Censura Bocca

Il ritorno di quelle grandi teste di cazzo, ovvero ecco il bavaglio ai blog

Censura BoccaInizio questo post premettendo una cosa, questo non è un articolo contro il Premier Silvio Berlusconi, non è un articolo contro l’attuale governo visto che già in passato Levi-Prodi avevano cercato di disturbare le normali attività dei blogger, piuttosto questo è un post a favore della libertà.

Il Governo Berlusconi aveva già in precedenza, con il DDL Alfano, cercato di mettere il bavaglio ai blogger e far si che i loro blog subissero una specie di censura, all’epoca fu indetto uno sciopero tra i blogger, scegliendo di non scrivere articoli quel famoso 14 Luglio 2009, per dire tutti insieme NO AL DLL ALFANO.
In questi giorni la politica torna alla carica, anche se in alcuni casi in Italia fu già realtà,  c’è la necessità di salvare il salvabile e fermare le intercettazioni, un tentativo per “sfinimento”, il ritorno del bavaglio.

Il DDL intercettazioni tra le altre cose contiene anche un articolo che impone l’obbligo di rettifica a tutti i produttori non professionali di informazione. Il tutto con una semplice richiesta, fondata o meno la ragione del richiedente, pena multa fino a 12.000 euro e senza alcuna possibilità di replica.

In particolare il testo dell’articolo in oggetto è il seguente:

Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto
ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilita` della notizia cui si riferiscono

Ecco che la norma ammazza-blog prende vita, ecco che La Rete si indegna ed indice una manifestazione per il 29 Settembre 2011 in piazza del Pantheon a Roma contro questa assurdità.

Se il DDL dovesse diventare legge, al di la di tutte le altre motivazioni, lecite o meno, significherebbe che nessuno potrebbe più esprimere il suo parere sul web su alcun argomento non di sua proprietà, non si potrebbe esprimere il giudizio su un film o su un album musicale, nè tantomeno su un prodotto acquistato.

Allora cosa aspettiamo che accada? Che ci tolgano anche la facoltà di pensare?

Evolva City: crea la tua città “green”

Benvenuti ad Evolta city, questo è ciò che direte ai vostri amici dopo che avrete provato il nuovo gioco online di Panasonic.
Per chi come me nel corso degli anni è passato da Sim City a Travian riuscendo sempre a divertirsi con i videogame di citybuilding, allora il nuovo Evolta City è ciò che potrebbe soddisfarvi.

Scopo del gioco è quello di aiutare Mr. Evolta nel costruire una città "green", che sia ecologica al 100%, dove l'energia viene prodotta in maniera pulità e gli spostamenti avvengono tramite automobili elettriche. Naturalmente nelle varie fasi non dovete dimenticare di costruire case per gli abitanti, ufficio dove lavoreranno, e varie attività per il divertimento come cinema, sala concerti e via dicendo.

Ma alla fine chi è Mr. Evolta (le cui avventure potrete seguire su Facebook all'indirizzo http://www.facebook.com/MrEvolta) che vuole il nostro aiuto? E' il nuovo robot di Panasonic che ha scalato le pareti del Gran Canyon, arrampicandosi su una fune lunga 530 metri in meno di 7 ore ed aggiudicandosi così la certificazione ufficiale di Guinness World Record. Tutto ciò grazie alla sola alimentazione delle nuove batterie Panasonic Evolta.

Parte così la sfida di Evolva City, la citta senza emissioni di Co2, che tutti gli utenti potranno nel gioco contribuire a creare. In più si avrà la possibilità di vincere diversi premi, da una fornitura a vta di batterie Panasonic Evolta ad una bici elettrica super ecologica!

Allora, cosa aspettate a partecipare e divertirvi con Evolva City?

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Quel Giorno di 33 anni fa Peppino Impastato ed Aldo Moro

Aldo Moro e Peppino Impastato, due figure diverse, due luoghi diversi, due colori politici diversi, ma entrambi segnati dallo stesso destino nello stesso giorno. Segnati entrambi dagli ideali di giustizia.

Aldo Moro - Peppino Impastato

Il 9 Maggio 1978 entrambi ci lasciarono, contro la loro volontà naturalmente, io lii ricordo con le parole di uno dei due, ma che avrebbero avuto valore anche per l’altro.

Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta: la verità è sempre illuminante.

Aldo Moro

International Journalism Festival (#ijf11): un buon inizio

Chi mi segue sa che da ieri sono a Perugia all’International Journalism Festival #11, il Festival Del Giornalismo che per il quinto anno si tiene nella splendida città umbra.

Ieri ho assistito insieme a Comunikattiva ad un paio di Panel Discussion, in particolare a quelli riguardanti le micro web tv ed i diritti dei netizen.
Mentre oggi abbiamo assisito al Keyspeech Note di Carlo De Benedetti riguardante l’informazione come forma di democrazia.

Di dettagli ve ne do pochi, io non sono un giornalista. Ma sappiate che se non siete qui a Perugia, vi state perdendo delle belle cose.

Carlo De Benedetti al Festival del Giornalismo 2011

La lezione di Internet? Crea una rete e i contenuti verranno.

Tra le altre, queste parole di Carlo De Benedetti hanno richiamato la mia attenzione oggi al Keynote speech intitolato: “Il giornalismo: un’infrastruttura della democrazia”, nel quale il presidente del Gruppo Espresso ha parlato del giornalismo, del futuro dei giornali e dei nuovi media.

Carlo De Benedetti

In un ottimo monologo De Benedetti ha ben inquadrato la differenza tra le notizie provenienti dagli utentì, e dai social network vari, e quelle proposte dai giornali (che siano essi cartacei o digitali). La focalizzazione giusta è stata quella del segnalare che la capacità del giornalista non è più quella di cercare la notizia, bensì di selezionarla, interpretarla e commentarla.

In circa un’ora di parole De Benedetti è stato abbastanza chiaro e dettagliato, salvo cadere sul tema Wikipedia, ripreso da Arturo di Corinto, e insistere sul proprio errore.
Alla fine purtroppo si torna sempre sul discorso della responsabilità dei contenuti, che a dire il vero mi hanno fatto pensare che la Legge Bavaglio possa far piacere a tutti coloro che ruotano intorno al giornalismo classico, dall’Editore al Giornalista. Non per fare di tutta l’erba un fascio (Anna Masera ha dimostrato sul suo account twitter di conoscere l’argomento), ma l’idea generale sembra quella.

Ma alla fine questo cerchio come si chiude? C’è bisogno di informare gli informatori?

 

Silvio Berlusconi non ha cantato!

Sarà una questione di omertà o solo di decenza, ma il Presidente del Consiglio, tale Silvio Berlusconi, non ha cantato!

A renderlo noto è una nota web della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Governo.it per capirci), il cui testo dice:

Il resoconto fornito da alcune agenzie di stampa in merito alla cena di ieri sera del Presidente Berlusconi con il gruppo dei Responsabili è ricco di fantasie e imprecisioni. In particolare, il Presidente non ha cantato alcuna canzone.
24 Marzo 2011

La precisazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri

Ora, qualcuno di voi che magari sarà più sveglio di me, me la spiega?

 

Contumacia e Responsabilità

Da Wikipedia:

In diritto, la contumacia è propriamente la condizione di chi, pur avendo l’onere di costituirsi dinanzi al Foro che esamina un procedimento che lo riguarda, omette di farlo.
Seppure il significato di più diffusa accezione vi includa l’intenzione dell’interessato di non presentarsi, la contumacia in realtà non descrive in sé il grado di volontarietà della mancata comparizione in aula, ma si limita a constatare la mancata costituzione del soggetto, potendosi avere contumacia anche in difetto di notifica ed essendosi verificati numerosi casi nei quali il convenuto/imputato non fosse presente perché non al corrente dell’apertura del procedimento a suo carico, situazione che vizia di fatto la regolarità del contraddittorio.

Tutto ciò per dire che mentre Ghedini, al solito, dice che è un caso senza precedenti, senza che poi ciò sia vero, mentre Longo, al solito, dice che vinceranno tutti i processi, quando vincere significherebbe arrivare fino in fondo al processo e no nfarlo prescrivere o fare leggi ad hoc, intanto il nostro amato Premier Silvio Berlusconi non si presenta al processo.

E nel frattempo, dopo che abbiamo appreso che la scuola pubblica non educa, anzi fa il contrario,  in Afghanistan muore un altro militare Italiano.

Mi dissocio dalla Ventura, da Masi e dai servi del regime

Ricorderete tutti che qualche settimana fa Mauro Masi, Direttore Generale della RAI, telefonò in diretta a Michele Santoro nel corso della trasmissione Annozero per dissociarsi dalla stessa. Ieri è successo l’opposto, il suddetto tizio ha telefonato a Simona Ventura ne corso della tramissione “L’Isola dei Famosi” per non dissociarsi dal programma che a differenza di altri rispetta pienamente le regole aziendali.

Nel vedere la reazione di Simona Ventura (vera? finta?), nell’ascoltare le parole di Mauro Masi (Spiritoso? Provocatorio?), nel sapere chi c’è all’Isola dei Famosi (Raffaella Fico? Altre Papi-Girls?), Io mi dissocio da tutto ciò, mi dissocio da un servizio che dovrebbe essere pubblico e fa invece propaganda, mi dissocio da questi servi del regime.

P.S. ma Masi dice TeleAspettatori?

Update: Non avevo visto la parte della Papi Girl dedicata alla Fico, come si chiama tale operazione? Vi lascio anche questo video.

Scienze delle Comunicazioni e altre Amenità

Forse qualcuno di voi ancora non lo sa, ma il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca dell’attuale Governo, e Mariastella Gelmini, ha definito “Scienze delle Comunicazioni e altre amenità simili” dei corsi di laurea inutili.

Così il giorno dopo Simona Melani scrive una lettera al nostro caro ministro  in cui chiede il risarcimento danni poichè avendo conseguito la laurea seguendo gli studi di tale corso di laurea, naturalmente approvato dal suo ministero, risulterebbe truffata dallo stato.

Simona Melani ha tutto il mio appoggio, sicuramente quello di tutti i suoi colleghi e molto probabilmente quello della maggior parte di studenti universitari.
In Italia stanno riformando l’Università, ma forse paura della cultura o meno chi fa le riforme non conosce nemmeno l’argomento di cui parla.