Francesco Gabbani ha vinto il Festival di Sanremo 2017 e voi no

Il Festival di Sanremo 2017 è terminato. Il sessantasettesimo Festival della Canzone Italiana ha decretato il suo vincitore nella serata finale, scegliendo Francesco Gabbani con il brano “Occidentali’s Karma”.

L’inizio con i Trikobalto

Per molti Francesco Gabbani non meritava di vincere il Festival di Sanremo 2017, per ancora più persone il cantante è uno sconosciuto, quasi al pari della scimmia che lo accompagna sul palco. In realtà Francesco Gabbani ha già al suo attivo un curriculum, seppur breve, di tutto rispetto. Lui, che per la prima volta il palco del Teatro Ariston di Sanremo lo aveva calcato lo scorso anno, già nel 2010 fu presente al Festival di Sanremo. Infatti partecipa in qualità di ospite al Festival di Sanremo 2010, nell’edizione tenuta al Palafiori di Sanremo, con i Trikobalto, band di cui è voce e cantante, da lui fondata insieme a Niccolò Zaccone alla batteria e Matteo Zarcone alla chitarra. Con la stessa band già qualche anno prima era salito alla ribalta della cronaca ed era conosciuto negli ambienti musicali. I Trikobalto precedentemente avevano aperto nello stesso anno l’unica data italiana degli Stereophonics, avevano aperto qualche anno prima l’unica data italiana degli Oasis, ed infine partecipato all’Heineken Jammin Festival.

Polistrumentista e scrittore

Se ancora non siete convinti del soggetto in questione sappiate che suona più strumenti di quanti voi riusciate a guardarne. Grazie al negozio di strumenti musicali di proprietà della famiglia inizia sin da piccolo a suonare, impara così da piccolo la batteria, suona in adolescenza la chitarra, estende le sue conoscenze al pianoforte e al basso. Per non finire, non avendo un lavoro stabile e ancora successo lavora come Fonico di Sala e Tecnico di Palco.
Una volta scelta la carriera da solista, oltre a scrivere testi e musiche per se stesso, si dedica anche alla scrittura di brani per altri cantanti. In particolare da notare che Francesco Gabbani risulta essere l’autore del brano “L’amore sa”, canta da Francesco Renga nell’album “Scriverò il tuo nome”. Figura nel suo curriculum anche la canzone “Il bambino col fucile”, scritta, musicata e arrangiata insieme a Celso Valli, cantata da Adriano Celentano e incluso nell’album “Le migliori”.
Tra una cosa e l’altra si è anche dedicato alle colonne sonore, diventando, tra l’altro, l’autore della colonna sonora del film “Poveri ma ricchi” di Fausto Brizzi.

L’esperienza a Sanremo

Da concorrente Francesco Gabbani partecipò e vinse il Festival di Sanremo 2016 nella sezione Nuove Proposte. Con il brano “Amen” fu scelto dalla giuria di Sanremo Giovani 2015 per partecipare alla edizione del Festival dello scorso anno, nella cui gara non poche polemiche si portò dietro. Successe praticamente che dopo aver perso la sfida contro la cantante Miele fu riammesso, poiché le votazioni si scoprirono falsate a causa di un problema tecnico in sala stampa, ed addirittura vinse classificandosi per la finale.  Vinse poi il Festival di Sanremo 2016 tra le Nuove proposte e non solo, Francesco Gabbani ottenne il Premio della “Critica Mia Martini” sezione Giovani ed il Premio Miglior Testo “Sergio Bardotti”.
Quella di ieri è già storia, “Occidentali’s Karma” è il brano vincitore del Festival di Sanremo 2017 e Francesco Gabbani è, non tra poche polemiche come sempre, il vincitore tra i Big del Festival di Sanremo 2017.

La canzone NON di Sanremo e la musica che si evolve

Vi è sembrato strano che “Occidentali’s Karma” abbia vinto il Festival di Sanremo 2017? Pensate che il brano sia banale? Che sia troppo orecchiabile? Che musicalmente fosse brutta? Che una scimmia sul palco sia ridicola? Che Francesco Gabbani sia un troll? Cosa non vi è piaciuto di questo Sanremo?
Probabilmente una lamentela la ha ognuno di voi, siate sinceri. Immagino che siate tradizionalisti e avreste voluto un brano sanremese quale vincitore del Festival di Sanremo, ad esempio “Grazie dei Fiori”  “Vola Colomba” di Nilla Pizzi, perchè già vi immagino ogni giorno quando li ascoltate. Oppure avreste voluto “Al di là” di Betty Curtis e Luciano Tajoli, perchè immagino che tutti voi la ricordiate a memoria.
La felice verità è che la musica cambia, si evolve, cambiano i testi, e non sempre vincono i brani che dicono in maniere diversa il tipico messaggio “io ti amo, tu mi ami, sposiamoci“. Immagino che già nel 1970 fece scalpore, in modo diverso,”Chi non lavora non fa l’amore” di Adriano Celentano e Claudia Mori. Trattare il tema del lavoro pochi anni dopo il ’68, portarlo a Sanremo, raccontarlo in chiave ironica, non è stato sicuramente semplice. Ad ogni modo che quella vittoria portò con se non poche polemiche è storia. Le cose l’anno dopo tornato alla normalità, ma sicuramente il Festival di Sanremo si era spostato un poco più in là.

L’Italiano della Terra dei Cachi

La triste verità è che la musica che ci rappresentà è quella di Toto Cutugno, uno che in termini di vittorie mancate e secondi posti batte persino Lenoardo DiCaprio. Uno dei più grandi successi internazionali, ad oltre 30 anni dalla partecipazione a Sanremo è “L’Italiano”, brano che gioca sugli stereotipi italiani e che ci prende in giro. Eppure gli italiani nel mondo lo cantano fieri. Eppure è il più grande successo internazionale che la storia del Festival di Sanremo ricordi.
Sanremo non è stato, esattamente 20 anni fa, quello de’ “La terra dei cachi” di Elio e le Storie Tese, altra canzone di denuncia sociale con una alta dose di ironia. Non li hanno fatti vincere, nonostante fosse stata la canzone più votata, e, probabilmente, anche quella migliore musicalmente parlando. D’altronde il brano non faceva altro che allargare “L’italiano” di Toto Cutugno mettendoci insieme gli scandali di Tangentopoli, della corruzione, della criminalità. Per avere il giusto tributo Elio è dovuto finire ad X Factor, e Rocco Tanica a fare l’inviato del Festival di Sanremo. Ma ancora una volta la musica si era spostata più in la.

La banalità e i talent show

Forse un ulteriore stacco è arriva con “Luce (Tramonti a nord-est)” di Elisa, che per quanto il testo non sia tra quelli che gradisco, ha introdotto una nuova freschezza in quel che era Sanremo. Peccato che il meglio lei lo abbia sempre dato in lingua inglese. Soprattutto peccato che arrivavamo dagli Avion Travel dell’anno prima.
C’è da dire che purtroppo il genere musicale, ed ancor di più il testo banale. ha sempre fatto molto breccia nel cuore degli italiani. Siamo populisti, lo siamo da sempre. Lo siamo dai tempi del fascismo. Prendete i Timoria, musica ben fatta, testi impegnati, musicisti bravi, voce del cantante superba. Togliete tutto e lasciate solo il cantante, metteteci due canzoni smielate ed eccovi Francesco Renga, vincitore di un Festival di Sanremo e di un Premio della Critica “Mia Martini”.
Tutto questo per arrivare negli ultimi anni al dominio dei Talent Show e degli amici di Maria De Filippi. Negli ultimi 9 anni ben 5 vincitori del Festival di Sanremo arrivano dai Talent Show: 3 da Amici di Maria De Filippi, 1 da X Factor, 1 (un trio) da Ti lascio una canzone.Insomma il preconfezionato per gli usufruitori di TV.
Ci hanno pensato per un attimo gli Stadio a farci tornare indietro di 15 anni, e poi Francesco Gabbani. Il Festival di Sanremo ancora una volta si è spostato più avanti.

Quelle che capiscono la canzone e quelli di cui parla

Musicalmente parlando il brano è semplice, orecchiabile, anche il testo è di quelli che ti rimane nella testa. Ma fermi tutti. Se lo si legge bene, con attenzione, si capisce che non è un banale testo senza significato, anzi probabilmente è quello con più significato di tutto il festival. E’ una denuncia sociale, sulle abitudini odierne, sul livello culturale, sulla vita. E’ filosofia, sociologia e saggezza.
E’ la pura descrizione dell’involuzione che si ha con l’innovazione. E’ la spiegazione del populismo ai tempi di internet. E’ l’esasperazione del quotidiano.In una strofa o nell’altra ci descrive tutti. Si, esattamente, ho detto tutti. Ognuno di noi, in un modo o nell’altro è dentro quel testo. Ci sono anche Io. C’è anche Francesco Gabbani stesso.
Tutto è studiato nei minimi termini, non è lasciato al caso o messo alla rinfusa, dalla musica alle parole, dal video alla coreografia sul palco, dalla scelta dei colori alla scimmia.
E’ tutto perfetto. E se non lo avete capito, se non avete capito la canzone e tutto quello che ruota intorno ad essa, probabilmente di voi nel testo si parla, più di chiunque altro.

Il ritardo della musica EDM Italiana e l’Eurovision Song Contest

Che ci crediate o meno, Francesco Gabbani ha dato lo spunto per la creazione di  un filone: l’EDM Italiano, l’elettrop d’autore. So che avrete molto da ridire in merito, ma diciamocelo chiaro, qualsiasi genere in Italia prende una sua particolare piega, sarà anche questo così. E purtroppo sarà l’ennesima cosa che arriva con anni e anni di ritardo in Italia, speriamo non sia troppo tardi.
No, non è il rock elettronico dei Subsonica, non è il synth-pop de’ I Cani, non è nemmeno quel New Wave elettronico dei Righeira, è solo un nuovo modo di fare EDM, è Electronic Dance Music Italiana.
Tutto questo ci apre uno spiraglio su una competizione dove ormai da anni non abbiamo voce in capitolo, nonostante la sua nascita avviene come copia in formato europeo del Festival di Sanremo. Sto parlando dell’Eurovision Song Contest, concorso dove diverse nazioni dell’Europa si contendono il titolo di miglior brano. Probabilmente con un brano del genere le possibilità di una vittoria italiana esistono, basta che Francesco Gabbani ci metta la sua faccia (da schiaffi), musica altrettanto piacevole e testo interessante, magari fatto in inglese, e il risultato è bello che fatto.
Ma attenzione, niente scimmia questa volta, il regolamento dell’Eurovision Song Contest non permette animali sul palco!

A questo punto vi lascio il video del brano “Occidentali’s Karma” di Francesco Gabbani, e vi invito ad ascoltarla ancora una volta.
Voi un quale categoria siete? Tra quelli che hanno capito il testo o siete quelli di cui si parla?

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Dopotutto domani è un altro giorno, ma senza Silvio

Tara… A casa… A casa mia! E troverò un modo per riconquistarlo. Dopotutto, domani è un altro giorno!

è l’ultima frase di Rossella O’Hara nel film Via Col Vento, ma domani è un altro giorno è anche il pensiero di molti che oggi, dopo 17 anni vedono Silvio Berlusconi lasciare il governo, con la speranza che da domani ci sia un’Italia migliore.

Eppure senza aggiungere altro, di altro avete visto, state vedendo e vedrete il web pieno, vi lascio con il suggerimento di Naomi fatto su un brano dei Coldplay che sembra dedicato al premier uscente:

io dominavo il mondo
le maree si alzavano quando lo ordinavo
adesso al mattino dormo da solo
spazzo le strade che una volta possedevo (…)
un momento tenevo le chiavi
subito dopo mi rinchiudevano fra quattro mura (…)
Una volta lo sai che non c’era mai una parola onesta, mai
ma quello era quando dominavo il mondo…

Buona Italia a voi, cari connazionali.

Due precisazioni su argomenti musicali

Innanzitutto vorrei dire che Noemi Letizia per quanto mi riguarda può accompagnarsi a chi vuole, libera di fare ciò che vuole e così via, ma se a 18 anni fa il karaoke con le canzoni di Apicella mi vengono i brividi.

Alla Signora Caterina Caselli invece vorrei dire che non è proprio vero che nessuno ci guadagna, sul sito del progetto degli Artisti Uniti per l’Abruzzo, quelli che hano fatto il brano “Domani 21.04/2009”, è chiaramente riportato:

La vendita su supporto fisico avverrà attraverso Universal Music Italia, presso tutti i negozi di dischi, grandi magazzini, centri commerciali. Sugarmusic incasserà da Universal Music Italia Euro 2,34 per ciascun CD venduto. La quantità di supporti venduti sarà rendicontata a Sugarmusic semestralmente, al netto di una riserva Resi pari al 25% che sarà liberata e rendicontata nei semestri successivi. Tutte le somme incassate da Sugarmusic verranno versate sul conto corrente del Ministero dei Beni Culturali.

Mi chiedo come mai di un CD venduto a 5 euro ne arrivano solo 2,34 alla Sugarmusic? Non sarebbe stato meglio evitare la distribuzione tramite una major come la Universal Music ed utilizzare canali alternativi che avrebbero permesso margini molto più alti?
Qui qualcuno storcerà il naso e dirà che però la Universal ha dei costi di distribuzione e così via, allora andiamo avanti, si legge:

Il Cd sarà venduto ai dettaglianti e grossisti ad un prezzo di listino di Euro 3,17 netto IVA e al netto dei costi di trasporto e logistici. I costi di stampa, distribuzione, vendita e il costo dei diritti fonomeccanici (SIAE), pari a Euro 0,83, saranno recuperati da Universal dal ricavato della vendita. Universal contribuirà con un investimento di Euro 10.000 alla realizzazione dei materiali per i punti vendita e di marketing necessari alla divulgazione del progetto. Universal inoltre ha messo a disposizione gratuitamente le proprie risorse promozionali e collabora con il marketing di Sugarmusic alla ricerca di spazi pubblicitari gratuiti e alla creazione degli spot.

Diritti Fonomeccanici (SIAE)?? Ma perchè per una iniziativa benefica esistono queste cose? Ma poi al posto di realizzare campagne marketing non era meglio fare una campagna virale su internet con l’aiuto dei buoni blogger che esistono?
Questi costi non si sarebbero potuti investire in un sistema DRM (che comunque odio) per evitare le copie pirata?

Leggo poi:

Mauro Pagani in qualità di autore della composizione musicale originale dal titolo “Domani”, unitamente alla società Macù Edizioni Musicali S.a.s, suo editore, si è altresì impegnato a devolvere tutti i proventi derivanti dallo sfruttamento economico del brano “Domani, 21-04-09” al Ministero dei Beni Culturali.  A tale scopo Mauro Pagani e il suo editore hanno chiesto a SIAE di applicare alla versione “Domani, 21-04-09”, un apposito schema di riparto, separato da quello relativo alla versione originale della composizione “Domani”.

Rinunciare del tutto alla SIAE sarebbe stato troppo? Pagani avrà anche rinunciato ai proventi per la creazione, ma quelli che gli autori prenderanno per l’esecuzione? Che fine fanno? Quelli che i produttori, detentori di diritti a vario titolo etc etc che fine fanno?

Infine:

La vendita in formato digitale verrà promossa da tutti i maggiori operatori che hanno messo a disposizione spazi di comunicazione e approfondimento. In area “mobile” tutti gli operatori e i content provider retrocederanno con rendicontazione separata l’intero incasso derivato dalla vendita del brano al netto dell’IVA e degli oneri SIAE.

Nuovamente la SIAE, anche sul digitale, Creative Commons faceva così schifo?

Vabbè, sono solo incazzato, non so nemmeno cosa ho scritto. 🙂

I NINE INCH NAILS meritano la mia presenza

I NINE INCH NAILS (NIN) il 26 Giugno 2009 saranno in Concerto in Italia, all’idroscalo di Milano.
Seguo il gruppo da molti e molti anni e il rilascio dei loro ultimi tre album sotto licenza Creative Commons mi ha portato ad amarli ancor di più, Trent Reznor secondo me ha capito tutto di quale sarà il futuro della musica, diversamente ad esempio dai Placebo e da Marilyn Manson che fanno si scaricare gratuitamente le loro canzoni, ma non permetteno ad esempio di ridistribuirle, i NIN, più o meno nello stesso periodo dei Radiohead, si sono lanciati in un progetto molto più ampio, musica libera in ottica Web 2.0.

Forse avrei preferito vederli nel NIN/JA 2009 Tour, ma i Mars Volta e i Korn non è che siano scarsi e anche loro mi piacciono tanto.

In Definitiva, chi viene?

Cosa ho capito dal Festival di Sanremo 2009

Che non ho idea di chi sia sto Marco Carta che ha vinto Sanremo.
Che non ho idea che chi vince Amici in automatico vince Sanremo.
Che ora Costanzo tine presenza a Mediaset e la De Filippi in Rai.
Che gli Afterhours potevano evitarsela ora che iniziavano a piacermi.
Che non l’ho visto ma ho solo sentito dire.
Che Francesco Renga fa ormai tutte le canzoni uguali.

Che “il rock n’ roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici ogni tanto questo buco me lo riempiono.”

Io sento il lamento del tempo che passa.

Ogni tanto passa una frase, passa nella mia testa per giorni o settimane, a volte mesi ed anni. Parte spesso dallo stesso posto. Da anni ormai.

“Chiedo venia mi vida non senti il lamento del tempo che passa,
l’arroganza che diventa stile e ti fa sempre ridere.”

Che forse davvero dovrei chiedere venia se non scusa, forse sto passando o sono già passato e non me ne sono accorto, forse rido perchè ridere è facile.

“dopo un’attenta analisi, confronti e riflessioni ho capito che io,
no, non ho capito niente di te,
non ho capito niente di te.”

Come se ci fosse bisogno di un’attenta analisi, di confronti o riflessioni. Alcune cose si capiscono subito. alcune cose le capisco subito.

“Credendo di sapere quello che ci aspetta
(ho voglia di)
vedendo come tutto cambia un’altra volta
chiedendomi se ancora tu mi stai ascoltando
(perdermi)
allora dimmi che sei qui e non stai fuggendo.”

Ma poi in realtà la parte bella non è proprio sapere cosa c’è dopo? Non è sperare in qualcosa di migliore?
Perchè quando qualcosa cambia può cambiare anche in meglio, perchè so che tu, tu che sei li a pensare e leggere, so che almeno tu mi stai leggendo e mi stai ascoltando.

“ma quale noia mi da
farmi incantare dall’eccesso per giustificare e fingere di non vedere i miei difetti,
sai,
io drogo i sensi per assecondare istinti che mi inchiodano e mi legano qui,
sei sempre in fuga da te,
gioia cercarsi e ridere
senza vestirsi di una calma sempre più apparente,
e non mi accorgo che
io sono il mio peggior nemico
un fragile gigante per sociare i raggi del suo ardore”

Quando in fondo basterebbe soltanto essere leggero nel vestito migliore?

“Chiedo venia mi vida
non senti il lamento del tempo che passa.”

Forse la mia vita no, ma io inizio a sentirlo il tempo, inizio a sentire la schiena.
Questi capelli bianchi mi creano scompenso. Davvero lo fanno. A me che pensavo non sarebbe stata una cosa preoccupante.
Forse perchè quando meno te lo aspetti capita l’inaspettato e non sai mai come reagire?

Ho quasi trentanni, troppi capelli bianchi per quelli che mi vedevo addosso fino a qualche settimana fa, ma ho ancora mille perchè che aspettano una risposta. Come se di anni ne avessi dieci.

E ora è meglio tornare a correre, altrimenti ci prendono!

Jamendo: musica gratis per le vostre orecchie

Jamendo

Molti di voi già conosceranno Jamendo, ma voglio comunque parlarne e segnalarlo a chi ancora non lo conoscesse.

Jamendo è un servizio che combinando una piattaforma musicale ad comunità mira a creare, forse già riuscendoci, un nuovo modello di business. In parole porvere Jamendo non è altro che per gli artisti un servizio di pubblicazione delle proprie canzoni o musiche, mentre per gli utenti un sistema per cercare, ascoltare e scaricare musica.

Tutta la musica disponibile su Jamendo è distribuita sotto una licenza libera, Creative Commons o Free Art License, è possibile in genere ridistribuire la musica scaricata, ascoltarla quante volte si vuole, senza pagare alcuna cifra e senza nessuna royalty nascosta.

I file audio sono distribuiti nel doppio formato Ogg Vorbis ed MP3, il loro download è effettuabile da web tramite HTTP, da rete eDonkey o da BitTorrent.

L’integrazione con un social network formato dagli utenti della comunità fa si che gli artisti vengano conosciuti e i loro album votati tramite il sistema di votazione e raccomandazione integrato. Inoltre con la possobilità di etichettare sia gli artisti che le canzoni è possibile scoprire facilmente nuovi artisti attinenti ai nostri gusti. Inoltre è possibile oltre alla ricerca per genere, effettuarne una in base agli artisti famosi preferiti.

Il modello di business di Jamendo è semplicissimo, anche se abbastanza alternativo ai metodi standard utilizzati per guadagnare in genere con la musica e i musicisti sta riscuotendo un discreto successo.
Gli artisti possono scegliere tra due diversi programmi: le donazioni o la pubblicità. Nel primo caso l’artista riceverà la donazione, minima di 5 euro, meno 0,5 euro che andranno nelle casse di Jamendo, mentre nel secondo caso l’artista e Jamendo divideranno in parti uguali il guadagno proveniente dall publbicità on line.
Questo sistema sta funzionando talmente bene che un pò di tempo fa YouTube pensò di fare qualcosa di simile.

Il sito è al momento disponibile in diverse lingue, anche se non tutte completamente tradotte, oltre all’Italiano è presente l’Inglese, il Tedesco, lo Spagnolo, il Francese, il Polacco, il Portoghese, il Russo ed infine il Turco.

La comunità è già adesso vastissima, ad oggi si contano 11583 album pubblicati, 64123 recensioni di album e 392863 membri attivi, ma questi numeri crescono di ora in ora.

Inoltre Jamendo si integra bene con diversi software, tra cui:Rhythmbox, Amarok,HO Player, Ruja, Music4Wii, nstnt player e SongBird.

Per quanto riguarda gli sviluppatori, Jamendo mette a disposizione un proprio set di API, che per facilitare il lavoro degli sviluppatori sono anche compatibili con quelle di Flicrk, Last Fm e AudioScrobbler, oltre a fornire un dump del database di tutti i dati, ciò rende possibile l’utilizzo di applicazione e mashup esistenti con poche e semplici modifiche.

Insomma, alla fine dei conti Jamendo può essere un’ottima scelta per chi ama la musica oppure una valida alternativa per chi subisce la forza delle major (come The Pirate Bay).

NdL: Tra le altre cose pian piano sto cercando di portare anche i contenuti su OS Tracker in modo da diffonderli.

La FIMI e l’antiinformazione Italiana

In seguito al blocco da parte di molti ISP Italiani del famoso motore di ricerca di file torrent The Pirate Bay, mentre ero alla ricerca di notizie fresche, sono giunto sul sito della Federazione Industria Musicale Italiana, dopo un pò ho notato il footer della pagina e preso dalla curiosità nel leggere “I giovani, la musica e internet – una guida per i genitori sul p2p e la condivisione di musica in rete” ho scaricato il documento pdf (il titolo del file è [download#1]) realizzato per questa “campagna informativa”. Sinceramente è stata una delle letture più tragicomiche dell’ultimo periodo.

Cito e commento le parti più “belle”:

“Persone di tutte le età amano condividere musica e, come nel caso della fotografia digitale, internet ha reso estremamente facile tale condivisione con amici (e sconosciuti), in qualsiasi luogo e momento. Servizi di file sharing come Kazaa, LimeWire e BitTorrent hanno oggi milioni di utilizzatori nel mondo.”

Noto il fatto del puntualizzare “e sconosciuti”, ciò mi fa pensare che si punti sulla possibile fuga di foto dei propri figli, inoltre il problema dovrebbe essere il Peer to Peer, quindi servizi come Flickr, Picasa, Zoomr ma anche MySpace, Facebook (servizi, come si vede sul sito della FIMI,  utilizzati anche da loro) e tanti altri sarebbero innocui e permetterebbero una condivisione più diccile di un sistema P2P e soprattutto solo a persone conosciute?

“L’attenzione al fenomeno file sharing prestata dai media negli ultimi anni ha riguardato soprattutto il problema della violazione del diritto d’autore sulla musica e sui film, ma questo non è l’unico rischio connesso al P2P.”

Io direi che l’attenzione data dalle Major e da chi ha interessi nel settore. Ma ricordiamo  che alcuni gruppi sconosciuti e film senza alcuna possibilità hanno avuto grazie al P2P un discreto successo? E soprattutto i media hanno mai considerato un uso legale del P2P?
Poi ci preannunciano anche che non è l’unico rischio.

“La guida vi aiuterà ad apprezzare la musica digitale, in piena legalità e sicurezza.”

Ringraziate per l’aiuto!

“Ogni sistema P2P funziona in maniera leggermente diversa ma sostanzialmente la procedura è la medesima.
Si visita un sito web, si scarica un software che permette la condivisione di file e lo si installa sul proprio computer. Generalmente il software crea una “cartella condivisa” sul computer dell’utente, l’accesso alla quale è disponibile a chiunque utilizzi nel mondo quel particolare software. Questo sistema permette la condivisione diretta e lo scambio di fotografie, video, musica, programmi e giochi.”

Vorrei intanto far notare che ad esempio nel caso di BitTorrent il sistema è diverso, se vuoi condividere un file devi creare un torrent e distribuirlo. Inoltre negli altri sistemi per condividere le foto, i video la musica, i programmi e i giochi, devono essere inseriti nella cartella condivisa, in genere nessun software P2P decide da solo di prendere le foto altrui e condividerle. E’ anche vero che però tempo fa su DC++ i ragazzi condividevano i documenti dei propri genitori per avere più slot.

“Il rischio maggiore insito nel P2P è quello dei contenuti indesiderati, nello specifico la pornografi a e le immagini violente. Numerosi studi hanno dimostrato che immagini a sfondo pornografico sono ampiamente condivise sui principali sistemi di file sharing e che spesso i nomi dei file vengono volontariamente camuffati per ingannare coloro che li scaricano. I filtri generalmente utilizzati per impedire l’accesso a siti web molto raramente bloccano file pornografici e contenenti immagini violente sui sistemi P2P. Tanto per citare un esempio, file dal nome “Winnie the Pooh” o “Pokemon”, rintracciati su tali sistemi, contenevano in realtà materiale pornografico.”

Numerosi studi hanno confermato che il web è mosso dal porno, le pagine web ancora più del P2P contengono materiale pornografico. Statisticamente circa il 12% di tutti i siti web è porno,il 25% di tutte le richieste ai motori di ricerca è pornografica, il 35% di tutti i download è di natura pornografica, ogni giorno, appaiono in internet 266 nuovi siti porno, le pagine con contenuto pornografico sono stimate in 372 milioni. Quindi eliminiamo il P2P eliminiamo il Web, diamo due calci in culo ai ragazzi e mandiamoli a giocare a calcio nel campetto della chiesa come si faceva ai miei tempi.

Per quanto riguarda invece i nomi dei file camuffati, in genere se usi motori di ricerca classificano i contenuti del torrent, mentre se usi emule o sistemi simili in genere ormai indicano da tempo se sono cosiddetti fake.

“Va inoltre aggiunto che questi software consentono agli utilizzatori di “chattare” con altri utenti, spesso sconosciuti, e che quindi gli stessi rischi connessi all’utilizzo delle classiche chat, sono presenti anche sulle piattaforme di file sharing.”

Se non regge l’accusa della pornografia, conviene puntare sulla chat (tra virgolette da notare) e sulla possibilità di incontrare sconosciuti no? Ma se uno è conosciuto non faccio prima a telefonargli o a passare a trovarlo? Ma almeno sono richi che esistono anche nelle classiche chat e non solo sul P2P per fortuna…

“I software per il file sharing aprono “porte” nei vostri computer, compromettendo la vostra privacy e la vostra sicurezza”

Saranno bene educati forse, scherzi  a parte io vedo più violata la mia privacy da un governo che pretende di avere i miei log di connessione o da un provider che deve mantenerli per cinque anni.

“Il pericolo maggiore sono i cosiddetti spyware, piccoli programmi scaricati con musica e video o inclusi direttamente nei software per il P2P. Questi spyware sono talvolta in grado di carpire informazioni sensibili dal vostro computer, per esempio password e numeri di carta di credito, e comunicarle a terzi (chi ha creato e controlla quegli spyware).”

A parte che la maggior parte dei software P2P sono Open Source, quindi direi che la possibilità di spyware inclusi direttamente nel software è davvero minima, ma poi non vi è possibilità di prendere uno spyware anche sui download (o direttamente) da pagine web ( vedi i vari exploit per MySpace). Sarebbe stata una bella cosa che avessero proposto di usare Linux così non avrebbero rischiato di prendere uno spyware.

“Inavvertitamente è possibile condividere fi le personali. Molti studi hanno mostrato, per esempio, come sui sistemi P2P siano presenti documenti riservati di carattere medico e finanziario”

Inavvertitamente? Cioè contro la propria volontà o intenzione (al massimo distrattamente direi no?). Si può capitare, ma l’attenzione P2P o no dovrebbe esserci comunque giusto?

“I computer connessi alla rete P2P sono vulnerabili all’attacco di virus, ai tentativi di controllo da parte di terzi e allo “spamming” pubblicitario indesiderato. Uno studio ha chiaramente dimostrato come quasi la metà dei file di programma circolanti sulle piattaforme di file sharing contenesse virus o codice pericoloso…”

Citazione ad un articolo di Wired News in cui in pratica diceva anni fa (nel 2004 per la precisione) che Kazaa è fonte di diffusione di virus. Io avrei consigliato anche qui di passare a Linux, perchè diversamente da quanto vogliono fare intendere, il primo problema sorge nel sistema operativo, è grazie a diversi bachi di Windows che alcuni virus hanno proliferato. Inoltre avrei realizzato un guida su come usare bene l’email, poichè tutt’oggi è il primo mezzo di diffusione di virus informatici.

“Se vostro figlio scaricasse uno di questi programmi, il vostro computer potrebbe essere utilizzato, fra le altre cose, come punto di distribuzione di file pornografici. Se il vostro
computer di casa lavora lento o presenta malfunzionamenti, la presenza di programmi di file sharing potrebbe esserne la causa.”

Credo sia più probabile che la causa sia la presenza di Windows. Soprattutto anche se un genitore e non solo un figlioi scarica da web (e non da p2p) un software del genere, può diventare veicolo di diffusione di un qualcosa a lui sconosciuto.

“Migliaia di utilizzatori di sistemi P2P sono stati denunciati dall’industria musicale e cinematografica e molti di loro hanno pagato consistenti multe. Mentre non esiste alcun rischio nel distribuire contenuti propri, la quasi totalità della musica e dei film presenti nelle reti di file sharing è protetta dal diritto d’autore e, di conseguenza, chi la mette a disposizione incorre nella possibilità di gravi conseguenze legali.”

Diciamo che in Italia si vorrebbe mettere le mani anche sui lavori altrui (ricordate il famoso bollino SIAE sui cd demo etc etc?), e soprattutto non è vero niente che la quasi totalità del materiale è protetto da copyright (da notare anche secondo la legge di quale paese?), si trova moltissimo materiale libero, open source, copyleft, free software e/o creative commons.

“In particolare chi condivide grandi quantità di file non autorizzati rischia unadenuncia e rischia di dover pagare i danni ai legittimi titolari dei diritti. I genitori possono essere ritenuti responsabili per ciò che viene commesso utilizzando il computer di casa, anche nel caso non siano loro i diretti responsabili. Le persone che hanno pagato compensazioni per questo tipo di attività illecita, hanno dovuto versare ai titolari dei diritti cifre pari a svariate migliaia di euro”

Cioè funziona come la droga? Piccole quantità = uso personale, grandi = quantità spaccio?  Adesso parte la paura della responsabilità, attento genitore, sei tu a dover pagare (ma perchè se il responsabile fosse stato il figlio chi avrebbe pagato?).

“Il file sharing e le nuove tecnologie in genere sono un’opportunità di dialogo in famiglia. Parlate di etica e legalità.”

Ma non fatelo in chat! 😛 Scherzo. Parlate loro di Hacking! Parlate davvero, il dialogo aiuta a crescere.

“Parlate del diritto d’autore e di chi viene danneggiato dalla condivisione illegale di musica su internet”

Parlate loro del copyleft, parlate delle creative commons, dite loro quando sia stupido in italia essere obbligati a pagare la SIAE, parlate con loro di questa mafia. Consiglia loro di scaricare musica da Jamendo.

“i cantanti? Gli autori? Vengono deprivati dei loro legittimi guadagni e della possibilità di vivere del loro lavoro?”

Diteglii che le major li sfruttano, ditegli che purtroppo a causa loro quest’anno al posto di dieci milioni di euro ne guadagneranno solo otto. Vai a spiegargli perchè un CD che ha un costo di produzione di circa 4 euro viene poi venduto anche a 40 euro. E poi come glielo spieghi che molti gruppi che hanno venduto pochissimi CD poi hanno fatto il pienone nei concerti (in cui il biglietto costa ancor di più, ma almeno li l’artista ci guadagna di più che sul CD).

“Parlate anche di chi sarebbe costretto a pagare le multe se qualcuno
venisse denunciato nella vostra casa”

Giusto per non dimenticarlo ricordiamolo e facciamo un’altra minaccia.

“Cercare musica legale su internet. Ne esiste in grande quantità – più di un milione di canzoni di qualsiasi genere e periodo -sia a pagamento che gratuita. Ad un prezzo inferiore a quello di un biglietto per i mezzi di trasporto pubblici potete scaricare una canzone da un rivenditore legale e conservarla ed ascoltarla per tutta la vita. I siti che vendono musica legalmente sono garantiti, sicuri e offrono musica di grande qualità. Potete trovare link a più di 200 rivenditori legali nel mondo su *pubblicità volontariamente cancellata*”

A parte la genialità della pubblicità, ma ripeto, esistono più di 11.000 album su Jamendo.

E questo è quanto… veramente triste… vi lascio qualche link utile:

La parte migliore di me

Quando il mondo ti dimentica e il telefono non suona e
ciò che hai fatto per anni ti sembra inutile
aiutami, aiutami
quando sono lontano dal giardino fiorito delle tue braccia e voglio averti
e ho sete, dissetami, illudimi
abita in te la parte migliore di me
tanto che poi muore se tu non ci sei
vive di te la parte migliore di me
aiutami
quando ciò che ho non mi basta e brucio
e dimentico le dolci distese d’acqua del lago
comprendimi, sopportami
Quando sono vicino alle forti catene delle tue braccia
e vorrei correre via via via
rincorrimi, raggiungimi
abita in te la parte migliore di me
tanto che poi muore se tu non ci sei
vive di te la parte migliore di te
quando vedo la gente che sta male
e si lamenta di questo tempo idiota
senza maestri senza pietà e senza nessuno
sorridimi
abita in te la parte migliore di me
tanto che poi muore se tu non ci sei
vive di te la parte migliore di me
salutami quando tu te ne vai
aiutami se non tornerai mai
perchè abita in te la parte migliore di me
tanto che poi muore se tu non ci sei
illudimi quando tu te ne vai
salutami se non tornerai mai

Omar Pedrini

C’è SoleLuna dentro di me?

…c’è troppo e c’è poco certe sere amico mio mi viene in mente come certe sere prima di dormire io ripenso a quanto è complicato il cuore e dico lo sa solo DIO come è difficile andare fino in fondo nelle scelte che si fanno come è difficile restare al mondo vivere coerentemente vivere in mezzo alla gente scegliere quello che è buono distribuire agli amici il perdono c’è SOLELUNA dentro di me c’è l’acqua e c’è il fuoco c’è notte, giorno, terra e mare, c’è troppo e c’è poco…

Jovanotti