Poker e giovani: pro e contro di una nuova cultura

Il rapporto tra il poker ed i giovani è stretto ma conflittuale; per giovani dobbiamo necessariamente intendere i maggiorenni perché il gioco accessibile ai minorenni non è ammesso da nessuna legislazione e comporta problematiche diverse da quelle che vogliamo affrontare. La cultura del gioco e nel particolare del poker online ha iniziato a fare capolino tra i più giovani in corrispondenza con l’aumento progressivo dell’esposizione mediatica di calciatori, attori e personaggi più o meno famosi sulle poker room ed
alla maggiore visibilità di queste. Si pensi, solo per fare un esempio a Buffon, testimonial su PokerStars e sul fronte internazionale pensiamo a Boris Becker, Michael Phelps, Nadal, Piquet e molti altri.

Nonostante il texas hold’em non fosse così diffuso in Italia, il marketing su canali televisivi e soprattutto su Internet ha letteralmente fatto esplodere un settore mettendolo in bella vista davanti al grande pubblico.
Nasce così la cultura del poker online con associazioni, siti internet, gruppi su Facebbok, film, libri e tanti ragazzi che si appassionano alla disciplina ed iniziano a giocare. Indubbiamente questa piccola rivoluzione concentratasi entro un arco di circa sette-otto anni ha i suoi pro ed i suoi contro come ha favorevoli e contrari. Sicuramente la Ludopatia ed il gioco compulsivo sono i due aspetti negativi più eclatanti e per queste problematiche esistono appositi centri ed apposite norme.

Ci sono altri aspetti da considerare: un giovane che si avvicina al poker deve considerarlo una vera e propria disciplina sportiva fatta di allenamento fisico e mentale, concentrazione, costanza sul lungo periodo e studio.
Questa sovraesposizione del poker online ha portato troppi ragazzi a pensare di poter emulare con troppa facilità i grandi campioni senza considerare gli aspetti più faticosi ed insidiosi del percorso. Quindi sì al poker online ma con studio e responsabilità. Ovviamente vi sono anche gli aspetti più che positiva di questa nuova poker culture; i giovani trovano spazi e tempi di comunicazione alternativi come alternativa è la forma di svago che il gioco rappresenta.

Giocare è da sempre ritenuta una delle forme terapeutiche migliori per i giovani che si trovano in difficoltà psicologiche o non riescono a socializzare ed il poker, anche quello online con i suoi schermi e le sue lontananze, può rappresentare una forma di recupero da queste difficoltà. Questa nuova poker generation sta iniziando a diventare un vero e proprio movimento culturale che le Istituzioni devono conservare e monitorare per renderla priva di rischi ed educativa.

Free Thomas Jay

L’autobiografia di Stefano Lorenzini ed il comitato Free Thomas Jay

Ne volete sapere di più? Leggete Thomas Jay, un falso condannato a morte, un vero libro.

Da qualche giorno parlo della storia di Stefano Lorenzini e del comitato Free Thomas Jay. Il caso di uno scrittore, di una condanna all’ergastolo e di un movimento che vuole che non venga commessa una ingiustizia, a causa di una legge vera e assurda e nota come Three Strikes Law.

Free Thomas Jay

Una storia misteriosa, tra verità e finzione. Una storia che è un libro, un’autobiografia da poter leggere e scaricare in anteprima sul sito Free Thomas Jay.
Prossimamente pubblicherò un post che avevo già inserito, con più informazioni e dettagli inediti sulla storia di Thomas Jay, intanto vi invito a visitare il sito ufficiale e leggere l’autobiografia di Stefano Lorenzini.

Free Thomas Jay

Free Thomas Jay. La storia di Stefano Lorenzini.

Se volete sapere la verità, leggete Thomas Jay, un falso condannato a morte, un vero libro.

Ieri avevo scritto un post sulla storia di Stefano Lorenzini e sul comitato Free Thomas Jay. Sulla storia di uno scrittore, di una condanna all’ergastolo e di un movimento che vuole che non venga commessa una ingiustizia.

Free Thomas Jay

Oggi ho deciso di oscurare momentaneamente quel post. Lo renderò nuovamente pubblico presto, ma per adesso preferisco che le cose restino così.

Intanto vi invito a guardare il video diffuso dal comitato Free Thomas Jay.

Free Thomas Jay

Thomas Jay, un falso condannato a morte, un vero libro.

Thomas Jay sembrava dovesse essere il prossimo nome a cui dedicare un post sociale, in questi giorni in cui sembra non mancare l’interesse per le cause sociali, così oggi, dopo aver scritto di Rossella Urru e Fabrizio Pioli, leggo per la prima volta di questo nome.

Thomas Jay Facebook

Dato che mi piace documentarmi su qualsiasi cosa inizio subito una ricerca, ma su Google ci sono pochissimi risultati, su Wikipedia non esiste traccia di Thomas Jay. Leggo la storia da quello che dovrebbe essere la pagina dedicata alla causa Free Thomas Jay, scopro che in realtà dovrebbe chiamarsi Stefano Lorenzini, un uomo con dietro una storia da film e condannato ingiustamente all’ergastolo.

Leggi tutta la storia di Thomas Jay, un falso condannato a morte, un vero libro.

Due precisazioni su argomenti musicali

Innanzitutto vorrei dire che Noemi Letizia per quanto mi riguarda può accompagnarsi a chi vuole, libera di fare ciò che vuole e così via, ma se a 18 anni fa il karaoke con le canzoni di Apicella mi vengono i brividi.

Alla Signora Caterina Caselli invece vorrei dire che non è proprio vero che nessuno ci guadagna, sul sito del progetto degli Artisti Uniti per l’Abruzzo, quelli che hano fatto il brano “Domani 21.04/2009”, è chiaramente riportato:

La vendita su supporto fisico avverrà attraverso Universal Music Italia, presso tutti i negozi di dischi, grandi magazzini, centri commerciali. Sugarmusic incasserà da Universal Music Italia Euro 2,34 per ciascun CD venduto. La quantità di supporti venduti sarà rendicontata a Sugarmusic semestralmente, al netto di una riserva Resi pari al 25% che sarà liberata e rendicontata nei semestri successivi. Tutte le somme incassate da Sugarmusic verranno versate sul conto corrente del Ministero dei Beni Culturali.

Mi chiedo come mai di un CD venduto a 5 euro ne arrivano solo 2,34 alla Sugarmusic? Non sarebbe stato meglio evitare la distribuzione tramite una major come la Universal Music ed utilizzare canali alternativi che avrebbero permesso margini molto più alti?
Qui qualcuno storcerà il naso e dirà che però la Universal ha dei costi di distribuzione e così via, allora andiamo avanti, si legge:

Il Cd sarà venduto ai dettaglianti e grossisti ad un prezzo di listino di Euro 3,17 netto IVA e al netto dei costi di trasporto e logistici. I costi di stampa, distribuzione, vendita e il costo dei diritti fonomeccanici (SIAE), pari a Euro 0,83, saranno recuperati da Universal dal ricavato della vendita. Universal contribuirà con un investimento di Euro 10.000 alla realizzazione dei materiali per i punti vendita e di marketing necessari alla divulgazione del progetto. Universal inoltre ha messo a disposizione gratuitamente le proprie risorse promozionali e collabora con il marketing di Sugarmusic alla ricerca di spazi pubblicitari gratuiti e alla creazione degli spot.

Diritti Fonomeccanici (SIAE)?? Ma perchè per una iniziativa benefica esistono queste cose? Ma poi al posto di realizzare campagne marketing non era meglio fare una campagna virale su internet con l’aiuto dei buoni blogger che esistono?
Questi costi non si sarebbero potuti investire in un sistema DRM (che comunque odio) per evitare le copie pirata?

Leggo poi:

Mauro Pagani in qualità di autore della composizione musicale originale dal titolo “Domani”, unitamente alla società Macù Edizioni Musicali S.a.s, suo editore, si è altresì impegnato a devolvere tutti i proventi derivanti dallo sfruttamento economico del brano “Domani, 21-04-09” al Ministero dei Beni Culturali.  A tale scopo Mauro Pagani e il suo editore hanno chiesto a SIAE di applicare alla versione “Domani, 21-04-09”, un apposito schema di riparto, separato da quello relativo alla versione originale della composizione “Domani”.

Rinunciare del tutto alla SIAE sarebbe stato troppo? Pagani avrà anche rinunciato ai proventi per la creazione, ma quelli che gli autori prenderanno per l’esecuzione? Che fine fanno? Quelli che i produttori, detentori di diritti a vario titolo etc etc che fine fanno?

Infine:

La vendita in formato digitale verrà promossa da tutti i maggiori operatori che hanno messo a disposizione spazi di comunicazione e approfondimento. In area “mobile” tutti gli operatori e i content provider retrocederanno con rendicontazione separata l’intero incasso derivato dalla vendita del brano al netto dell’IVA e degli oneri SIAE.

Nuovamente la SIAE, anche sul digitale, Creative Commons faceva così schifo?

Vabbè, sono solo incazzato, non so nemmeno cosa ho scritto. 🙂

AdSense con lo scroller?

Stamattina in un rapido giro nei miei blog ho notato sia in Petti*Nix che sul mio blog personale su Blogger delle modifiche ai banner AdSense. In pratica erano presenti due piccole icone a forma di freccia, una che puntava verso destra e l’altra verso sinistra, che provando a cliccare in pratica spostavano la pubblicità presente come delle slide e ne proponeva una nuova. Non so come ma ora nn è più presente, ad ogni modo non so se è una cosa pubblica o solo delle prove di Google, ma il concetto qual’è? Scegli la pubblicità che fa per te?

Se qualcuno ne sa più di me mi faccia sapere!

rollmio: guadagnare con i video

Ho scoperto oggi rollmio, un nuovo servizio che permette di guadagnare qualche euro mediante la pubblicazione di video.

rollmio è in pratica un network creativo in cui ognuno è libero di partecipare come creatore (creator) o come promotore (promoter).

Nella figura del CREATOR si possono creare degli spot pubblicitari per un marchio che se scelti dal cliente proprietario del marchio permetteranno di guadagnare 100$.

Ivece nella figura del PROMOTER si guadegnerà mediante la pubblicazione dei video sul proprio blog una somma variabile (non so quanto poichè ancora non c’è nessuna campagna attiva).

L’immagine riassume l’idea del funzionamento:

Cosa è rollmio

Beh, il giochino sembra semplice, quindi che dire, tentar non nuoce 🙂