Space Mag

Arriva Star Observer, il Telescopio Digitale di De Agostini

Non so bene il motivo, probabilmente non esiste, ma in questo periodo mi stanno tornando a portata di mano molte delle cose che mi incuriosivano da bambino, tra l’altro con la possibilità di realizzare un piccolo sogno, di cui magari vi parlerò separatamente. E’ un poco come ha insegnato Paulo Coelho che Tutto l’universo cospira affinché chi lo desidera con tutto se stesso possa riuscire a realizzare i propri sogni, e proprio a proposito di  universo, in quest giorni mi è capitato di imbattermi in Star Observer di De Agostini, un telescopio a controllo digitale da costruire passo a passo che permetterà di avventurarsi nell’osservazione dello spazio.

Il Telescopio Star Observer

Il Telescopio Star Observer

Star Observer di De Agostini è molto di più di un sempice telescopio, è una vera e propria collezione costituita sia dal telescopio da montare che da 70 fascicoli monografici illustrati in modo molto ricco e che parlano un linguaggio scientifico semplice e accessibile con il quale descrivono uno specifico oggetto o fenomeno celeste.
Caratteristica molto importante è che i movimenti del telescopio sono controllabili tramite l’app Star Observer, disponibile sia per Android che per iOS, attraverso la quale sarà inoltre possibile riconoscere e dirigere le osservazioni verso oltre 3000 oggetti celesti.
Infine oltre al telescopio da costruire, ai fascicoli caertacei e alla app, De Agostini presenta anche SPACE MAG, il nuovo magazine digitale con il quale avere lo spazio sempre a portata di mano, informazioni, novità,  notizie, curiosità, video e immagini, ad ogni uscita.

Logicamente Star Observer si trova in edicola, ma sarà possibile anche abbonarsi online con lo sconto del 66%, oltre che le prime tre uscite a prezzo ridotto e due piccoli regali (un power bank per ricaricare lo smartphone e la sacca porta-telescopio), un’offerta da non sottovalutare! Cosa aspettate? Abbonatevi subito!

 

Buzzoole

Torna Telethon, mettici la faccia!

Sono passati ben 22 anni da quel 1990 in cui Pippo Baudo e Gianni Minà presentarono la prima edizione di Telethon, la maratona televisica (da cui appunto TELEvision maraTHON) nata con il fine di raccogliere fondi per la ricerca sulla Distrofia muscolare ed arrivata in italia grazie a Susanna Agnelli e all’Unione italiana lotta alla distrofia muscolare (Uildm), ed ancora una volta l'evento torna per raccogliere fondi per una giusta causa.

Faccia da TelethonNaturalmente Telethon segue il passo dei tempi e anno dopo anno si rinnova, introducendo sempre piccole novità. Arriva così l'era dei social ed il coinvolgimento di tutti noi è normale, così non solo viene chiesto a ciascuno di noi donare investendo nella migliore ricerca per arrivare alla cura della distrofia muscolare e delle altre malattie genetiche, ma soprattutto ci viene chiesto di esporci in primo piano in questa raccolta fondi. Arriva così Telethoninweb e soprattutto Faccia da Telethon l'operazione lanciata da Telecom Italian Group a supporto della Ricerca Telethon, con con l'obiettivo di svelare il volto più umano della Ricerca.
Il progetto Faccia da Telethon racconta la storia di 5 ricercatori che quotidianamente lavorano cercando cure contro le malattie genetiche, e viene raccontato appunto che le donazioni raccolte da Telethon sostengono il lavoro di persone come loro ed è giusto che vediamo in faccia chi siano.
Ma a voi e a me viene chiesto di più, viene chiesto di mettere la nostra faccia per sostenere la ricerca, il tutto attraverso il Web 2.0 ed in particolare attraverso l'applicazione facebook o la sezione dedicata del sito telethoninweb: la prima piattaforma di storytelling che si pone come strumento di dialogo paritario tra ricercatori, pazienti e sostenitori.

Ma non finisce qui, perchè c'è anche un concorso: che premierà, tra tutti i sostenitori che avranno contribuito "mettendoci la faccia", un fortunato vincitore che, insieme ad un accompagnatore, potrà seguire il dietro le quinte di Telethon.

Allora cosa aspetti anche tu? Fai la tua parte, dona e mettici a faccia!

 

 

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Il Tunnel Gelmini costa meno della A3

Capita che l’ultimo giorno dell’estate 2011 porti una interessante scoperta riguardante i neutrini, la velocità della luce e la relatività che potrebbe sconvolgere la Fisica per come la conosciamo.
Così il  Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, tale Mariastella Gelmini, ritiene doveroso fare un comunicato stampa per congratularsi della scoperta, ma leggendo, tale documento, ha fatto vergognare l’Italia, questo quanto scritto:

Dichiarazione del ministro Mariastella Gelmini

“La scoperta del Cern di Ginevra e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare è un avvenimento scientifico di fondamentale importanza.”

Rivolgo il mio plauso e le mie più sentite congratulazioni agli autori di un esperimento storico. Sono profondamente grata a tutti i ricercatori italiani che hanno contribuito a questo evento che cambierà il volto della fisica moderna.
Il superamento della velocità della luce è una vittoria epocale per la ricerca scientifica di tutto il mondo. 

Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento, l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro. 

Inoltre, oggi l’Italia sostiene il Cern con assoluta convinzione, con un contributo di oltre 80 milioni di euro l’anno e gli eventi che stiamo vivendo ci confermano che si tratta di una scelta giusta e lungimirante”.”

Ed eccovi lo screenshot:

cern-gransasso-comunicato

Il comunicato stampa

 

Allora io, come tutto il web italino e non in pratica, mi sono dovuto soffermare su tali parole. A parte che esisterebbe un tunnel che collega il Gran Sasso al CERN, cioè circa 730 KM di tunnel, ma tale opera, che sarebbe tra le più grandi della storia, sarebbe costata all’Italia solo 45 Milioni di euro!!
Da uomo del sud mi sono fermato a fare due conti e mi è venuta in mente l’A3, cioè quel tratto di autostrada che collega Napoli a Reggio Calabria, quel famoso tratto in cui da anni e anni si lavora per il solo ammodernamento, senza mai avere niente di decente e funzionale.

I fatti dicono che il costo totale dei lavori di ammodernamento dell’autostrada A3 dall’inizio dei lavori, cioè dal 2002, al 27 maggio 2011 è stato pari a 7,03 miliardi di euro e che per realizzare altri lavori da qui al 2013 saranno necessari altri 2,83 miliardi. Da accurate indagini risulta che l’A3 costa 20.000.000 di euro al chilometro.
In tutto ciò non ho considerato i futuri lavori per Il Ponte sullo Stretto.

Ora mi chiedo io, se il cosi rinominato Tunnel Gelmini è costato solo 45 milioni di euro, ed è in pratica una volta e mezza l’A3,  non conveniva piuttosto che ammodernare la Salerno-Reggio Calabria fare un bel tunnel  e risparmiare tanti soldi?