amo, tu mi ami, sposiamoci“. Immagino che già nel 1970 fece scalpore, in modo diverso,”Chi non lavora non fa l’amore” di Adriano Celentano e Claudia Mori. Trattare il tema del lavoro pochi anni dopo il ’68, portarlo a Sanremo, raccontarlo in chiave ironica, non è stato sicuramente semplice. Ad ogni modo che quella vittoria portò con se non poche polemiche è storia. Le cose l’anno dopo tornato alla normalità, ma sicuramente il Festival di Sanremo si era spostato un poco più in là.

L’Italiano della Terra dei Cachi

La triste verità è che la musica che ci rappresentà è quella di Toto Cutugno, uno che in termini di vittorie mancate e secondi posti batte persino Lenoardo DiCaprio. Uno dei più grandi successi internazionali, ad oltre 30 anni dalla partecipazione a Sanremo è “L’Italiano”, brano che gioca sugli stereotipi italiani e che ci prende in giro. Eppure gli italiani nel mondo lo cantano fieri. Eppure è il più grande successo internazionale che la storia del Festival di Sanremo ricordi.
Sanremo non è stato, esattamente 20 anni fa, quello de’ “La terra dei cachi” di Elio e le Storie Tese, altra canzone di denuncia sociale con una alta dose di ironia. Non li hanno fatti vincere, nonostante fosse stata la canzone più votata, e, probabilmente, anche quella migliore musicalmente parlando. D’altronde il brano non faceva altro che allargare “L’italiano” di Toto Cutugno mettendoci insieme gli scandali di Tangentopoli, della corruzione, della criminalità. Per avere il giusto tributo Elio è dovuto finire ad X Factor, e Rocco Tanica a fare l’inviato del Festival di Sanremo. Ma ancora una volta la musica si era spostata più in la.

La banalità e i talent show

Forse un ulteriore stacco è arriva con “Luce (Tramonti a nord-est)” di Elisa, che per quanto il testo non sia tra quelli che gradisco, ha introdotto una nuova freschezza in quel che era Sanremo. Peccato che il meglio lei lo abbia sempre dato in lingua inglese. Soprattutto peccato che arrivavamo dagli Avion Travel dell’anno prima.
C’è da dire che purtroppo il genere musicale, ed ancor di più il testo banale. ha sempre fatto molto breccia nel cuore degli italiani. Siamo populisti, lo siamo da sempre. Lo siamo dai tempi del fascismo. Prendete i Timoria, musica ben fatta, testi impegnati, musicisti bravi, voce del cantante superba. Togliete tutto e lasciate solo il cantante, metteteci due canzoni smielate ed eccovi Francesco Renga, vincitore di un Festival di Sanremo e di un Premio della Critica “Mia Martini”.
Tutto questo per arrivare negli ultimi anni al dominio dei Talent Show e degli amici di Maria De Filippi. Negli ultimi 9 anni ben 5 vincitori del Festival di Sanremo arrivano dai Talent Show: 3 da Amici di Maria De Filippi, 1 da X Factor, 1 (un trio) da Ti lascio una canzone.Insomma il preconfezionato per gli usufruitori di TV.
Ci hanno pensato per un attimo gli Stadio a farci tornare indietro di 15 anni, e poi Francesco Gabbani. Il Festival di Sanremo ancora una volta si è spostato più avanti.

Quelle che capiscono la canzone e quelli di cui parla

Musicalmente parlando il brano è semplice, orecchiabile, anche il testo è di quelli che ti rimane nella testa. Ma fermi tutti. Se lo si legge bene, con attenzione, si capisce che non è un banale testo senza significato, anzi probabilmente è quello con più significato di tutto il festival. E’ una denuncia sociale, sulle abitudini odierne, sul livello culturale, sulla vita. E’ filosofia, sociologia e saggezza.
E’ la pura descrizione dell’involuzione che si ha con l’innovazione. E’ la spiegazione del populismo ai tempi di internet. E’ l’esasperazione del quotidiano.In una strofa o nell’altra ci descrive tutti. Si, esattamente, ho detto tutti. Ognuno di noi, in un modo o nell’altro è dentro quel testo. Ci sono anche Io. C’è anche Francesco Gabbani stesso.
Tutto è studiato nei minimi termini, non è lasciato al caso o messo alla rinfusa, dalla musica alle parole, dal video alla coreografia sul palco, dalla scelta dei colori alla scimmia.
E’ tutto perfetto. E se non lo avete capito, se non avete capito la canzone e tutto quello che ruota intorno ad essa, probabilmente di voi nel testo si parla, più di chiunque altro.

Il ritardo della musica EDM Italiana e l’Eurovision Song Contest

Che ci crediate o meno, Francesco Gabbani ha dato lo spunto per la creazione di  un filone: l’EDM Italiano, l’elettrop d’autore. So che avrete molto da ridire in merito, ma diciamocelo chiaro, qualsiasi genere in Italia prende una sua particolare piega, sarà anche questo così. E purtroppo sarà l’ennesima cosa che arriva con anni e anni di ritardo in Italia, speriamo non sia troppo tardi.
No, non è il rock elettronico dei Subsonica, non è il synth-pop de’ I Cani, non è nemmeno quel New Wave elettronico dei Righeira, è solo un nuovo modo di fare EDM, è Electronic Dance Music Italiana.
Tutto questo ci apre uno spiraglio su una competizione dove ormai da anni non abbiamo voce in capitolo, nonostante la sua nascita avviene come copia in formato europeo del Festival di Sanremo. Sto parlando dell’Eurovision Song Contest, concorso dove diverse nazioni dell’Europa si contendono il titolo di miglior brano. Probabilmente con un brano del genere le possibilità di una vittoria italiana esistono, basta che Francesco Gabbani ci metta la sua faccia (da schiaffi), musica altrettanto piacevole e testo interessante, magari fatto in inglese, e il risultato è bello che fatto.
Ma attenzione, niente scimmia questa volta, il regolamento dell’Eurovision Song Contest non permette animali sul palco!

A questo punto vi lascio il video del brano “Occidentali’s Karma” di Francesco Gabbani, e vi invito ad ascoltarla ancora una volta.
Voi un quale categoria siete? Tra quelli che hanno capito il testo o siete quelli di cui si parla?

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Il Festival di Sanremo 2017 raccontato dai Fratelli Grimm

Dopo una seconda serata del Festival di Sanremo 2017, tutto in tema carnevale, la terza puntata ci porta il magico mondo delle fiabe dei Fratelli Grimm.
Non per forza ci deve essere sempre qualcosa da dire, per cui quest’oggi sarò breve e vi racconterò la morale di Sanremo. Alla fine.

C’era una volta…

Sarebbe dovuta iniziare così la terza serata del Festival di Sanremo, perchè quelli che si vedono non sono altro che i personaggi delle fiabe. L’Atmosfera Fantastica la si vive da subito, sul palco salgono quattro elementi rubati ai racconti per bambini.
Il primo delle Nuove Proposte a cantare è uno che già il nome lo ha da personaggio delle favole: Maldestro. Lui ha già realizzato il suo sogno, ha ricevuto in regalo gli occhiali che Ron indossava la prima serata del Festival di Sanremo.
Inizialmente scambiato per Jacob Frye, il secondo ad esibirsi è il Cappellaio Matto, al secolo Tommaso Pini. Canta “Cose che danno ansia”. Come lui. Praticamente è una canzone autobiografica. Nel corso della sua esibizione penso che ho speso migliaia di euro per il mio impianto audio e sento la voce di un uomo come se fosae di un cartone animato.
Non poteva che seguire Alice nel Paese delle Meraviglie, in versione Rosso Sangue. Forse per anticipare il Maurizio Crozza che ci farà ridere più tardi nel corso della serata. Di Valeria Farinacci non ricordo altro.
L’ultimo anonimo, di nome Lele, è il bambino arrivato la ad ascoltare le fiabe. Si sarà sentito lui quello strano.

Purtroppo i due concorrenti provenienti dal Paese delle Meraviglie vengono eliminati. Forse per razzismo. E’ un vero peccato, chissà come potevano deliziarci durante la finale delle Nuove Proposte.
A conferma della serata per bambini, prima della vera kermesse musicale (termine che una volta al giorno si deve usare), c’è il Piccolo Coro Dell’Antoniano di Bologna, praticamente non è il Festival di Sanremo, è lo Zecchino D’Oro!

I giochi con le palle

La gara di ieri sera era dedicata alle cover di brani famosi, fatte più o meno bene, più o meno uguali. Ma fatte. Come alcuni cantanti.

Chiara, pensando di essere ancora alla seconda serata, si presenta con lo stesso vestito della sera precedente. Glielo strappano giusto un poco prima di entrare in scena.
La morale della serata di cui parlavo prima ha un nome, è Ermal Metal. Un tizio per cui succede sempre che ad un certo punto mi cadano palle. Quel certo punto è sempre appena lo vedo. Ora c’è da dire che il tizio potrebbe anche essere bravino, che i suoi falsetti sono ben fatti, se non che poco dopo ci sarà un tale che gli darà lezioni.  Vincerà la serata, a me continuerà a non piacere da solista. Alla massa piacerà ora e non avrà mai conoscenza dei La Fame di Camilla. Questo è Sanremo.
Le palle di cui parlavo sopra si ritrovano dopo qualche minuto sul palco, durante l’esibizione di Ludovica Comello. La cantante arriva in ritardo al Festival, vestita da Cappuccetto Rosso voleva partecipare alla fase delle fiabe. Giusto per non farci dimenticare il vestito della prima serata praticamente si è vestita da cosplay hentai.

Il regno dei saggi

Da Albano a Fiorella Mannoia passando da Paola Turci, si vede chi è a portare avanti Sanremo.
Albano canta la cover di una cover, e che aveva già Festival in curriculum quando pubblicarono l’originale. Rende comunque in maniera eccelsa, checchè se ne dica.
Per Fiorella Mannoia ci si può solo alzare in piedi, è una delle migliori interpreti in circolazione e lo sappiamo bene. Ci mette l’anima in quel che fa.
L’ambiente si arreda bene quanto entra Paola Turci, con un lampadario attaccato all’orecchio. Anche lei dimostra esperienza e padronanza del mezzo. Prima di entrare la vediamo con lo smartphone in mano. Sicuramente sta scrivendo su twitter.
I critici musicali parlano bene della performance di Gigi D’Alessio. La lagna cantata è piaciuta a molti. A mio avviso Don Backy ha voluto pià volte essere morto.
Vestito del mio quaderno delle elementari, Michele Zarrillo ha avuto buone risposte dal pubblico. Io non ho capito le sue domande.
Colpo di scena essenziale è stat il fatto che Marco Masini mi ha fatto provare, per la prima volta nella mia vita, compassione nei confronti Faletti.

Formule magiche e filastrocche

Nel corso della serata ancora una volta non sono state risparmiate le battute sul colore di Carlo Conti. Maria De Filippi fa tremare il pubblico quanto tutti al suo “ci colleghiamo” hanno pensato all’esterna di uomini e donne. Tanto per restare in tema ha messo una nuova vestaglia da camera.
Il vincitore del premio simpatia, coreografia, scenografia e maglioni inguardabili, lo vince Francesco Gabbani. Senza scimmia non è lo stesso, ma mentre cantava “Susanna” ho pensato che a sto giro sarebbe apparso sul palco un formaggino.
Alle fiabe Elodie ci sta per il rosa dei capelli. Per tutto il resto per me non dovrebbe nemmeno stare a Sanremo. Senza arte ne parte
Fabrizio Moro ormai dimenticato anche da se stesso non emoziona ne convince.
Invece mi piace molto quello delle facce strane, Michele Bravi che canta con la voce di E.T. (battuta rubata ad Erika), con un grande arrangiamento de’ “Le Stagioni dell’Amore” di Franco Battiato.
Cosa ci faccia al Festival di Sanremo Samuel è ancora un mistero. Lui intanto interpreta Il Principe Schiaccianoci. Vuole continuare ad essere i Subsonica ma con un nome diverso, e siccome nessuno del suo gruppo vuole dargli soddifazioni deve chiamare uno dei Linea 77.

Umanità, lobby e la morte di Adinolfi a Sanremo

Mika seppellisce Mario Adinolfi. Parla dei colori dell’arcobaleno, fa uno show di spessore ed è sia intrattenitore che musicista che cantante. Nel mentre scopriamo che il nome Mika in italiano signifca “Ermal Meta a falsetti ce la suchi”. Sicuramente c’è stato un tentativo di golpe da parte di Adinolfi, al suo ingresso la porta che da sulle scale non si era aperta.
Se ciò non bastasse il finale di LP è ancora peggio per gli  omofobi. Ma poi qualcuno di voi ha un LP di LP? Ad ogni modo, LP fischia meglio di pastore della Sardegna, ha una voce che incanta e stupisce, stabilisce le nette assonanze tra ciò che si è e ciò che si fa.
Abbiamo avuto, dopo l’impiegato della prima serata che non ha mai fatto una assenza sul posto di lavoro, l’ostetrica che ha partorito più figli della popolazione cinese, e la ultracentenaria che ha cantato la cover di “Quel mazzolin di fiori”.
Arrivano le famose senza un perchè, sul palco del Teatro Ariston di Sanremo appaiono come per magia Annabelle Belmondo (nipote di Jean Paul) e Anouchka Delon (figlia di Alain), praticamente le sorelle di Cenerentola. Ad un certo punto ho avuto paura che arrivasse anche Elettra Lamborghini.
Matteo Salvini sicuramente non guarda il Festival di Sanremo, altrimenti avrebbe fatto un esposto insieme ad Adinolfi per Sergio Sylvestre e i Soul System. Peccato per i problemi tecnici, ma di base la prestazione loro è stato molto ben preparata. Cantano “Vorrei La Pelle Nera”, inserendoci in mezzo pezzi di “Black or White” di Michael Jackson. Qualcuno dovrebbe dire a Sergio Sylvestre e i Soul System che la pelle nera la hanno già. Ma soprattutto la paura mia è stata che ad un certo punto dalla pancia di Sergio Sylvestre  uscisse fuori Bello Figo.

Il torneo di Briscola e la vittoria inutile

Mentre i piccoli giocano a palla i grandi giocano a carte. Tocca a Raige e Giulia Luzi, Bianca Atzei, Clementino, Giusy Ferreri, e Nesli e Alice Paba, sfidarsi nel torneo. Purtroppo niente cover per loro, sfigati noi dobbiamo riascoltare le loro canzoni. Vanno a casa le due coppie. Magari sono in tempoa festeggiare San Valentino al posto di Sanremo.

Alla fine vince la serata Ermal Metal, che così ci fa capire che la morale è che non importa se tu sia bravo o meno, l’importante è che sei commerciale.

Festival di Sanremo 2017

Carnival Party Festival di Sanremo 2017

Seconda serata del Festival di Sanremo 2017, seconda serata di risate. Ieri avevo detto che il mio commento al Festival di Sanremo era la risposta naturale al CinePanettone, invece no, è il Festival di Sanremo ad essere la naturale risposta al carnevale. Capirete da soli il perché.

Da Amici alle Nuove Proposte di cui si poteva fare a meno

In un format che da quello del primo giorno di “C’è Posta per Te” si trasforma nel serale di “Amici”, la puntata inizia e dà una particolare impronta a quello che è il mondo dei giovani, gli artisti emergenti delle Nuove Proposte che sperano di sbarcare il lunario. Quelli che praticamente ce la faranno, forse, solo in Italia. Quattro partecipanti e nessun cantante, lo si capisce subito.  Della prima non riesco a capire il nome, nonostante venga ripetuto almeno 8 volte, solo oggi scopro che si chiama, al secolo Giovanna Gardelli, in arte Marianne Mirage. L’unica donna in gara la prima serata tra le Nuove Proposte si scopre essere una finta mora, o almeno è bionda dentro, quando viene eliminata esulta per diversi secondi prima di capire che eliminato vuol dire non vincere.
L’Hipster mancato Francesco Guasti si scopre essere dalla voce Gaetano Curreri travestito da giovane. Visto l’altezza non eccessiva e le gambe non lunghissime, penso che avrebbero potuto dargli un paio di pantaloni più lunghi e coprirgli la caviglia.
A parte il ciuffo, a parte l’abito che sembra essergli caduto addosso, non mi spiace troppo ascoltare e vedere Braschi. E’ quello che forse come stile musicale si discosta un poco dagli altri, probabilmente per questo viene eliminato.
A chiudere le Nuove Proposte c’è Leonardo Lamacchia, che è praticamente Tiziano Ferro con più barba e più incertezze.  Tante incertezze che ad un certo punto (come mi fa notare Erika) si confonde pure con Massimo di Cataldo.
La puntata di Amici, volgarmente detta la prima apparazione delle Nuove Proposte, si racchiude così nel fatto che hanno cantato 4 giovani, che io farei a meno di ascoltare gli altri 4, fortuna che ce li danno a piccole dosi.

Conduzione tra i baci mai sognati e i calci al pallone mai dati

Che lo spettacolo, distribuito su tutte le arti, fosse al centro del Festival di Sanremo lo si è capito subito, quando ad inizio puntata ufficiale uno non capisce se sta guardando il Festival della Canzone Italiana o il film “Il Corvo”. La confusione regna sovrana in me nel corso della kermesse musicale (che almeno una volta al giorno bisogna dirlo).
Si nota subito la continuità con la prima serata del Festival di Sanremo 2017, infatti Maria De Filippi aveva chiuso in camicia da notte la prima puntata ed apre la seconda in sottana. Nel corso della serata dato il cambio di abito avremo la certezza che la stilista che la segue è Cotonella e che le manca solo l’accappatoio per aver usato tutto l’intimo possibile. Fatto sta che nel corso della serata riesce ad ottenere due baci: da Robbie Williams prima, da Keanu Reeves dopo. Sicuramente Maurizio Costanzo si sarà arrabbiato e avrà detto a se stesso “ttai bbonooo“.
Carlo Conti continua a fare il valletto della De Filippi, si fa prendere in giro un poco da tutti, gioca a dare calci al pallone con Francesco Totti, solo Massimo Giletti riesce a fare ridere di più durante la serata prendendosi una palla in faccia da Federico Russo.

Tende, Buste della Spazzatura e Carnevale

I Big in gara hanno avuto due fattori comuni: il carnevale e le tende. Sarà forse dopo lo spettacolo di inizio serata che vogliano far passare l’idea di un qualcosa di circense, ma tutto è inequivocabile. Bianca Atzeni entra con addosso una tenda e in faccia i denti di Varenne. Bella sia lei che la sua voce, se solo non fosse una Emma Marrone meno grossolana.
Nesli e Alice Paba sono l’esatto connubio della serata: vestito da notte stellata lui, tenda ricavata dalle buste dell’immondizia lei. La cosa più simpatica del loro brano è l’introduzione di Totti che è convinto che sua moglie abbia presentato The Voice. Se li avete ascoltati con attenzione avrete sicuramente capito che pensavano di essere allo Zecchino d’Oro e non al Festival di Sanremo.
A chiudere la parte del Carnevale Sanremese in tema tende e spazzature ci pensano Raige e Giulia Luzi, con due vestiti che facevano sanguinare anche gli occhi dei ciechi. Non riesco a capire se sia più ridicolo il vestito di lui in tinta su tinta su tinta, il vestito di lei con uno strano effetto vita, o la canzone.
Vi giuro che comunque, visto il tema, ad un certo punto ho pensato che il supergruppo ospite sarebbero stati i Garbage.

Le Certezze Oscene di Sanremo

Quello che resta di Sanremo è sempre il passato, anche se ci si vuole rinnovare o lottare contro il tempo. Emblematico è Marco Masini che entra in scena travestito da Lucio Dalla, chiara la sua volontà di confondersi nel carnevale dei sopra citati giovani. Peccato non gli avessero detto che il tema della festa di carnevale fosse tende e spazzatura e non cantanti del passato. Altrimenti lui avrebbe vinto due volte.
Non abbiamo il tempo di prenderci di malinconoia, malinconia, quel che è, che subito peggiora la situazione, nell’anno del suo ingresso in top 10 per numero di partecipazioni, Michele Zarrillo. Ha la stessa giacca del suo esordio nel 1991. Unico ad essere riuscito a vincere le Nuove Proposte dopo essere già famoso, mi chiedo ancora cosa gli sia capitato di brutto nella vita. D’altronde Zarrillo non è il cantante che Sanremo si merita, ma è il cantante di cui ha bisogno.
Su Gigi D’Alessio non so cosa dire, non ha nemmeno bisogno di travestirsi. Della sua canzone ricordo solo che la frase iniziale faceva rima con cesso. Purtroppo ho perso l’esibizione di Paola Turci, ma anche lei a presenze si difende bene. Secondo me è la stalker di Zarrillo.

Il Talent Sanremo

Sappiate che Maria De Filippi ha peggiorato il Festival di Sanremo anni prima che arrivasse a condurlo. Lo ha fatto sdoganando in Italia i Talent Show e portando alla vittoria suoi pupilli. Abbiamo così Chiara, che ha lo stesso stilista della padrona di casa, inguardabile.
Abbiamo Michele Bravi, che come cantante non mi gusta ma nelle espressioni mimiche mi sembra il prossimo Mr Bean. Futuro assicurato per lui.
Non so voi, ma io per un attimo ho pensato che Israel Kamakawiwo’ole fosse resuscitato quando ho visto Sergio Sylvestre. Il vincitore di Amici, di cui fino a ieri non sapevo dell’esistenza, sbaglia festa di carnevale e arriva vestito in tema Re Leone. Forse la voce più bella di ieri nel peggior vestito. Ah no, c’è quello dell’ANAS!

La Scimmia vincitrice di Sanremo

Altro a sbagliare festa è Francesco Gabbani, che per il party si veste da Cono Stradale della suddetta ANAS. Presenta un brano che mi fa ridere da ieri sera, non so perchè davvero, ma soprattutto porta con se la Scimmia, che deve, a mio avviso, vincere il Festival di Sanremo. La Scimmia sta a Gabbani come l’Orso sta a DiCaprio. Occidentali’s Karma come Revenant. OOOOOM. Mi raccomando amici, andate a votare, se non vince mi arrabbio.

I Giganti senza pianta di fagioli

Per quello che riguarda gli ospiti è stata una serata abbastanza interessante. Francesco Totti ha fatto ridere molto, e ci ha donato, come in ogni partecipazioni televisiva di qualsiasi calciatore, il momento di calci al pallone. Ci ha risparmiato dei palleggi di riti.
Ho scoperto che prima Giorgia era un gruppo, poi si è sciolta ed è rimasta la metà. Lei cancella in un solo medley tutti i partecipanti al Festival di Sanremo. Lei è la fiaba a lieto fine della serata, del Festival di Sanremo e della vita. Indovina anche il costume di carnevale e si veste da busta della spazzatura del futuro. Giorgia è la regina di Sanremo.
Robbie Williams è come sempre di un altro pianeta, tiene il palco da vera star, violenta gli ormoni risvegliati nella prima serata del Festival di Sanremo 2017 da Ricky Martin. Riesce con un bacio anche a far risvegliare la sopita coscienza femminile di Maria De Filippi.
Sempre a proposito di ormoni, Keanu Reeves ha sancito la morte psicologica di Mario Adinolfi. Dopo Tiziano Ferro, Ricky Martin ecco arrivare uno che è bello, figo, ha successo, fa l’attore e sa suonare anche il basso. Credo che entro sabato tale Adinolfi presenterà una interrogazione parlamentare.
Il supergruppo della serata sono i Biffy Clyro, che sono bravini eh, ma hanno fatto rivoltare Keith Richards nella droga quando Carlo Conti li ha definiti una delle migliori rock band della nostra epoca.
Enrico Brignano, Flavio Insinna, Gabriele Cirilli sono lì per darmi il tempo di preparare una tisana senza perdermi nulla di importante, e Sveva Alviti completa l’opera facendomi passare la voglia di italianità e facendomi venire quella di delizie americane. Praticamente due momenti merenda.

Ed ora la sera

Stasera è la serata cover. Magari riusciamo a sentire qualche bella canzone cantata male da Dio. Ci saranno Fabio Fazio e Paolo Bonolis, così il popolo italiano potrà fare polemica sui loro compensi. Soprattutto ci sarà Mika. Qualcuno vada a tenere la fronte ad Adinolfi. A domani amici del mainstream comico.

Festival di Sanremo 2017

E’ iniziato il Festival di Sanremo, ed è il migliore del 2017!

Il Festival di Sanremo è iniziato e, a meno che come suggerito da Maurizio Crozza, il Governo non proponga che se ne faccia uno al mese per risanare le casse delle stato, è sicuramente il migliore del 2017, nonchè l’unico. Come ogni anno, visto che difficilmente apprezzo la parte musicale, e ancora meno accetto tutto ciò che ci gira intorno, prendo il lato comico della situazione e lo commento, praticamente la mia risposta al CinePanettone (il SanremoPanettone?!?), logicamente riassumendo dal mio account twitter.

Senza Beppe Vessicchio ma con Carlo Conti (e Maria De Filippi)

Appurata l’assenza di Beppe Vessicchio, con tanto di polemiche varie tra cui anche dell’oggetto del contendere, il maestro vince comunque grazie a Netflix scoprendosi nel Sottosopra di Stranger Things, l’unica presenza rimane, seppur con meno anni di carriera, Carlo Conti. O almeno così sembra.
Superato lo strazio dell’anteprima, con Herbert Ballerina come unica presenza positiva, il Festival di Sanremo inizia al buio, per poi passare in bianco e nero, il tutto per la marchetta di Tiziano Ferro che omaggia Luigi Tenco, che non ho capito se è stato pagato o ha pagato lui per essere a Sanremo. Fatto sta che io a Tiziano Ferro piuttosto che farlo cantare al buio lo avrei fatto cantare a microfono spento.
Passano meno di dieci minuti ed arriva con innata (nel senso mai nata) grazia Maria De Filippi, inutile ripetere le battute di tutti, me compreso, su portamento femminilità e via dicendo, inutile soffermanci sul ringraziamento al “suo editore”, fondamentale è che brucia tutti sul tempo, è la prima, citando in causa anche Donald Trump, a fare la solita battuta sull’abbronzatura di Carlo Conti ed è subito record mondiale.

Dalle Canzoni al Social

Inizia la vera kermesse musicale, la prima a salire sul palco dell’Ariston e ad aprire la competizione del Festival di Sanremo 2017 è Giusy Ferreri, sicuramente appena uscita dall’ospedale perchè canta intubata. Lo conferma anche il titolo della canzone che è “Fa talmente male”, chiaro riferimento a qualche operazione da poco subita.
Prima del secondo cantante c’è qualche piccolo sketch tra Carlo Conti e Maria De Filippi, ed è chiara una cosa, che non mi dispiace affatto, quest’anno non sarà un festival formale e palloso.
Sempre in tema ospedaliero notiamo la schizofrenia di Fabrizio Moro, ormai non più trasandato come anni fa, veste elegante e canta “Portami Via”, facendo notare a tutti il disturbo di cui sicuramente soffre, va al Festival di Sanremo e poi vuole essere portato via.

Sketch e stronzate vanno di pari passo, la presentazione di Raoul Bova parlando di six pack non fa ridere nemmeno quelli di Runtastic, lui è simpatico ma introduce i cantanti alo stesso modo di come avrebbe fatto mio nipote. Poco male perchè Elodie, colore dei capelli a parte, è anonima. Ma poi chi è sta Elodie? E che nome è Elodie? Si prende lei le colpe con il brano “E’ tutta colpa mia”.
Momento sociale al Festival di Sanremo quando arrivano “le forze del nostro Paese“, dalla Guardia di Finanza alla Croce Rossa, dal Soccorso Alpino alla Protezione Civile, con tanto Labrador e storie da raccontare, mancano solo le Pompe Funebri e avremmo fatto bingo. Il momento esilarente però è quando si scopre un Grisù in Carlo Conti, voleva fare il pompiere da piccolo.

Dal Pop Porno al Porno nel Pop

Si torna al cantato, con la parte superiore del vestito che nemmeno Selen, arriva Ludovica Comello sul palco ed è subito PornoSanremo! Ne “Il Cielo non mi basta” dice “Ci nasconderemo al buio per non farci prendere“, visto l’abito probabilmente si riferiva al buio dell’inizio trasmissione insieme a Tiziano Ferro.
Il momento Crozza è esilarante, come già detto sopra, ce l’ha con il governo, lo insulta e ci fa ridere. Un poco come il Movimento 5 Stelle e i grillini.
Andando avanti a furor di popolo abbiamo la battuta vincente della serata, “la Mannoia non M’annoia“, che a parte il brano “Che Sia Benedetta”, che risulta essere una delle più meritevoli della serata, fa sorgere il problema che nel caso di vittoria di Fiorella Mannoia questa sia rivendicata dal Movimento 5 Stelle.
Segue subito Alessio Bernabei, il quale avrà problemi di fragilità tra il nastro isolante nel vestito e la colla nei capelli, motivo per il quale non riesco a ricordare nemmeno una nota o una parola del brano da lui presentato.

Torna Tiziano Ferro, a me torna la disperazione, mi riprendo grazie a Carmen Consoli, e sinceramente la canzone duettata dai due riesce anche a piacermi.
Albano riesce in qualcosa di incredibile, propone la stessa canzone proposta nelle altre decine di edizioni del Festival di Sanremo in cui ha partecipato cambiando due virgole, recordman di Sanremo per questo ed in generale per le presenze, che annullano quelle di Carlo Conti.
Lo stacco è essenziale, fondamentale direi, soprattutto per dedicare 3 secondi alla memoria di Claudio Villa e far partire la consueta polemica annuale da parte della figlia Manuela Villa. Importante un poco lo stacco anche per presentare il “Progetto Sorriso”.

Il vecchio ed il nuovo vecchio

Terza fase della prima serata del Festival di Sanremo 2017, Samuel dei Subsonica diventa Samuel senza i Subsonica e canta quasi come se fosse Neffa senza i messaggeri della dopa. Tutto sommato non mi spiace e giusto per essere alternativo tifo per lui. Per obbligo immorale.
Uno dei momenti più alti della serata arriva con il medley di Paola Cortellesi ed Antonio Albanese che nel momento marchetta per presentare il loro nuovo film “Mamma o Papà?” mi fanno ridere un bel poco.
Quando sento parlare dell'”Ottava Meraviglia”, brano di Ron, penso che l’ottava meraviglia sia lui, per gli occhiali che indossa sono indeciso se è daltonico o fotosensibile. Tornando all’incipit di questo pezzo, Vessicchio via, lui è tra i pochi a battere Conti per presenze. Ma non temevate lo so, avevamo già avuto di meglio con Albano.

Attenzione, si è fatto tardi, lo si capisce dal cambio di abito di Maria De Filippi, si è messa la camicia da notte (o era una sottana), corta e bianca. Nonostante il sonno la conduttrice resta sul palco e presenta il progetto sociale contro il bullismo MaBasta.
Ancora una volta si torna alla competizione musicale e come ogni anno c’è qualcuno che mi ricorda Principe e Socio M, quest’anno è Clementino che in classico atteggiamento da borseggiatore napoletano e con il brano “Ragazzi Fuori” di chiaro richiamo palermitano ci confonde che è un piacere.

La paura della notte (di Adinolfi) ed il risveglio degli ormoni

Arriva il momento in cui si capisce che il Festival di Sanremo è una manifestazione televisiva contro Mario Adinolfi, dopo la presenza costante di Tiziano Ferro arriva sul palco Ricky Martin che risveglia gli ormoni femminili, balla e canta, scalda uomini e donne, eterosessuali ed omosessuali, soprattutto provoca uno shock a quelli delle pompe funebri di cui sopra, rivelando al mondo intero che non era morto ma stava dormendo da anni e avendo fatto tardi non è riuscito a farsi la barba. Il brano più recente che propone probabilmente è del 1998, ma a noi il Festival di Sanremo piace così, vecchio e costante.
Confuso dal movimento di bacino del suddetto Ricky Martin e distratto dal telefono, riesco a perdermi fortunatamente l’esibizione di Ermal Meta, cui già il nome mi provoca disagio.

Il seguito del Festival di Sanremo è spettacolo puro, come negli USA si faceva circa 20 anni fa, celebrità di ogni tipo, modo e maniera calcano il palco, quasi tutti senza avere nulla da dire e con il solo intento di mostrare, mostrarsi e fare audience. Apre Diletta Leotta che risveglia gli ormoni maschili, in un vestito che fa quasi concorrenza a quello di Ludovica Comello, alla quale, senza che fate finta di non averle viste amici miei, poco tempo fa sono state rubate le foto hot dal cellulare, e che coglie l’occasione per sensibilizzare i giovani ad un uso responsabile di internet parlando di privacy. Le reazioni da fuori Sanremo arrivano presto e Caterina Balivo su tutti fa una figuraccia, esprimere il parere su una persona solo per come si veste dimostra l’ignoranza della gente ed oggi dire che non puoi parlare di privacy se ti vesti in un mondo, e pur essendo anche se un atteggiamento ti sembra provocatorio, equivale a quello che succede per strada quando vedi una in minigonna e pensi che sia una puttana dicendo che si merita di essere violentata. Caso chiuso.
Del resto non ho capito perchè la Leotta era a Sanremo, non ho capito perchè si è parlato di questo argomento e soprattutto non ho capito perchè non ho capito.

Dei famosi e dell’orgolio

Ubaldo Pantani imita Bob Dylan, si gioca sulla polemica relativa al Premio Nobel, ma la comicità sua sembra persa in banalità, magari insieme alla Gialappa’s, presente nel DopoFestival insieme a Nicola Savino, avrebbe reso di più.
Arriva subito dopo Rocio Munoz Morales, ancora non ho capito il motivo della sua presenza, ma lei c’era, magari era l’occasione per Raoul Bova per presentarla ai genitori senza troppo imbarazzo.

L’ultimo momento vero musicale è lasciato ai famosissimi Clean Bandit, talmente famosi che la prossima volta è la seconda che li ascolto. Presentati come band dei record, con numeri fantastici su Spotify e nelle classifiche UK, scopro ora questo gruppo e capisco di poter continuare a farne a meno. A parte ciò indago nella classifiche UK e scopro che non sono mai stati al primo posto tra gli album e, seppur vero che sono stati con un singolo per nove settimane di fila al primo posto,  che il loro record è abbastanza comune ed in effetti vengono considerati nei record gli artisti con 10 settimane o più, magari ne parliamo la settimana prossima. Tra l’altro l’unico vero record che hanno non lo hanno detto, e nemmeno io ve lo dico, usate google cari amici. Piccola Nota, i due brani che hanno avuto successo sono entrambi in collaborazione con altri artisti, uno dei due con lo stranoto Sean Paul.

Se pensate che ho finito la polemica vi sbagliate, perchè sul finale mi sento toccato sul vivo, arriva il cestista Marco Cusin, che nel dire la sua canzone preferita non la ricorda e sbaglia, più o meno come i tiri agli ultimi europei di Basket. Senti Marco, io ti voglio bene, ma piuttosto che perdere tempo così che non sei l’orgoglio nazionale, prima portateci alle Olimpiadi e poi andiamo sui palchi. A lui si affianca subito dopo Valentina Diouf, tutte e due insieme sembrano i giganti nelle feste di paese.

E se domani è un altro giorno?

Dopo due battute di Rocco Tanica arriva la fine della serata, così dopo un paio di ore di risate, Carlo Conti e soprattutto Maria De Filippi già in abito da notte danno la buonanotte e vanno a dormire.
Oggi è un altro giorno, di ieri non vi ho raccontato nemmeno l’esito della classifica, anche perchè quando Carlo Conti ha detto che gli eliminati si giocheranno tutto al torneo mi sono chiesto se sarà un torneo di briscola o di cosa altro, cosa ci dobbiamo aspettare a parte la conferma del Festival anti-Adinolfi con la presenza di Keanu Reeves? Domani ve lo racconterò.

Leonardo DiCaprio - Vittoria Oscar

Ma quello a Leonardo DiCaprio è Oscar alla Carriera?

Negli ultimi 3 giorni ho letto almeno 100 volte “Finalmente Leonardo DiCaprio ha vinto l’Oscar. Lo meritava almeno da Titanic”. Se pensate davvero che sia triste per tutte le nomination avute e mai portate a compimento, domandate a Kevin O’Connell come possa sentirsi lui. Intanto affinchè lo vincesse DiCaprio c’è stato bisogno di cambiare la statuetta, insomma una beffa.
 
Fermo restando che probabilmente, anche se non da protagonista, lo meritava già con Buon compleanno Mr. Grape, se solo non fosse stato che Tommy Lee Jones ne Il fuggitivo non è proprio il signor nessuno, e se solo quello stesso anno non ci fossero stati in lizza altri due come Ralph Fiennes in Schindler’s List e forse ancora di più Pete Postlethwaite in Nel nome del padre.
 
Il punto è che magari DiCaprio ha fatto tante altre interpretazioni da Oscar, ma sicuramente non quella di Titanic, film con il quale non ha ricevuto nemmeno la nomination.
A me personalmente non è piaciuta troppo quella sua interpretazione, ma al di la di ciò, dato che non sono io un critico cinematografico, quell’anno tra i candidati vi furono: Jack Nicholson in Qualcosa è cambiato, Dustin Hoffman in Sesso & potere, ed infine Matt Damon, quello che che per un periodo molti vedevano come sosia proprio del bel Leonardo, in Will Hunting – Genio ribelle. Anche in questo caso ed in questo anno era ben lontano dal vincerlo.
 
Per il resto a me in Shutter Island e Inception è piaciuto tantissimo, non è arrivato nemmeno ad essere menzionato e non ricordo nemmeno il perchè, ma immagino che nonostante la sua possa essere stata una performance da Oscar ci sarà stata qualche attore che è stato più da Oscar. Mi è piaciuto tanto anche in Django Unchained e Romeo + Giulietta, ma Oscar?
Leonardo DiCaprio alla Cerimonia degli Oscar

Leonardo DiCaprio alla Cerimonia degli Oscar

 
Per il resto se tu sei il protagonista di The Aviator, non puoi sicuramente vincere contro il Ray di Jamie Foxx o contro Clint Eastwood in Million Dollar Baby.
Se sei nel tuo anno da cattivo in Blood Diamond non puoi vincere perchè dall’altro lato ti scontri con temi vicini a quello del tuo film ed hai un Forest Whitaker che in L’ultimo re di Scozia è perfetto, e poi avresti dovuto superare anche un Will Smith che affascina tutti in La ricerca della felicità.
Quando per te sembra arrivato l’anno giusto, perchè diciamolo tutti lo avevamo già visto con la statuetta in mano, solo che ci eravamo dimenticati che era uno di quegli anni in cui le apparizioni di livello si sprecano, Matthew McConaughey spacca culi in Dallas Buyers Club, Christian Bale si conferma ad altissimi livelli in American Hustle, Chiwetel Ejiofor commuove in 12 anni schiavo.
 
Io Revenant non l’ho visto, ma quando dicono che è stato più per le condizioni in cui ha girato e per la carriera, quasi quasi ci credo.
 
Oppure è come quando sei piccolo e giochi a calcio con le porte piccoline che ogni 3 calci d’angolo hai un calcio di rigore a disposizione?
 
Festival di Sanremo 2016

L’inutilità della quarta serata del Festival di Sanremo 2016

Come da storia è confermato, la quarta serata del Festival di Sanremo 2016 è ampiamente inutile. Insomma, dopo aver sentito le canzoni di tutti, aver sentito le cover (ed ancora mi chiedo perchè, quale è il motivo di farli cantare nuovamente tutti? Io non riesco proprio  capirlo, so solo che non ho alcuna ispirazione, quindi sarò breve, anche perchè oggi ho poco tempo visto che apre il Dave’s American Food.

Il Festival di Sanremo 2016 dura troppo

Si, è vero, il Festival di Sanremo 2016 dura troppo, dura troppe puntate inutilmente, e la quarta puntata dura troppo anche da sola, non ho capito in sè la serata quanti giorni è durata, ma ad un certo punto pensavo di essermi confuso ed aver girato su Telethon. Se poi proprio devono fare questa benedetta serata di ripassi, facciamo le cover al contrario, prendiamo artisti veramente bravi e facciamo riarrangiare le canzoni di questo Festival. Oppure, meglio ancora, dedichiamo una serata di Sanremo solo agli ospiti.

Le Nuove proposte ed il loro poco spazio

Quest’anno, come ho già detto ieri, le Nuove Proposte non hanno avuto spazio, Sanremo non è un palco per giovani, soprattutto non è un palco per chi vuole innovare. Ad ogni modo ha vinto Francesco Gabbiani, ma la sua canzone non ho idea di quale sia ancora ora, nè chi sia lui. Però tra i partecipanti a questa sezione della kermesse (che vi ricordo è il termine che devo usare almeno una volta al giorno) mi sono rimaste impresse due cose: il balletto di Chiara Dello Iacovo che ha le mosse integrate nelle canzoni, e oltre al nome naturalmente, Ermal Meta che è arrivato vestito da Carnevale con qualche giorno di ritardo.

I Big che non sono grandi

Dal Festival di Sanremo 2016 ho appreso che non ci sono veri big, ci sarebbero potuti essere, magari gli Stadio, però hanno deciso di abbassarsi tutti allo stesso livello, eccezione fatta forse per Elio e le Storie Tese.

Nel corso della serata abbiamo visto gli Zero Assoluto notando che somiglia più la loro canzone a “Goldrake” che la cover di ieri sera, avevo un turuturututtu nella testa, sono riusciti a togliermelo gli Zero Assoluto stessi.

Mentre guardavamo la trasmissione hanno tolto un attimo il volume e guardando Rocco Hunt cantare sembrava una canzone fatta col linguaggio dei segni. La sua è la mia canzone preferita, ma per inerzia.

Continuando, sarà che non amo i figli d’arte in generale, però qui c’è una questione diversa, che esula dall’arte musicale, è accaduto che dalle retrovie chi guardava il Festival insieme a me dice “che bella stasera Irene Fornaciari”, io a quel punto mi sono alzato a porgergli gli occhiali.

Una cosa stupefacente della serata è stato il travestimento di Elio e le Storie Tese che hanno optato per la maschera di Gabriel Garko. Loro mi piacciono, sono difficili da capire, ma non saranno mai acclamati per la loro bravura. Purtroppo.

Arriva la canzone che dice che la felicità arriva, io se la felicità arriva con la faccia di Neffa la rimando indietro. Magari lui mi manda il messaggio con i Messaggeri della Dopo e diventiamo tutti amici.

L’ingresso dei Bluvertigo mi fa finalmente capire perchè Morgan è senza voce, è il nodo fatto alla cravatta per farla diventare papillon che stringe troppo.

Clementino mi mette simpatia, mi da l’impressione di uno che ci mette il cuore nelle cose che fa, però una cosa voglio dirgliela: Clementino, se sbagli due tempi verbali sei Checco Zalone. Soprattutto non ho capito perchè per fare il ritornello abbia preso il motivo di Targato NA di Principe e Socio M, quello lo avevano già portato a Sanremo.

Sul resto non voglio nemmeno esprimermi, so solo che dopo Padre Pio, porteranno al vaticano la salma di Patty Pravo.

Una divina Elisa e tutti gli altri

La super ospite musicale della serata (ancora una volta targata Sony) è Elisa, che ripropone un medley dei suoi brani più famosi e dimostra di essere una artista vera. Immagino che ad un certo punto Francesco Paolo Salerno abbia avuto paura, visto anche i buchi neri tra le onde gravitazionali che proponeva la cantane, che stesse vestendo un suo abito, voglio rassicurarlo, quello di Elisa era un tatuaggio. Per il resto io mi sono alzato in piedi già prima che iniziasse, ha dimostrato umiltà, bravura e professionalità, ci vogliono più Elisa in Italia.

Per il resto abbiamo avuto Enrico Brignano che avrebbe dovuto fare il momento comico, ma è stato drammatico, probabilmente come ha detto David: se Virginia Raffaele lo avesse imitato avremmo riso di più.

Poi c’è stato uno che mi hanno detto fosse famoso un altro che ha cantato, per me era cappuccetto rosso. E poi ancora un altro gruppo che non ho digerito.
Ah c’è stato anche Rocco Papaleo, che non mi fa più ridere, insieme ad Alessandro Gassmann.

Virginia Raffaele deve condurre da sola

La serata è stata ripagata dal personaggio di Belen, interpretato da Virginia Raffaele, che rende quasi meglio di Belen, ed io stasera spero di vederla vestita da se stessa. Io voglio vedere Virginia Raffaele che interpreta Virginia Raffaele. Regge il palco fin dal primo giorno come se fosse a casa sua, è simpatica, brava, bella, ha tutto. Il prossimo Festival di Sanremo fatelo condurre a lei da sola.

Per il resto Carlo Conti ancora una volta è stato posato e piatto, Madalina Ghenea è uscita vestita nuda, che è un bel vedere sia chiaro, infine non ho capito perchè Gabriel Garko parla con finto accento americano?

In attesa della finale

Questa notte finisce questa tragedia, non ho pronistici, due favoriti che ormai sapete però si. Chi vince alla fine? Giochiamo a fare i pronostici?

Festival di Sanremo 2016

Come ho immaginato la terza serata del Festival di Sanremo 2016

Siamo alla terza serata del Festival di Sanremo 2016, chi ha letto i miei resoconti sulla prima e sulla seconda puntata sa che ieri sera non ho visto la trasmissione TV ma anche che avrei provato a capire quel che è successo nel corso della competizioni, così aiutato dagli amici su Facebook, Twitter, Google+ e dal team di MelodicaMente, ho immaginato la puntata della kermesse musicale (oggi userò ben due volte la parola kermesse) ed ora ve la racconto.

Sul perchè non ho visto la terza puntata del Festival di Sanremo 2016

Chi mi conosce nella vita reale sa che io non amo le cover band ed evito quasi sempre i concerti nei locali della zona dove non sono presenti band che propongano loro canzoni. Quindi se non mi piacciono i gruppi che fanno cover, perchè mai mi sarei dovuto mettere davanti alla TV a guardarli? Ecco, non è vero niente, ho avuto in realtà un impegno personale, sono certo di esservi mancato live.

Le Cover, ovvero come rovinare belle canzoni

Per me Sanremo ieri sera è iniziato alle 21.45, quando ho ricevuto due messaggi su Whatsapp che mi informavano che mi stavo perdendo le cover. Le cover!!?!??!!! Cioè come se mi stessi perdendo l’esibizione di Jenna Jameson nel letto di casa mia e al posto di esserci io a subirla ci fosse mio cugino Michele. Che poi mio cugino Michele non parla con le donne italiane, immaginiamo con le americane. Vabbè ma questa è un’altra storia.

Comunque la prima cosa che scopro è che Patty Pravo, sempre più plastica, è alla ricerca di se stessa non riconoscendosi più, ritrovandosi quindi in un suo brano, così giusto per prendere un poco di soldi di diritti dalla SIAE. Ma a sto punto non poteva fare il duetto come ha fatto la Pausini la prima serata? Ho provato a vedere il video per capire chi fosse sto Fred De Palma che catava con lei, ho solo notato proprio nel pezzo che dice “ora i tuoi capelli stan toccando il vento” che Patty Pravo aveva un pulcino in testa.

Con Goldrake, gli Zero Assoluto mi hanno fatto rimpiangere Alessio Caraturo e volendo, seppur non abbia mai cantato questa canzone, anche Cristina D’Avena. Mi sarei aspettato comunque un qualcosa del tipo “Io sto tranquillo se ci se turuturututtu“. Mi hanno deluso, magari la prossima volta faranno un trio con Giorgio Moroder. Da notare che qui la gente si è sbracciata scrivendomi per farmi notare la cosa, solo che non ho capito se lo hanno fatto per la violenza sul nostro caro Ufo Robot o per il solo fatto che mi piaccianoi manga e gli anime.

Di Francesca Michelin nessuno mi ha detto nulla, però ho voluto ascoltarla di mia iniziativa visto che il brano “Il mio canto libero” è uno dei miei preferiti. Devo dire che la tizia non mi è dispiaciuto, soprattutto non mi è dispiaciuto che Francesca Michelin stasera non dimostrava 14 anni. Non ho ben capito perchè durante l’esibizione aveva un tic che le portava a fare degli scatti a sinistra con la testa. Ditemi la verità non ha una qualche malattia e mi sono appena sparato una figura di merda vero?

Sulla cover di Valerio Scanu, che al solito si commenta da se, c’è stato il putiferio. Mi sono arrivati messaggi ovunque, da chiunque, anche un avviso di garanzia della Guardia di Finanza. Guardando bene Scanu in faccia ho notato che assomiglia ad un mio amico, Roberto, ma anche questa è un’altra storia. Lo scempio è stato rovinare “Io Vivrò (Senza Te)” di Lucio Battisti, suonando il pianoforte, per la prima volta in vita sua. Chiarisco per evitare confusioni di sorta, non è che abbia suonato questa canzone per la prima volta al pianoforte in vita sua, nè che abbia suonato dal vivo il pianoforte per la prima volta mentre cantava, era proprio la prima volta in vita sua che suonava un pianoforte. Tornando comunque al fatto dei messaggio, c’è stato uno stato di agitazione tale che praticamente è diventata una psoriasi nella kermesse, con gente che dal forte prurito ha dovuto scrivermi in ogni dove: social, alcuni anche offline, nella vita reale come dicevo, in ultimo il piccione viaggiatore. Insomma ha vinto lui per me.

Nel frattempo mi hanno anche detto di Dolcenera, chi confermando che si è fatta bona, chi dicendomi che è una nana, chi dicendomi che ha cantato bene. A quanto pare appena finita l’esibizione la aspettavano al comune di Sanremo per la cerimonia nuziale visto che era già in abito da sposa per l’imminente matrimonio, ma alla fine, nonostante ho visto 30 secondi in cui si dimenava sul palco pronta ad avere un attacco epilettico, non ho capito una cosa, quale cover ha fatto Dolcenera?

I Bluvertigo ho voluto vederli io. Li ho solo visti, visto che la voce di Morgan è perennemente assente. Una cosa è chiara, Morgan e i Bluvertigo hanno inventato le canzoni mimate.

Vincono facile Elio e le Storie Tese, il loro brano è praticamente già una cover, ma ieri sera hanno proposto “A Fifth of Beethoven” di Walter Murphy and the Big Apple Band, traducendola in “Quinto Ripensamento”. Con estroverso estro che non provoca mai astio Elio e Le Storie Tese ancora una volta si mettono un gradino sopra tutti.

Del resto scopro che la serata l’hanno vinta gli Stadio, e li sto ascoltando proprio in questo momento per non restare insieme. Inoltre Clementino, Neffa e Rocco Hunt hanno voluto fare i napoletani, chi più chi meno riuscendoci, il resto è solo citazione di Califano: Noia.

Le Nuove Proposte, assenza di questo festival

Non ho ancora compreso bene il fatto del perchè quest’anno i giovani non sono proprio stati tolti di mezzo, stanno passando in radio da mesi i pezzi delle nuove proposte perchè a detta loro avevano bisogno di più spazio, invece lo spazio sul palco gli è stato praticamente tolto. Unica nota pervenuta è che a metà spettacolo hanno detto di aver fatto una gaffe un’ora prima, facendo vincere uno al posto di un altro. Non chiedetemi nomi e canzoni perchè non ne ho la minima idea, nemmeno chi mi ha scritto dell’accaduto lo sa.

Gli ospiti e i Matusalemme

La serata inizia praticamente con un ospite che propone tra le altre cose delle immagini in bianco e nero, non è un caso, è la dedica agli ospiti musicali di cui parlerò dopo, però a proporle è Marc Hollogne con il suo Marciel, la cosa negativa è che nessuno mi parla di lui.

Il clou della serata è stata la presenza dei Pooh con tanto di Riccardo Fogli, i quali vedendo il Festival di Sanremo 2016 hanno avuto la risposta alla domanda “Chi Fermerà la Musica”?, ecco l’hanno fermata i big in gara sul palco dell’Ariston. Con la certezza che tutti i Dear Jack hanno insieme l’età di uno solo dei membri dei Pooh noto tra le varie cose che Riccardo Fogli è un Dracula ancora attivo, che Stefano D’Orazio quando suona la batteria usa la tecnica “sbattere le uova per fare la frittata”, che c’è stato un momento in cui quando Carlo Conti ha detto che “l’Avanguardia sono loro” nello stesso momento c’è stata sul palco dell’Ariston da un lato l’apparizione del trio Demetrio Stratos, Augusto Daolio e Francesco di Giacomo, e dall’altro la la trasfigurazione del trio Frank Zappa, Lou Reed e Richard Strauss.
Hanno anche parlato del tour della band, per festeggiare i 100 anni di ognuno di loro a quanto ho appreso, ed ho anche capito il senso del brano “dammi un solo minuto, un soffio di fiato, un attimo ancora”, con sta scusa del minuto in più ogni volta, questi campano 300 anni almeno. Il tour comunque dura fino al 31 Dicembre 2016, ma secondo molti non ci arrivano tutti alla fine.
Il fatto che comunque abbiano un successo inaudito, che hanno scatenato l’inferno denotano che è ciò che ci meritiamo: il fuoco eterno.

Degli altri mi dicono che Pino e gli anticorpi un poco fanno ridere, ma non si capisce perchè si ride solo dopo mezzanotte. Di Hozier è inutile dire qualsiasi cosa, dopo una serata del genere anche Hulk Hogan avrebbe avuto successo cantando, comunque il super ospite straniero sembra essere stato bravo.

Purtroppo i presentatori

Ci sono anche i presentatori, ma CArlo Conti è più nascosto di Licio Gelli ai tempi della P2, Gabriel Garko va in giro spostando quintali di plastica solida, Madalina Ghenea veste vestiti da favolo su un fisco mozzafiato, e l’unica ancora una volta a farsi notare veramente per la bravura è Virginia Raffaele che imita Donatella Versace e manda tutti in delirio. Speriamo il prossimo anno sia lei a condurre.

Oggi è un altro giorno

Stasera guarderò Sanremo, ma con calma e relax, non voglio consumarmi perchè stanotte inizia l’NBA All Star Weekend. Però c’è Elisa e non voglio perderla, quindi buona visione!

P.S. Volevo dire a Luigi che ho vinto io, e a Vittorio che se non vuole leggermi può seguire il consiglio di Talla quando non regge più, cioè “Ieu vaiu e mi curcu”.

 

Festival di Sanremo 2016

La seconda puntata del Festival di Sanremo 2016 mi è quasi piaciuta

Ho visto anche la seconda puntata del Festival di Sanremo 2016 e devo dire che quasi quasi mi è piaciuta.  Logicamente immagino non vi siete perduti il mio personale riassunto della prima serata di Sanremo 2016, ed al solito vi consiglio se volete leggere qualcosa di serio di leggere il reportage di Melodicamente.
No, non voglio dire che sia stato un bel festival, ne che sul palco Ariston di Sanremo ci siano stati in gara una serie di artisti degni di nota. Voglio solo dire che c’è stato qualcosa che mi è piaciuto e a breve ve lo dico. Il tempo è poco, quindi sarà breve e diretto, e soprattutto sappiate che lo faccio perchè ieri Luigi di Ziguline è stato contento di leggermi e ha avuto modo di essere aggiornato, quindi glielo devo.

Ezio Bosso lascia tutti a bocca aperta

Inizio parlando del migliore artista della serata, dell’ospite che ha incantato tutti, cioè del Maestro Ezio Bosso, un eccezionale pianista, compositore e direttore d’orchestra che fino a ieri sera era sconosciuto alla maggior parte del popolo italiano e che, grazie al nazional popolare Festival della Canzone Italiana finalmente, finalmente è arrivato agli occhi e alle orecchie di tutti. Sia ben chiara una cosa, il titolo di questo post è praticamente solo per lui.
Non è la sua disabilità a commuovermi e a farmi stare attento, è la sua forza, è la sua arte, è il suo coraggio, è la sua simpatia, in 13 minuti circa di presenza emoziona più e più volte spettatori e telespettatori, e lo fa dal primo attimo in cui chiede a Carlo Conti “cosa ci faccio qui?“. Ma è esattamente dopo un minuto che ci da la prima lezione, ci insegna il valore di un ciao, ci dice che lo fa stare bene e che lo dice all’inizio di ogni concerto, lo fa con una spontaneità unica, cidice che è una parola bellissima.
Da notare che Il Maestro Ezio Bosso ha in 13 minuti risposto alle domande: 1) che motivo ho di non vivere? 2) chi è Allevi? In entrambe la risposta è stata Nessuno.
E’ lui il primo ad emozionarsi, è lui ad dirci che la musica siamo noi ed è una fortuna che condividiamo.  E’ ancora lui che ci ricorda che la cosa più importante che esista è ascoltare.  Il continuo è un misto di simpatia, racconti, semplici gesti, battute, parole sulla bellezza, tutte cose che mi tengono attaccato allo schermo, perchè vederle fare da Ezio Bosso diventano speciali. Poi la lacrima credo sia stata naturale per molti.. Ezio Bosso ha avuto un grande pregio, mi ha fatto scrivere seriamente una parte di questo post. La standing ovation è naturale. Suona e lo fa divinamente. Tutti in piedi. Io mi sono alzato in piedi anche riguardando il video. E sono ancora in piedi. E ricordate che la musica come la vita si può fare solo in un modo: insieme.

Se ancora lo chiamate Canone RAI, come ha detto Matteo G.P. Flora, se volete un motivo per pagarlo, ora lo avete. Se non lo avete visto andate a vederlo su Rai.tv, non ve nepentirete.

Il futuro che ci aspetta dai giovani in gara

In tutta la serata passano diversi giovani, io alcuni me li sono persi proprio. Non che io non fossi li a guardare la TV, ma era come se mi rendessero assente. Comunque quel che ricordo ve lo dico.
Subito entrano in scena una il cui nome l’ho scoperto dopo l’esibizione, Chiara Dello Iacovo, vestita in mix tra Pinocchio e Gianburrasca e incomprensibilmente con del domopak su braccia e mani, probabilmente stava impacchettando del cibo e l’hanno chiamata di corsa per cantare. L’altra è Cecile, il cui brano “N.E.G.R.A.” fa capire che il razzismo quando si passa al sesso non esiste. Io volevo tranquillizzare la cantante, non andrei a letto con una persona di colore, è una cosa che sanno tutti i miei amici, ma non per razzismo, è una questione di gusti, in compenso a me non dia fastidio che sia di colore. Comunque io delle due tifo Cecile, e logicamente vince l’altra.

La seconda sfida è tutta sui nomi, tra uno che si chiama Irama, che dice che voleva nascere senza pensieri, insomma come Gomorra, e l’altro che si chiama Ermal Meta. Io al posto di quest’ultimo avrei scelto come nome d’arte Erma Metal, soprattutto avrei cambiato genere musicale. E forse mestiere. Il secondo vince e comunque dimostra molta più esperienza del primo. Tranne nello scegliere il nome.

Se il futuro è tracciato dai giovani, allora abbiamo una traccia alquanto debole. Aspettiamo gli altri in gara però in questi giorni.

Tra i Big qualcuno si salva

I big in gara non emozionano particolarmente, però alcuni fanno notare cose interessanti, non solo dal punto di vista musicale. Nel mentre che scrivo volevo segnalarvi che Francesco Paolo Salerno, uno stilista che dice di essere based in Los Angeles, cosa che io non riesco veramente a capire cosa cazzo significhi, si dissocia dall’accostamento del suo nome a quello di Deborah Iurato, cantante alla quale nella prima serata aveva fornito i vestiti, dicendo che ha scelto il look sbagliato. Praticamente Francesco Paolo Salerno ha detto di fare dei vestiti di merda. Ma torniamo alla kermesse musicale (almeno una volta al giorno voglio usare la parola kermesse).

La prima cantante tra i big in gara ieri nella seconda serata del Festival di Sanremo 2016 è Dolcenera, la quale conferma due cose, innanzitutto che non mi piacciono le sue canzoni, poi che se hai successo da mezza cessa puoi diventare veramente figa. Il brano per essere Sanremo non è male, ma non attacca.

Anche se non capisco il perchè della standing ovation dopo la sua performance, Patty Pravo mi lascia di stucco più che altro per un dubbio, non ho capito se ormai assomiglia più ad un alieno generico, a Neytiri di Avatar o a Voldemort. Ah, sicuramente lei e Gabriel Garko usano lo stesso specchio. Bello il tributo del pubblico per i suoi 50 anni di carriera. 50 anni di canzoni uguali. Se vince lei io prego affinchè il prossimo anno torni in vita Modugno.

Valerio Scanu con degli improbabili capelli ed un ancora più improbabile vestito si commenta da solo. Sinceramente non so che dire, so solo che se fossero stati Elio e le Storie Tese avrei detto che sono dei burloni. Lui no, era li serio.

Arriva Heidi sul palco, ah no, mi accorgo che è Francesca Michelin. Mi aspettavo qualcosa di coinvolgente da lei, invece è piatta. In tutti i sensi.

Sulla presenza di Alessio Bernabei mi sono chiesto solo una cosa: se sei talmente scemo da essere mandato via dai Dear Jack perché ti ostini a cantare ancora canzoni? Insomma, un minimo di autostima ormai non la ha più nessuno.

Gli Elio e le Storie Tese vestiti in colore Pantone dell’anno 2016 (Rosa Quarzo NdL), non deludono, trollano tutti, al solito hanno dei tecnicismi al di sopra della media e un testo che non vincerà mai. Se vincono vuol dire che Rocco Tanica ha manomesso le votazioni.

Io non so se voi ricordate quei tempi, ma Neffa conferma di non piacermi dai tempi dei Messaggeri della Dopa. Per me è inutile, magari a voi piace, ma spiegatemi il perché.

Non ricordo che cosa abbia cantato Annalisa sul palco, ma dai commenti ho sentito che potrebbe vincere. Di solito al Festival di Sanremo vincono cose che non dovrebbero vincere ma che tutti dicono che debbano vincere.

L’ultima esibizione è l’esatta valutazione media del valore dei Big in gara: Zero Assoluto. Senza il turuturututtu ho stentato a riconoscerli, però mi sono chiesto perchè uno sembra il padre dell’altro.

Gli ospiti e l’imbarazzo

La presenza degli ospiti, a parte il sopra citato Ezio Bosso, è praticamente un imbarazzo continuo. La prima cosa che capisco, che su Twitter mi  ha fatto diventare amicone con Claudio Lippi, è che se sei sotto contratto con la Sony sei sicuro un ospite di Sanremo.  La conferma è che dopo Elton John e Laura Pausini, l’ospite cantante della serata è Eros Ramazzotti, ma su questo ci torno tra poco.

Le primi ospiti sono le Salut Salon, in pratica il circo degli archi, quattro donne che con due violini, un violoncello ed un pianoforte fanno spettacolo circense divertendo anche. Ci sono 4 presentatori a Sanremo, ma loro arrivano e fanno tutto da sole. Tra l’altro nelle varie contorsioni e scene di sesso softcore mi sarei aspettato, come ha detto qualcuno, anche una che suonasse il flauto con la vagina. Resterò deluso.

Eros Ramazzotti dopo 30 anni di carriera mi fa ancora domandare se ha problemi di adenoidi, di sinusite o di entrambi. Sia chiaro non sono un esperto del settore, posso anche sbagliarmi, ma se mi sto sbagliando ditemi che malattia ha. Il top della sua esibizione è quando canta “Più Bella Cosa”, che seppur molti dicono sia dedicata alla musica, in realtù p stata sempre proposta come dedica all’ex moglie Michelle Hunziker, la quale compariva anche nel video musicale. Il bello è che Eros mentre la canta si avvicina alla seconda moglie Marica Pellegrinelli, praticamente dedicandogliela, e lei lo bacia pure. Ora io non sono nessuno per giudicare, ma la moglie si. Vabbè il resto della sua performance ci fa tornare bambini, e subito ringraziare di essere cresciuti.

Su Ellie Goulding ho poco da dire, a me lei piace, sia come cantante che come donna. Più come donna che come cantante. Ma secondo me è stata li senza infamia e senza lode. Mi hanno detto che c’è stato Antonino Cannavacciuolo, se c’è stato davvero io ero in bagno. Infine ho visto solo due minuti di Nino Frassica, ma ho riso tanto.

L’ulteriore imbarazzo è stato quello dell’intervista a Nicole Kidman, nel corso del quale mi sono posto diverse domande, tra le tante: perchè se Nicole Kidman è straniera e Carlo Conti è italiano lei è color cadavere e lui nero? Oppure, perchè Nicole Kidman parla italiano meglio di come Carlo Conti parla inglese? Infine, l’intervista non potevano scriverla prima piuttosto che improvvisare?

Virginia Raffaelee nessun altro conduttore

Ebbene si, io amo Virginia Raffaele, lo ho detto e lo ripeto. Imita Carla Fracci e lo fa divinamente, mi fa ridere tutta la serata. Fa diversi sketch, torna più volta e fa sorridere, a volte sembra esagerare ma è sembre lei quella che sul palco sta a suo agio più di tutti.
Di Gabriel Garko avevo già detto ieri tutto, è la stessa plastica non ancora smaltita, se ne parla il giorno della differenziata porta a porta specifica.
Carlo Conti è un signore, non mi piace ma è un signore, non mi emoziona, ma è li tranquillo e comunque fa passare il suo festival nel sottotono giusto.
Una bella donna invece, inutile, è Madalina Ghenea che neanche vestita da Elsa di Frozen mi emoziona.

In conclusione ieri si oggi no

Alla fine dei conti ieri ho visto il Festival di Sanremo e qualcosa lo ho apprezzato, stasera ho impegni, ma magari me lo raccontati voi domani e io vi dico cosa ho capito leggendo voi. Vi tengo d’occhio su Twitter e su Facebook, state attenti. Intanto stasera su Facebook vi lascio respirare senza aggiornarvi ogni 2 minuti.

Festival di Sanremo 2016

Ho visto la prima puntata del Festival di Sanremo 2016. E no.

Il Festival di Sanremo 2016 è iniziato, e qualsiasi commento viene dopo l’inizio non può che essere qualcosa di tragicomico.

Se volete dare una lettura seria all’evento vi invito a leggere il post di MelodicaMente, dove quest’anno purtroppo manca la rubrica di Ciccio Rigoli che ormai ha una sua Eleganza Sgualcita, se invece volete leggere i miei pensieri della prima serata del Festival di Sanremo 2016, li ho raccolti qua facendo mente locale.

L’inizio della tragedia ed i presentatori

Il tributo iniziale a David Bowie è una bella idea, espressa male e distrutta da Carlo Conti nel momento in cui dice “anche io sono un poco Starman“, che io ho pensato che se questo è vero io sono Darth Vader.

Diciamo che un poco come la recita del proprio nipote nell’ultimo giorno di scuola, ed in cui ha una parte di 2 minuti esatti, dopo 5 minuti di trasmissione la speranza è che finisca presto.
Si inizia con piattezza, la stessa con la quale si finisce, qualcuno avrebbe dovuto far mangiare a Carlo Conti un poco di emozione ed allegria.

Mi aspetto che l’arrivo di Madalina Ghenea riscaldi la serata, anche perchè me la ricordavo bona, arriva invece al suo posto l’Uomo Tigre. Lei per non strafare dice che spera che il padre non si addormenti e mantiene la piattezza di Conti, giusto perchè di peggio non poteva fare.

Madalania Ghenea è l'Uomo Tigre al Festival di Sanremo 2016

Madalania Ghenea è l’Uomo Tigre al Festival di Sanremo 2016

Tornerà in seguito a dire in diverse lingue delle frasi probabilmente imparate a memoria. Almeno è vestita meglio.

Nel leggere le presentazioni Gabriel Garko sembra mia nonna quando non vede niente, stringe persino gli occhi. Che non sapesse recitare lo sapevo, che avessi anche problemi a leggere speravo di no. Nel frattempo diverti utenti su twitter e facebook fanno notare la sua somiglianza con un personaggio di Indovina Chi?.

Su Virginia Raffaele non riesco a dire niente, imita Sabrina Ferilli, non è la stessa, ma a me lei piace, è ironica, sexy, simpatica ed è realmente l’unica tra i presentatori che regge il palco con una semplicità disarmante.

I Big in gara (ovvero come sperare invano)

Noemi, stimabilissima per i colori arcobaleno al microfono, entra con un buco in petto, solo sulla sua frase finale “Stai senza pensier”, citando Gomorra e/o i The Jackal, capisco che in realtà era un riferimento ad una sparatoria a pallettoni.

I Dear Jack portano uno colorato come Carlo Conti, per non sfigurare. Senza arte ne parte Fanno andare avanti la kermesse (questo è il momento in cu volevo usare il termine kermesse.

Scopro che I Negramaro HA scritto un brano per Giovanni Caccamo e Deborah Iurato, magari questi vincono il Festival di Sanremo 2016 per una serie di cose, sono un duetto, hanno una canzone scritta da Giuliano Sangiorgi, non ricordo nemmeno una nota nè una parola del brano.

Gli Stadio vengono annunciati come una band dai pezzi rock trascinanti, io ancora mi sto chiedendo quali siano. Per carità, 30 anni mi piacevano un sacco gli Stadio, ma rock? Ma soprattutto trascinanti? Suvvia, alla fine hanno avuto successo sempre grazie a ballate pop. E infatti.

All’ingresso di Arisa ho avuto un solo pensiero:”Arisa come cazzo si è vestita!“, da li in poi ho avuto cinque minuti di frastorno, come quanto ti esplode del C4 a 2 metri di distanza in Call of Duty. Quando mi sono ripreso aveva già finito l’esibizione. Nel frattempo  Mario, Ugo e Nicola mi fanno percepire che loro una bottarella la darebbero anche ad Arisa, io piuttosto me lo taglio e glielo lancio al cane di Call Of Duty Ghosts. Volevo scrivere altro, ma ripensandola ho avuto altri cinque minuti di confusione, per cui smettiamo di pensarci tutti insieme. Oooom.

Arisa come cazzo si è vestita

Arisa come cazzo si è vestita

Quando è il momento di Ruggeri il commento vero arriva da mio cugino Michele, che dice: “Enrico Ruggeri è come te, non si è accorto di essere vecchio“. Quello che lui non capisce è che però Ruggeri è ricco, mentre io sono povero e pazzo. Più povero che pazzo. In tutto ciò devo dire che voglio riascoltare il brano perchè forse c’è qualcosa di buono.

Per i Morgan e i Bluvertigo i problemi sono tanti e non sono di droga. Morgan suona praticamente tre quarti di brano con il basso non amplificato, il restante quarto non lo suona proprio perchè lo lancia addosso ad un tecnico del suono. Il primo pensiero che mi era venuto è che i Bluvertigo avevano deciso di eliminare il basso dato che la voce di Morgan era assente. Il brano è anche interessante, ma vorrei ascoltarlo suonato e cantato per bene.

Rocco Hunt copia da chiunque, cita l’impossibile, ma nonostante tutto mi è piaciuto. Ha svegliato un attimo il Festival di Sanremo 2016, secondo me lo eliminano subito perché è fuori dallo spirito di gruppo del festival.

Ultima a presentare la canzone tra i Big è Irene Fornaciari che risolve il mistero di chi ha rubato il collo a Maurizio Costanzo. Non mi è mai piaciuta, non mi piace, non mi piacerà mai probabilmente.

Gli Ospiti che sembrano Dei al Festival di Sanremo 2016

Con pochi problemi se sei ospite al Festival di Sanremo riesci a diventare un Dio. Sarà per l’ampio spazio che hai, sarà perchè i big in gara hanno presentato brani banali, sarà perchè poi una stsar lo sei davvero, fatto sta che Laura Pausini ha portata una felice tristezza al Festival di Sanremo 2016, che ad un certo punto ho pensato che mancava solo Marco Masini e avremmo fatto 13. Sia chiaro, ha fatto uno spettacolo degno di nota, ha anche dimostrato che se sei un cesso non diventerai mai una regina di bellezza ma che con i soldi ti aggiusti tanto, ha evidenziato il fatto che quando canta è sicura e non sembra scema come quando parla, nè fa sentire il suo accento. E ha parlato, con onore, dei diritti omosessuali. E’ stata giunonica.

Elton John che lo si voglia o meno è davvero nell’olimpo dei cantanti, lui una parte di storia della musica l’ha scritta davvero, può piacere o meno, ma è un dato di fatto. Arriva con una giacca che faceva preuspporre a Don Antonio Polese, il boss delle torte, come ospite speciale, ed invece niente pono pomellato. Lui non fa propaganda omosessuale, non parla di diritti gay, non parla di utero in affitto, contrariamente a quanto dice Salvini e a quanto molti hanno condiviso. Suona, dice cose giuste, ci fa scoprire che gli piacciono i fiori (un poco come nel quiz che si faceva ai tempi della leva militare) e se ne va.

Aldo, Giovanni e Giacomo ci fanno tornare a 25 anni fa, anche perchè loro sono rimasti la. Stesso sketch da 25 anni, ormai ha smesso di far ridere da 20, penso che almeno per na occasione del genere qualcosa di nuovo avrebbero dovuto proporla. Mi piacciono sempre loro, però dategli qualche suggerimento.

C’è stato anche un tale Maitre Grims, io non sapevo chi fosse e non lo so tutt’ora. A quel punto ho aperto NBA Live 16 per provarlo.

Alla fine della fiera ma che è?

Tutto sommato è stata una serata piacevole, grazie a Twitter, grazie a Facebook, grazie alle persone con cui si  interloquito sui social network. Poteva andare peggio, poteva essere il festival della canzone dell’ISIS.

 

Jovanotti Backup Tour - you&eni

Vinci il Backup Tour di Jovanotti con you&eni

 

Le belle giornate sono arrivate ed il periodo dei concerti è alle porte, con la corsa ai biglietti e la possibilità di vedere i propri idoli musicali dal vivo su un palco, magari sfruttando l'occasione per girare un poco, visitare nuove città e scoprire cose mai viste.

Tra i tanti artisti attesi quest'anno vi è Jovanotti con il Backup Tour, una serie di concerti che vedranno il cantante nostrano esibirsi in dodici città tra giugno e luglio, nel corso dei quali proporrà al pubblico italiano sia i brani degli ultimi album sia le canzoni più datate, oltre che naturalmente i successi più apprezzati.

Jovanotti Backup Tour - you&eni
Jovanotti Backup Tour – you&eni

Arriva così da you&eni una grossa opportunità, ovvero quella di poter partecipare al concerto  più vicino alla propria città gratuitamente grazie ad un concorso a cui possono partecipare  tutti i possessori delle carte prepagate you&eni.

Il concorso, aperto dal 25 marzo al 30 aprile 2013, mette in palio 240 biglietti per il Backup Tour di Jovanotti, in pratica circa venti biglietti per ognuna delle dodici tappe del tour, inoltre i fortunati vincitori che avranno diritto a 2 biglietti, oltre ad assistere al concerto, potranno accedere al backstage e conoscere dal vivo Lorenzo Cherubini.

Naturalmente questo è solo uno dei tanti vantaggi che la carta you&eni riserva ai propri clienti, infatti chi possiede la carta fedeltà potrà partecipare sempre a nuove promozioni, come gli sconti sulle ricariche Vodafone o gli sconti che si possono ottenere utilizzando le carte you&eni prepaid o you&eni credit per i pagamenti.

Cosa aspettate anche voi a partecipare? Siete già con la carta you&eni in mano?

 

Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. Info e condizioni della carta su youandeni.com e cartasi.it . La funzione di pagamento è gestita da CartaSi. La moneta elettronica memorizzata sulla carta è emessa da ICBPI Concorso valido dal 25 marzo al 30 aprile 2013. Regolamento del concorso su youandeni.com. Montepremi euro 18.528,00 + Iva

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