Marco Biagi (24 novembre 1950 – 19 marzo 2002)

Omicidio Biagi. Dieci anni fa.

Sono le ore 20.15, dieci anni fa, il 19 Marzo 2002, Marco Biagi trascorreva gli ultimi attimi della sua vita, poco prima aveva subito un attentato da parte delle Nuove Brigate Rosse, gruppo terroristisco evidentemente contrario al suo lavoro.

Marco Biagi (24 novembre 1950 – 19 marzo 2002)

Marco Biagi (24 novembre 1950 – 19 marzo 2002)

 

Io non capisco di economia, non ho conoscenza tali da sapere se le riforma del lavoro che stava studiando fosse stata giusta o meno, non sono un politico, non so vedere quello che non è accaduto, ma sono umano ed una cosa la so, qualsiasi sia il tuo colore, la tua etnia, la tua razza, la tua idea politica, il tuo credo, non puoi morire perchè stai compiendo il tuo dovere, nè tantomeno puoi uccidere perchè un altro la pensa diversamente da te.

 

Webank regala iPad 2 e Mediaworld

Avete necessità ma anche no di un nuovo conto corrente? Volete cambiare banca e non sapete quale scegliere? Non avete un motivo per avere un conto online ma lo state cercando?
Webank potrebbe essere la risposta per diversi buoni motivi, scopriteli on me!

Webank

I due principali motivi sono prettamente tecnologici, il primo motivo che potrebbe convincervi a  scegliere Webank è il fatto che la banca regalerà a chiunque apra un nuovo conto un Apple Ipad2, l'oggetto delle meraviglie desiderato da tutti in questo periodo. In particolare di modello di iPad 2 che la banca regalerà sarà quello con 16GB di memoria ed il WiFi.
Il secondo motivo è legato al fatto che Webank regalerà un buono da 120 euro da spendere nel negozio online di Mediaworld.

Ma i vantaggi non finiscono qui, il conto Webank è tra i conti correnti online con migliore rendimento, esente da canone e senza alcuna spesa di gestione, con le tre linee vincolate ( a  3, 6 o 12 mesi) si può avere un rendimento fino al 3% sulla liquidità, inoltre anche carta di credito e bancomat saranno gratuiti.

Da notare una cosa, che se avete già un conto corrente e volete trasferirlo su Webank, la stessa banca si prenderà cura di tutte le operazioni di trasferimento in maniere gratuita.

Se avete bisogno di maggiori informazioni potrete utilizzare sia la pagina Facebook (http://www.facebook.com/#!/WebankOnlineDal1999) che la pagina Twitter (www.twitter.com/webank) di Webank.

Webank regala un iPad 2

Per ottenere questi vantaggi dovrete affrettarvi, la promozione sarà valida solo nei giorni 27 e 28 Aprile 2011! Cosa aspettate?

Articolo sponsorizzato

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Giuseppe Guerrasio è Vivo. Lobotomia non è morto.

Perdo cinque minuti al volo per dirvi che questo blog non è morto, ne è diventato un sito di spam  o di articoli sponsorizzati, piuttosto rimane come sempre la spazzatura dei miei pensieri e dei miei progetti, con qualcosa di serio in mezzo.

Sto lavorando però al blog/sito che fa riferimento al mio nome nella vita reale, Giuseppe Guerrasio, cercando di tracciare li sopra una strada più professionale.

Quindi non temete, ci vediamo di la, ma anche di qua!

Scienze delle Comunicazioni e altre Amenità

Forse qualcuno di voi ancora non lo sa, ma il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca dell’attuale Governo, e Mariastella Gelmini, ha definito “Scienze delle Comunicazioni e altre amenità simili” dei corsi di laurea inutili.

Così il giorno dopo Simona Melani scrive una lettera al nostro caro ministro  in cui chiede il risarcimento danni poichè avendo conseguito la laurea seguendo gli studi di tale corso di laurea, naturalmente approvato dal suo ministero, risulterebbe truffata dallo stato.

Simona Melani ha tutto il mio appoggio, sicuramente quello di tutti i suoi colleghi e molto probabilmente quello della maggior parte di studenti universitari.
In Italia stanno riformando l’Università, ma forse paura della cultura o meno chi fa le riforme non conosce nemmeno l’argomento di cui parla.

Sono Disoccupato. Bye Bye Edizioni Master

Dopo circa due anni e mezzo passati lavorando per la Master Web Agency S.R.L., società del Gruppo Edizioni Master S.p.A., Lunedì 3 Gennaio 2010 ho ricevuto a casa, mentre ero sul posto di lavoro, una lettera assicurata in cui mi veniva comunicato il licenziamento.

Così di colpo mi ritrovo ad essere disoccupato.

Beh, se vi serve un System Administrator, un SEO o un Community Manager contattatemi.

Lettera aperta all’on. Nichi Vendola

Giuseppe Barbiero, un amico di Cosenza, si è interessato al “problema” Puglia-Microsoft e ha scritto una lettera aperta all’Onorevole Nichi Vendola, che ripubblico con piacere.

Caro Nichi, la ringraziamo per essere venuto nella nostra città ad
esporre le sue idee, a dispetto di una frangia di concittadini che
invece ha esposto cartelli di dissenso. Il dialogo deve essere al
centro del dibattito per la crescita non l’odio ed il finto razzismo,
figlio appunto di chi li ha creati.

Mi trovo pienamente d’accordo sull’origine del berlusconismo, e vedo
effettivamente sempre più generazioni nuove, rincoglionirsi di fronte
reality e starlette di scarsa attinenza culturale, e soprattutto
adulare stili di vita appunto propri di chi glieli vuole propinare.

Con questa mia lettera però io vorrei comunicarle che ieri avrei
voluto sentire un Vendola diverso, un Vendola proporre IDEE.

Vede Nichi, tutti siamo contro il precariato. Io sfido chiunque, anche
nei più alti piani di uffici direzionali di grandi fabbriche di dire
di essere a favore di un meccanismo di lavoro così assurdo.

La lotta al precariato oggi, viene fatta, a parole anche da chi lo ha
creato. Sono tutti contro il precariato a modo loro, lo sono Bossi,
Fini, Casini, lo era e sarà Veltroni, lo sono Franceschini e Bersani,
ma giusto in ordine sparso.

Il problema vero a questo punto è chiedersi da cosa è generato il
precariato? Non mi venga a rispondere dal famigerato articolo 18. Il
precariato è generato dal potere. La mia esperienza mi mostra gente
che lavora gratis purchè per grosse imprese perchè FA CURRICULUM, e
non che si impegna magari in progetti anche pagati ma per piccole
aziende.
Fra l’altro questi momenti di crisi hanno visto cadere troppi assunti
a tempo INDETERMINATO. Ma loro quindi non erano precari anch’essi?

Allora il precariato non è solo figlio di una legge o di una lotta che
non c’è più . Non è neanche figlio di una nuova tipologia di
contrattualistica, questa consente apparantemente meccanismi prima
inesistenti, meccanismi che prima venivano perpetrati in maniera
differente.

Precaria è l’epoca in cui viviamo, oggi le aziende ci sono, domani
potrebbero non esserci. Torniamo alla voglia di fare dei distretti di
tanto tempo fa e vedrà che ne usciremo. La nostra ormai Italietta le
ricordo è fatta perlopiù di piccole e piccolissime imprese alle quali
togliere meccanismi di mobilità di lavoro, significa mettere loro il
cappio al collo e impedirne la crescita.

Io pertanto PRETENDO Di sapere da un leader di Governo, COSA SI VUOLE
FARE per andare contro il precariato. Io VOGLIO sentire dire che ci
saranno AGEVOLAZIONI per le imprese politically correct. Io VOGLIO
sentirmi dire che lo stato aiuterà le imprese che assumeranno
correttamente, versando in tempi di crisi parte dei costi e dei
contributi. Io VOGLIO sentirmi dire che ci saranno sgravi fiscali
ulteriori per le imprese che assumeranno a tempo indeterminato, ed
anche per chi usera contratti a tempo limitato, versando però tutti i
contributi ai lavoratori.

Se da una parte la lotta al precariato è giusta contro le imprese di
grosse dimensioni, io VOGLIO SENTIRMI DIRE che una impresa oltre i 30
dipendenti, dovrà avere massimo il 10% dei lavoratori precari, e che
ci sia QUALCUNO che controlli il loro operato.

Io VOGLIO sentirmi dire che verranno attivati meccanismi di vera
mobilità di lavoro, che lo scempio che si compie attualmente sulla mia
terra, dove gli UFFICI DI COLLOCAMENTO sono di gestione provinciale e
diversamente rispetto alla loro mission attualmente non SVOLGONO UNA
BENCHE’ minima attività sociale, siano veramente centro di
aggregazione di domanda ed offerta.

Le faccio anche un esempio: esiste ad oggi una borsa di formazione
lavoro, adibita soltanto a chi è iscritto alle liste di collocamento.
Ma perchè se in automatico dalle liste vengo cancellato quando vengo
assunto, non vengo NEANCHE REISCRITTO se il mio contratto scade? Chi è
che non ha bisogno di lavorare? PERCHE’ l’iscrizione non è automatica?
PERCHE’ ho bisogno di comparire in delle assurde ed inutili liste
provinciali per poter accedere ai finanziamenti regionali?

Io VOGLIO sentirmi dire che le piccole imprese possono accedere ad
assunzioni anche biennali o triennali, in maniera semplice e senza il
salasso tributario attuale, e che ciò costituisca MOTIVO di crescita
sia per l’impresa che per chi vi lavora. Da qui ripartiremo per una
crescita programmata.

Io caro Vendola, voglio finalmente sentire proposte ed idee.

Resto o Vado? Qualcuno dice Vieni via con me!

Ieri sera è stata una splendida serata, una di quelle in cui c’è stato qualcosa di diverso, in cui il Popolo Italiano è stato orgoglioso di definirsi tale.
Ieri è stata la prima serata di Vieni Via con Me, trasmissione presentata da Fabio Fazio e Roberto Saviano che ha risvegliato gli animi assopiti di chi, per fortuna o purtroppo citando Giorgio Gaber come ieri ha fatto Daniele Silvestri, è Italiano.

Vieni via con me”, titolo poco dubbio che apre alle riflessioni sul perchè restare In Italia o perchè andare via dalla stessa, riesce nella sua prima giornata a fare il boom di telespettatori e a battere il Grande Fratello, diretto concorrente nella sfida della prima serata tra Rai e Mediaset.
La trasmissione riesce sotto tutti gli aspetti, riesce in diretta, riesce il giorno dopo, riesce quando Fazio apre la serata, riesce quando Saviano in oltre mezz’ora di monologo parla della macchina del fango, del rischio che corre la democrazia e ricorda Giovanni Falcone, riesce quando Roberto Benigni tra il serio ed il faceto le canta al Premier Silvio Berlusconi, al governo, prendendo in giro tutti da Saviano a Rosy Bindi, riesce quando Nichi Vendola dimostra che l’omosessualità non è un crimine, riesce quando con Claudio Abbado si parla di Cultura, riesce quando si spengono le telecamere.

Nonostante Il Giornale si senta toccato e paragonato alla mafia e corra ai ripari sminuendo il tutto ben accompagnato dal sempre pari passo Libero che parla del buttar fango ma nel verso opposto. I due quotidiani non stanno al gioco e cercano qualsiasi motivo per attaccare Vieni via con me, prima parlando degli alti costi del programma, naturalmente cercando di far leva sul fatto che essendo la RAI il servizio pubblico sono i contribuenti a pagare, ma forse non ricordando gli stipendi d’oro dei propri direttori e soprattutto dimenticando che i quotidiani godono di sovvenzioni statali. Naturalmente poi si passa alla difesa di Berlusconi, all’attacco a Fazio il quale è definito barman, all’attacco a Saviano che viene citato in positivo quando ci differisce dalla Cina e dal fascismo (ma io direi anche da Cuba), ma subito dopo quando si parla di privacy, di quella vera non è un eroe, perchè tocca le escort, perchè tocca Il Giornale.
Accusano di non avere diritto al contraddittorio (insomma come in genere fanno loro ed il loro padrone), accusano lo scrittore della facilità che ha nel nominare Giovanni Falcone, come se non avessero notato che Roberto Saviano già ieri è andato in una precisa direzione, quella di far capire che soli si muore. I due giornali chiudono tornando sui compensi, si leggono cifre astronomiche per i conduttori, addirittura € 2.400.000 in due mentre chi è li a difendere la trasmissione parla di poco più di 400.000 euro, si parla della perdita economica data dal programma.

Niente di tutto ciò regge, per dirla come è stata detta da loro ieri sera, ogni giorno io pago per cose che non voglio, pago per Rete 4, pago per reati mai puniti, pago perchè sono Italiano, ogni giorno vedo la stampa fare i propri comodi, ogni giorno vedo la mafia diventare un’industria,  ogni giorno ho paura del futuro, se mai ci sarà un vero futuro. Questa è l’Italia, un paese dove anche una rumena può essere rapinata, nonostante si chiami Paula Mitrache (ma è conosciuta come Haiducii) e si permetta di dire che solo Simona Ventura può capirla, un paese dove un tizio come Franco Califano che ha sperperato in droga e donne i suoi non pochi guadagni si permetta di dire che non può vivere con solo diecimila euro ogni sei mesi e pretenda l’aiuto dello stato e magari riesca anche ad ottenerlo, un paese dove una grande trasmissione può essere denigrata.

Tutto è riuscito in quella trasmissione e forse l’unica pecca è che dentro c’è troppo cultura affinchè il popolo possa veramente capire.
Nonostante ciò io, almeno per ora, resto. Resto perchè voglio vedere come tutto ciò va a finire.

L’Italia tra informazione e corruzione sempre più giù

Come volevasi dimostrare, la Manifestazione sulla Libertà di Stampa naturalmente si è confermata una farsa.
Intanto mentre gli Italiani continuano a preferire la TV come fonte primaria di informazione, il TG1 ed il TG5 perdono terreno (secondo il Sondaggio Demos Coop), ma la situazione non è che cambi molto.

Giusto per non perdersi d’animo e primeggiare in qualcosa l’Italia è alla posizione 67 della graduatoria stilata da Transparency International sulla percezione della corruzione nella pubblica amministrazione.
Qui in pratica siamo peggio del Ruanda.

Insomma dove andremo a finire?