Il Festival dell’Intelligenza Collettiva al CNA Next

Nell’era di internet, dei social network e dei social media si parla sempre più spesso di Innovazione, ma spesso vedo la gente guardarsi attorno spaesata quando si usa questo termine. Cosa sarà mai l’innovazione?
Personalmente quando devo rispondere ad una domanda del genere dico che l’Innovazione è il Motore del Mondo, la linfa vitale affinchè la crescita non si fermi, il motivo di scambio dell’intelligenza collettiva. Giusto? Sbagliato? Sinceramente non lo so, è solo un mio pensiero.

In aiuto però questa settimana arriva un evento, il Festival dell’Intelligenza Collettiva, che si svolgerà al Teatro Palladium di Roma il 26 e 27 Ottobre 2012 all’interno del CNA NeXT.
Facciamo un rapido passo indietro, il CNA NeXT è un contenitore di iniziative de-istituzionali del CNA Giovani Imprenditori, una serie di occasioni dove sarà possibile raccontare storie, accogliere nuove idee e diffondere le proprie passioni, un luogo dove incubare uovi progetti, elaborarli e vederli crescere.

All’interno del CNA NeXT, il cui programma è veramente vasto, si svolgerà appunto il Festival dell’Intelligenza Collettiva, un evento la cui keyword principale sarà Motori, che siano quelli di ricerca, di conoscenza, di innovazione, di cultura o di sviluppo. Nel corso del quale sarà possibile parlare di societing, di sinergie, di nuovi modi di fare impresa, di tendenze economiche e di futuro, il tutto sotto il filo conduttore del motto dell’evento nelle parole di Paul Valéry: il futuro non è più quello di una volta.

Guidati dalla direzione scientifica di Alex Giordano, interverranno molti esperti del settore, in particolare Adam Ardvisson, da molti riconosciuto come massimo esperto mondiale di P2P Economia ed Open Innovation, Derrick De Kerckhove, esperto teorico della comunicazione in merito a Media, Internet e intelligenza, Salvatore Iaconesi, diventato famoso per la sua performance di “artigianato biologico estremo” nell’appelo digitale alla cura open source ad un tumore.

Inoltre tra gli ospiti ci saranno anche due nomi che non passano certo inosservati: Bruce Sterling, l’autore fantascientifico che vede il futuro, e Ted Polhemus, il famoso sociologo delle identità fashion
Prenderanno parte all’evento anche il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Francesco Profumo ed il Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera.

Infine non mancheranno le partecipazioni artistiche e sportive, interverrà anche l’attore Luca Argentero insieme ad altri numerosi personaggi del mondo dello spettacolo che racconteranno delle storie di giovani imprenditori sceneggiate dalla Scuola Holden di Alessandro Baricco.  Ci sarà poi spazio per il premio Oscar Nicola Piovani che incontrerà il l’allenatore dell’integrità calcistica, Zdenek Zeman in un dibattito dal contenuto inusuale: “L’etica della moltitudine: dalla squadra all’orchestra”.

Partecipare è gratuito e per chi può esserci sarà un evento da non perdere, iscrivetevi subito. Ci vediamo la!

 

 

Infografica sui numeri di Joomla

I numeri di Joomla in infografica

Joomla è uno dei CMS più utilizzati al mondo, con oltre un milione e mezzo di installazioni nel solo anno 2011 ed una diffusione che copra quasi il 10% dei siti di tutto il mondo.
Questi sono solo alcuni dei numeri che accompagnano Joomla, oltre a più di 340 libri scritti sul popolare Content Management System Open Source, innumerevoli forum che trattano l’argomenti ed eventi organizzati su tutto il pianeta.

Joomlashine ha raccolto queste ed altre informazioni producendo una infografica molto dettagliata.

Infografica sui numeri di Joomla

Infografica sui numeri di Joomla

 

bbPress: risolvere l’errore Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in bb-includes/backpress/class.wp-taxonomy.php

Se ultimamente avete aggiornato nel vostro sistema PHP (da PHP 5.3 in poi) e utilizzate sul vostro server bbPress, molto probabilmente avrete ricevuto l’errore:

Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in bb-includes/backpress/class.wp-taxonomy.php

o qualche errore simile.

Ciò dipende dal fatto che utilizzando bbPress stabile state facendo uso di funzioni deprecate di PHP, ma ancora valide e basterò quindi sopprimere il messaggio, il problema è risolto già nella versione in sviluppo del software di gestione del forum di casa WordPress (o meglio Automattic), però per ovviare al problema in produzione dovrete fare delle modifiche manuali.

Per applicare il fix al problema di bbPress dovete quindi modificare i file come sotto riportato:

/bb-admin/includes/class.bb-install.php:

alla riga 1283 dovete modificare da

$bbdb = new BPDB_Multi( array(

a

$bbdb =& new BPDB_Multi( array(

/bb-admin/install.php:

alla riga 3dovete modificare da

error_reporting(E_ALL ^ E_NOTICE);

a

error_reporting(E_ERROR | E_WARNING | E_PARSE | E_USER_ERROR | E_USER_WARNING);

/bb-includes/functions.bb-l10n.php:

alla riga 484 dovete modificare da

$empty = new Translations;

a

$empty =& new Translations;

/bb-load.php:

alla riga 25 dovete modificare da

error_reporting( E_ALL ^ E_NOTICE );

a

error_reporting(E_ERROR | E_WARNING | E_PARSE | E_USER_ERROR | E_USER_WARNING);

Fatto ciò non dovreste più avere visualizzati i messaggi di errore! Buon lavoro!

Accordo Microsoft-Puglia, una lettera aperta a Nichi Vendola

Mi scrive Giuseppe Barbiero, amico di Cosenza attivo sia in politica che nel campo del FOSS/FLOSS, il quale ha preso a cuore la questione del Protocollo di Intesa firmato tra la Regione Puglia e la Microsoft, scrivendo una lettera aperta all’Onorevole Nichi Vendola, che con piacere, anche se questo blog non è ancora attivo, riporto anche qui.

Caro Nichi, la ringraziamo per essere venuto nella nostra città ad
esporre le sue idee, a dispetto di una frangia di concittadini che
invece ha esposto cartelli di dissenso. Il dialogo deve essere al
centro del dibattito per la crescita non l’odio ed il finto razzismo,
figlio appunto di chi li ha creati.

Mi trovo pienamente d’accordo sull’origine del berlusconismo, e vedo
effettivamente sempre più generazioni nuove, rincoglionirsi di fronte
reality e starlette di scarsa attinenza culturale, e soprattutto
adulare stili di vita appunto propri di chi glieli vuole propinare.

Con questa mia lettera però io vorrei comunicarle che ieri avrei
voluto sentire un Vendola diverso, un Vendola proporre IDEE.

Vede Nichi, tutti siamo contro il precariato. Io sfido chiunque, anche
nei più alti piani di uffici direzionali di grandi fabbriche di dire
di essere a favore di un meccanismo di lavoro così assurdo.

La lotta al precariato oggi, viene fatta, a parole anche da chi lo ha
creato. Sono tutti contro il precariato a modo loro, lo sono Bossi,
Fini, Casini, lo era e sarà Veltroni, lo sono Franceschini e Bersani,
ma giusto in ordine sparso.

Il problema vero a questo punto è chiedersi da cosa è generato il
precariato? Non mi venga a rispondere dal famigerato articolo 18. Il
precariato è generato dal potere. La mia esperienza mi mostra gente
che lavora gratis purchè per grosse imprese perchè FA CURRICULUM, e
non che si impegna magari in progetti anche pagati ma per piccole
aziende.
Fra l’altro questi momenti di crisi hanno visto cadere troppi assunti
a tempo INDETERMINATO. Ma loro quindi non erano precari anch’essi?

Allora il precariato non è solo figlio di una legge o di una lotta che
non c’è più . Non è neanche figlio di una nuova tipologia di
contrattualistica, questa consente apparantemente meccanismi prima
inesistenti, meccanismi che prima venivano perpetrati in maniera
differente.

Precaria è l’epoca in cui viviamo, oggi le aziende ci sono, domani
potrebbero non esserci. Torniamo alla voglia di fare dei distretti di
tanto tempo fa e vedrà che ne usciremo. La nostra ormai Italietta le
ricordo è fatta perlopiù di piccole e piccolissime imprese alle quali
togliere meccanismi di mobilità di lavoro, significa mettere loro il
cappio al collo e impedirne la crescita.

Io pertanto PRETENDO Di sapere da un leader di Governo, COSA SI VUOLE
FARE per andare contro il precariato. Io VOGLIO sentire dire che ci
saranno AGEVOLAZIONI per le imprese politically correct. Io VOGLIO
sentirmi dire che lo stato aiuterà le imprese che assumeranno
correttamente, versando in tempi di crisi parte dei costi e dei
contributi. Io VOGLIO sentirmi dire che ci saranno sgravi fiscali
ulteriori per le imprese che assumeranno a tempo indeterminato, ed
anche per chi usera contratti a tempo limitato, versando però tutti i
contributi ai lavoratori.

Se da una parte la lotta al precariato è giusta contro le imprese di
grosse dimensioni, io VOGLIO SENTIRMI DIRE che una impresa oltre i 30
dipendenti, dovrà avere massimo il 10% dei lavoratori precari, e che
ci sia QUALCUNO che controlli il loro operato.

Io VOGLIO sentirmi dire che verranno attivati meccanismi di vera
mobilità di lavoro, che lo scempio che si compie attualmente sulla mia
terra, dove gli UFFICI DI COLLOCAMENTO sono di gestione provinciale e
diversamente rispetto alla loro mission attualmente non SVOLGONO UNA
BENCHE’ minima attività sociale, siano veramente centro di
aggregazione di domanda ed offerta.

Le faccio anche un esempio: esiste ad oggi una borsa di formazione
lavoro, adibita soltanto a chi è iscritto alle liste di collocamento.
Ma perchè se in automatico dalle liste vengo cancellato quando vengo
assunto, non vengo NEANCHE REISCRITTO se il mio contratto scade? Chi è
che non ha bisogno di lavorare? PERCHE’ l’iscrizione non è automatica?
PERCHE’ ho bisogno di comparire in delle assurde ed inutili liste
provinciali per poter accedere ai finanziamenti regionali?

Io VOGLIO sentirmi dire che le piccole imprese possono accedere ad
assunzioni anche biennali o triennali, in maniera semplice e senza il
salasso tributario attuale, e che ciò costituisca MOTIVO di crescita
sia per l’impresa che per chi vi lavora. Da qui ripartiremo per una
crescita programmata.

Io caro Vendola, voglio finalmente sentire proposte ed idee.

Lettera aperta all’on. Nichi Vendola

Giuseppe Barbiero, un amico di Cosenza, si è interessato al “problema” Puglia-Microsoft e ha scritto una lettera aperta all’Onorevole Nichi Vendola, che ripubblico con piacere.

Caro Nichi, la ringraziamo per essere venuto nella nostra città ad
esporre le sue idee, a dispetto di una frangia di concittadini che
invece ha esposto cartelli di dissenso. Il dialogo deve essere al
centro del dibattito per la crescita non l’odio ed il finto razzismo,
figlio appunto di chi li ha creati.

Mi trovo pienamente d’accordo sull’origine del berlusconismo, e vedo
effettivamente sempre più generazioni nuove, rincoglionirsi di fronte
reality e starlette di scarsa attinenza culturale, e soprattutto
adulare stili di vita appunto propri di chi glieli vuole propinare.

Con questa mia lettera però io vorrei comunicarle che ieri avrei
voluto sentire un Vendola diverso, un Vendola proporre IDEE.

Vede Nichi, tutti siamo contro il precariato. Io sfido chiunque, anche
nei più alti piani di uffici direzionali di grandi fabbriche di dire
di essere a favore di un meccanismo di lavoro così assurdo.

La lotta al precariato oggi, viene fatta, a parole anche da chi lo ha
creato. Sono tutti contro il precariato a modo loro, lo sono Bossi,
Fini, Casini, lo era e sarà Veltroni, lo sono Franceschini e Bersani,
ma giusto in ordine sparso.

Il problema vero a questo punto è chiedersi da cosa è generato il
precariato? Non mi venga a rispondere dal famigerato articolo 18. Il
precariato è generato dal potere. La mia esperienza mi mostra gente
che lavora gratis purchè per grosse imprese perchè FA CURRICULUM, e
non che si impegna magari in progetti anche pagati ma per piccole
aziende.
Fra l’altro questi momenti di crisi hanno visto cadere troppi assunti
a tempo INDETERMINATO. Ma loro quindi non erano precari anch’essi?

Allora il precariato non è solo figlio di una legge o di una lotta che
non c’è più . Non è neanche figlio di una nuova tipologia di
contrattualistica, questa consente apparantemente meccanismi prima
inesistenti, meccanismi che prima venivano perpetrati in maniera
differente.

Precaria è l’epoca in cui viviamo, oggi le aziende ci sono, domani
potrebbero non esserci. Torniamo alla voglia di fare dei distretti di
tanto tempo fa e vedrà che ne usciremo. La nostra ormai Italietta le
ricordo è fatta perlopiù di piccole e piccolissime imprese alle quali
togliere meccanismi di mobilità di lavoro, significa mettere loro il
cappio al collo e impedirne la crescita.

Io pertanto PRETENDO Di sapere da un leader di Governo, COSA SI VUOLE
FARE per andare contro il precariato. Io VOGLIO sentire dire che ci
saranno AGEVOLAZIONI per le imprese politically correct. Io VOGLIO
sentirmi dire che lo stato aiuterà le imprese che assumeranno
correttamente, versando in tempi di crisi parte dei costi e dei
contributi. Io VOGLIO sentirmi dire che ci saranno sgravi fiscali
ulteriori per le imprese che assumeranno a tempo indeterminato, ed
anche per chi usera contratti a tempo limitato, versando però tutti i
contributi ai lavoratori.

Se da una parte la lotta al precariato è giusta contro le imprese di
grosse dimensioni, io VOGLIO SENTIRMI DIRE che una impresa oltre i 30
dipendenti, dovrà avere massimo il 10% dei lavoratori precari, e che
ci sia QUALCUNO che controlli il loro operato.

Io VOGLIO sentirmi dire che verranno attivati meccanismi di vera
mobilità di lavoro, che lo scempio che si compie attualmente sulla mia
terra, dove gli UFFICI DI COLLOCAMENTO sono di gestione provinciale e
diversamente rispetto alla loro mission attualmente non SVOLGONO UNA
BENCHE’ minima attività sociale, siano veramente centro di
aggregazione di domanda ed offerta.

Le faccio anche un esempio: esiste ad oggi una borsa di formazione
lavoro, adibita soltanto a chi è iscritto alle liste di collocamento.
Ma perchè se in automatico dalle liste vengo cancellato quando vengo
assunto, non vengo NEANCHE REISCRITTO se il mio contratto scade? Chi è
che non ha bisogno di lavorare? PERCHE’ l’iscrizione non è automatica?
PERCHE’ ho bisogno di comparire in delle assurde ed inutili liste
provinciali per poter accedere ai finanziamenti regionali?

Io VOGLIO sentirmi dire che le piccole imprese possono accedere ad
assunzioni anche biennali o triennali, in maniera semplice e senza il
salasso tributario attuale, e che ciò costituisca MOTIVO di crescita
sia per l’impresa che per chi vi lavora. Da qui ripartiremo per una
crescita programmata.

Io caro Vendola, voglio finalmente sentire proposte ed idee.

Lettera a Roberto Saviano (ovvero Vorrei Gomorra in Creative Commons)

Caro Roberto Saviano,
perdonami se inizio dandoti del tu, ma visto che ho una richiesta da fare preferisco rivolgermi così a te, magari a mio agio riuscirò ad esprimermi meglio.
Ti premetto che, contrariamente a ciò che pensano molti, tu non mi sei antipatico, anzi mi piace il tuo modo di porti nei confronti delle cose ed il tuo modo di proporle a chi ti legge o ascolta. Aggiungo anche che non sono qui a farti i conti in tasca e che diversamente da ciò che penseranno molti la mia richiesta non è collegata ai soldi che tu guadagni, che per l’amor del cielo sono tutti merito tuo, tra l’altro sei un artista nel tuo campo, inoltre ti stimo per ciò che hai fatto e soprattutto per ciò che inaspettatamente hai dovuto patire.

Detto ciò, la mia richiesta è abbastanza semplice, dopo aver visto il tuo sito ed aver letto in giro che pubblicherai un nuovo libro, su un tema come la ‘ndrangheta che mi tocca ancora più da vicino, avrei una richiesta da farti, potresti pubblicare il tuo nuovo lavoro sotto Licenza Creative Commons (CC)?

Riassumendo brevemente ti dico che tu sei uno scrittore, è questo il tuo mestiere al di là di ogni ideologia, quindi come tale anche se tu rilasciassi un libro sotto Creative Commons potresti continuare a venderlo (in questo caso intendo anche la tua casa editrice) e naturalmente continueresti a mantenere il diritto intelettuale ed il diritto d’autore. Proprio su quest’ultimo punto si focalizzano le licenze Creative Commons, strumenti che mi permetto di spiegarti brevemente perchè immagino tu non le conosca, altrimenti non riesco a spiegarmi come mai per il tuo sito e per i tuoi lavori non hai già optato per l’utilizzo delle CC.

Le suddette licenze fanno capo alla Creative Commons (CC) che, come riportato su Wikipedia, è un’organizzazione non profit dedicata all’espansione della portata delle opere di creatività offerte alla condivisione e all’utilizzo pubblici. Inoltre è intento della stessa associazione rendere possibile il ricorso creativo a opere di ingegno altrui nel pieno rispetto delle leggi esistenti, superando così l’abuso della legge sul copyright.

Secondo le licenze Creative Commons (che sono sei, realizzate mediante la combinazione di quattro attributi) il titolo originario dell’acquisto del diritto di autore è costituito dalla creazione dell’opera, quale particolare espressione del lavoro intellettuale.
I vari attributi combinabili nelle sei licenze CC sono:

  • Attribuzione (by): obbliga che venga sempre indicata la paternità dell’opera;
  • Non uso commerciale (nc): in questo modo solo l’autore potrà avere il diritto di utilizzare economicamente l’opera;
  • Non opere derivate (nd): questa clausola fa si che non possano essere eseguite delle elaborazioni (e quindi modifiche) dell’opera;
  • Condividi allo stesso modo (sa): contrariamente alla precedente consente la creazione di opere derivate, ma obbliga la distribuzione dell’opera con la stessa licenza dell’opera originale.

Quindi ad esempio componendo le prime tre si otterrebbe CC-BY-NC-ND, avendo così evidenziata la paternità dell’opera, non permettendo ad altri di lucrarci sopra e non permettendo ad altri di modificare l’opera in alcun modo.

A ciò vorrei aggiungere una piccola nota, contrariamente a ciò che molti dicono, la SIAE non da il diritto d’autore in automatico, nè lo crea: In Italia è la legge sul diritto d’autore a tutelare gli artisti e non l’ente sopra citato, nè tantomeno la Creative Commons.

Detto ciò, caro Roberto, immagino che molto probabilmente tu nemmeno noterai questa mia missiva, ma spero vivamente che qualcuno a te vicino possa farti venire a conoscenza di quanto ho scritto, magari senza mai avere una tua risposta ma con la speranza di aver suscitato in te un minimo interesse.

Con affetto e stima,
Giuseppe

TOR su Android con Orbot!

Se siete utilizzatori di  Tor e possedete uno smartphone Android, sarete allora contenti di sapere che è stata rilasciata la prima Alpha di Orbot.

Orbot è appunto una applicazione che permette di utilizzare Tor su qualsiasi periferica mobile gestita dal sistema operativo Google Android.

La versione appena rilasciata è Orbot alpha 0.0.5, non è ancora presente nell’Android Market, ma potrete comunque installarla dato che la si può di chi sono quegli occhi? (0 download) dal sito ufficiale, oppure utilizzando il QR Code sotto riportato.

Orbot - QR CodeNaturalmente è ancora in uno stadio di sviluppo iniziale, ma un pò di sano testing e feedback non possono fare che bene al progetto!

Arriva Terzo Valore, la community del dare

Avete sentito diverse volte parlare di una Banca Diversa vero? Beh, inizio a pensare che una c'è. Potrebbe essere Banca Prossima, che con il progetto "Terzo Valore" lancia una interessante iniziativa a sostegno dei progetti No Profit.

Quello che al momento è un sito abastanza statico presto diventarà una comunità, o meglio la Community del Dare. Diventando così punto di incontro oltre che tra gli utenti, anche tra associazioni e persone.

Ed ecco così che nascono nuove forme di finanziamento a sostegno di quelli che sono progetti spesso e volentieri messi di lato.
In particolare si hanno così due nuovi sturmenti:

  • Prestobene: gli utenti possono mettere a disposizione di un progetto una somma di denaro, che va ad affiancarsi al finanziamento della banca, a sostegno dello stesso. La somma verrà poi restituita all'utente con un nteresse definito insieme all’organizzazione.
  • Donobene: con questa forma di donazione gli utenti metteranno a disposizione una somma di denaro per l'organizzazione che vuole sostenere, però si tratterà di donazione multipla, quindi dovrà esistere una cordata di associazioni disposte a passarsi la donazione l’una con l’altra, e solo in qel momento la somma sarà effettivamente erogata. Questo metodo di operare fa si che si attivi una catena di lavoro coordinato e condiviso in rete. Il dono si esaurisce solo per effetto d’inflazione.

Già diverse associazioni hanno aderito al progetto, e sono state selezionate dalle due entità che si occupa di tale cosa:  Banca Prossima e Vita Consulting.

Al di la del finanziamento in se stesso, l'idea mi piace, nel piccolo inserisce la filosofia Open Source e Free Software in quel che è il sostegno di progetti alternativi e spesso senza un fondo economico tale da poterli fare crescere. La realtà però potrebbe essere diversa, non ci si trova facilmente a voler condividere molte cose, figuriamo poi il creare il prestito di soldi come figura di condivisione e confronto.

Voi cosa ne pensate?


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Wikipedia apre ai Video

Wikipedia è ormai da anni senza alcuna ombra di dubbio L’Enciclopedia in Internet. Libera, Aperta, Collaborativa, con un numero altissimo di collaboratori, ben organizzata, amata dal popolo del Web ed odiata dai potenti.
Chiunque navighi abitualmente il web da Wikipedia prima o poi ci passa e spesso finisce per dare una mano nell’arricchimento delle informazioni.

Particolarmente votata al Web, piena di riferimenti incrociati, hyperlink e tutto ciò che fa internet, ha da poco aumentato il suo carattere multimediale aprendo ai video. In particolare da qualche giorno è stata avviata l’iniziativa “Let’s Get Video on Wikipedia“, iniziativa che cn tanto di tutorial invita gli utenti ad arricchire l’enciclopedia libera con dei video. Naturalmente niente di proprietario, tutto standard ed aperto, come da sempre la filosofia di Wikipedia invita a fare, tra Open Source e Creative Commons, anche nel caso dei video si è scelto un formato derivato dal FLOSS, in questo caso si tratta di OGG Theora unito alle capacità di HTML 5.

Il team di Wikipeadia ha diramato le linee guida per l’uso dei video nelle loro pagine, tra le varie regole da rispettare c’è quella della dimensione dei file, massimo 100MB, la risoluzione deve essere 320×240 pixel, e naturalmente il video caricato dovrà avere carattere enciclopedico ed essere strettamente correlato all’argomento.

L’idea sembra buona, ma sarà di successo e soprattutto veramente utile?

Far funzionare Simple Tags con WordPress 2.9 (Problema Simple Tags can’t work with this WordPress version !)

Se siete tra gli utenti che hanno di fretta e furia installato WordPress 2.9, senza attendere, provare e testare, ed utilizzate il plugin Simple Tags (versione fino alla attuale 1.6.6), vi sarete trovati con la fatidica scritta “Simple Tags can’t work with this WordPress version !“. In realtà Simple Tags non funziona con WordPress 2.9 solo per questione di controllo di versione, per il resto nella nuova versione del CMS non è stato cambiato nulla che inficia il corretto funzionamento del plugin.
Per farlo funzionare in attesa dell’aggiornamento basta fare una semplice modifica seguendo questi passi:

  • Andare dalla dashboard di WordPress in Plugin -> Editor
  • Selezionare dalla casella a discesa in alto a destra Simple Tags e cliccare su Seleziona
  • Cercare la stringa
    if ( strpos($wp_version, '2.7') !== false || strpos($wp_version, '2.8') !== false ) {
    e sostituirla con
    if ( strpos($wp_version, '2.7') !== false || strpos($wp_version, '2.8') !== false || strpos($wp_version, '2.9') !== false ) {
  • Salvare il file cliccando su Aggiorna File

Avrete ora tutto nuovamente funzionante. In alternativa potete anche modificare da shell o in locale e poi agigornare via ftp il file wp-content/plugin/simple-tags/simple-tags.php.

Buon Lavoro!