Ma che grandi teste di cazzo!

Si parla di libertà digitali, democrazia digitale e puttanate varie e poi vogliono far morire i blog e i siti minori?

In pratica la legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.

Deve registrarsi al ROC chiunque faccia “attività editoriale”, non ci dovrebbero essere costi ma tante carte da compilare e quindi molta burocrazia.

Che succederà? Sarà applicabile la legge?

Firmate le petizioni:

Leggete ulteriori approfondimenti:

vi pregherei di segnalarmi qualsiasi notizia a riguardo!

Update: aggiunto il disegno di legge

Update #2: aggiunti un pò di blog che parlano della faccenda, sistemate le petizioni e aggiunta la lettera di Levi a Grillo

Update #3: il problema sembra rientrato: La legge sull’editoria non sarà nemica dei Blog?

22 thoughts on “Ma che grandi teste di cazzo!

  1. Aerys says:

    Guarda è uno scandalo.
    Sono sinceramente schifato da questa proposta di legge, che ritengo altmamente incostituzionale e priva di ogni fondamento logico.
    L’informazione è e deve essere libera, senza vincoli di controllo ove questi non siano necessari o richiesti.
    Io ho firmato. e spero che lo facciano tutti i blogger d’Italia.

  2. kalos says:

    Giù le mani dai Blog! *Inserito da admin il Ven, 19/10/2007 – 11:37*

    Come Vice Presidente del Partito Pirata, sono costretto a chiedere ancora
    una volta la vostra collaborazione per impedire che ci venga tolto ancora
    un’altro pezzo di democrazia e di libertà. Questa volta è a rischio niente
    meno che il diritto di esprimere la propria opinione attraverso il web ed i
    blog, così come sarebbe previsto dall’articolo 21 della Costituzione della
    Repubblica Italiana.

    *Col favore delle tenebre. No, anzi… delle ferie*

    In pieno Agosto 2007, mentre l’intero paese era in vacanza, il solerte
    Ricardo Franco Levi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha
    presentato un progetto di legge chiaramente concepito con il solo scopo di
    mettere la museruola a tutti coloro che intendono far sentire la voce della
    Società Civile attraverso il World Wide Web. La settimana scorsa, nel più
    assoluto silenzio, questo progetto di legge liberticida ha ottenuto
    l’approvazione del Consiglio dei Ministri, guidato da Romano Prodi. Ecco
    come ne ha dato la notizia Repubblica:

    ROMA – Consiglio dei ministri del 12 ottobre: il governo approva e manda
    all’esame del Parlamento il testo che vuole cambiare le regole del gioco del
    mondo editoriale, per i giornali e anche per Internet. E’ un disegno di
    legge complesso, 20 pagine, 35 articoli, che adesso comincia a seminare il
    panico in Rete. Chi ha un piccolo sito, perfino chi ha un blog personale
    vede all’orizzonte obblighi di registrazione, burocrazia, spese impreviste.
    Soprattutto teme sanzioni penali più forti in caso di diffamazione.

    [Da Repubblica del 19 Ottobre 2007]

    *Scherzetto o balzello?*

    La prima, e la più grave, conseguenza, di questo scherzo di Halloween del
    nostro amato Governo è un aumento iperbolico dei costi e delle complessità
    burocratiche necessari per mantenere in vita un qualunque sito web, compreso
    un blog personale. In pratica, chiunque volesse pubblicare qualunque cosa
    (anche le ricette della nonna) su un blog gratuito (come WordPress o
    Blogger) sarebbe comunque costretto a registrare la propria “testata
    giornalistica” presso il famigerato ROC (“Registro degli Operatori di
    Comunicazione”). Per chi non lo sapesse, il ROC è un database delle persone
    autorizzate dalla legge a parlare in pubblico, cioè qualcosa che esiste in
    due soli paesi al mondo: in Italia ed in Cina! Ecco come spiega quello che
    sta succedendo il quotidiano Repubblica:

    “Articolo 6 del disegno di legge. C’è scritto che deve iscriversi al ROC, in
    uno speciale registro custodito dall’Autorità per le Comunicazioni, chiunque
    faccia “attività editoriale”. L’Autorità non pretende soldi per
    l’iscrizione, ma l’operazione è faticosa e qualcuno tra i certificati
    necessari richiede il pagamento del bollo. Attività editoriale – continua il
    disegno di legge – significa inventare e distribuire un “prodotto
    editoriale” anche senza guadagnarci. E prodotto editoriale è tutto: è
    l’informazione, ma è anche qualcosa che “forma” o “intrattiene” il
    destinatario (articolo 2). I mezzi di diffusione di questo prodotto sono
    sullo stesso piano, Web incluso.”

    [Da Repubblica del 19 Ottobre 2007]

    Per legge, una “testata giornalistica” (come “Repubblica Online” o “Punto
    Informatico”) deve avere un suo Direttore Responsabile e deve essere
    pubblicata da una Società Editrice. Ovviamente, sia l’uno che l’altro
    vogliono essere pagati per il lavoro che svolgono e per le responsabilità
    (anche penali) che si accollano. Altrettanto ovviamente, *nessun blogger
    sarà mai in grado di coprire questi costi*. *Di conseguenza, la stragrande
    maggioranza dei blog gestiti da italiani sono destinati a chiudere*. Si noti
    che questo vale anche per i blog pubblicati in altre lingue e su altri
    mercati. Ciò che conta è infatti la residenza dell’autore.

    Questo disegno di legge potrebbe quindi riuscire in qualcosa che nemmeno il
    giverno Cinese è mai riuscito a mettere in atto: la cancellazione dei blog
    dalla faccia del pianeta. Incredibilmente, potrebbe riuscire in questa opera
    senza nemmeno varare una legge che affermi esplicitamente che gestire un
    blog è illegale. Una azione come questa, infatti, susciterebbe un coro di
    proteste. Il nostro amato Governo potrebbe riuscire in questa impresa
    semplicemente innalzando i costi di gestione di un blog ad un livello
    inaccettabile per gli autori. Un modo molto più sottile e meno appariscente
    di mettere in atto una delle più odiose forme di censura che si possano
    concepire.

    *Il porto d’armi per il Blog*

    Ma questo è solo uno degli effetti di questo progetto di legge. L’altro è
    che trasformando i blog in testate giornalistiche si trasformano i blogger
    in giornalisti *de facto* ed i loro reati da semplici maracechelle in reati
    penali di notevole peso. In particolare, il reato di diffamazione commesso
    da un blogger non sarebbe più “diffamazione semplice” ma “diffamazione a
    mezzo stampa”. La differenza in termini di anni di galera e di euro di danni
    da pagare al diffamato è notevole.

    In buona sostanza, chiunque volesse ancora dire la sua attraverso un blog
    dovrebbe agire con la stessa cautela di chi decide di portare un’arma sulla
    persona.

    *Le rassicurazioni di Mangiafuoco*

    Naturalmente, a fronte di un testo di questa gravità, steso *nero su bianco*,
    il Sottosegretario Levi sta spendendo una grande quantità di parole
    (vibrazioni dell’aria tra due persone) per rassicurare i blogger che “No,
    assolutamente! Non è nostra intenzione chiudere la bocca alla Società Civile
    ed ai dissidenti”. Ecco come riporta le rassicurazioni del sottosegretario
    il solito quotidiano “La Repubblica”:

    Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e padre
    della riforma, sdrammatizza: “Lo spirito del nostro progetto non è certo
    questo. Non abbiamo interesse a toccare i siti amatoriali o i blog
    personali, non sarebbe praticabile”.

    [Da Repubblica del 19 Ottobre 2007]

    Verba volant, scripta manent…

    *Ma è possibile una cosa del genere? O ci state prendendo in giro?*

    Giudicate voi stessi:

    “Testo della Proposta di Legge del 3 Agosto 2007” sul sito del Governo.

    Il Governo riforma l’editoria. Allarme in Rete.” La epubblica Online.

    Il Governo vara la Internet Tax.” da Punto Informatico.

    La nuova legge sull’editoria del Governo obbligherà tutti i blog e i siti a diventare testate giornalistiche” da Civile.it.

    *Che fare?*

    Si può fare qualcosa per contrastare questo ignobile progetto di censura,
    degno solo della più squallida delle dittature? Si, si può fare qualcosa. Ad
    esempio, si può spargere la voce. Si può far sapere all’intero paese (e, se
    possibile, al mondo intero) che un Governo che si autodefinisce di Sinistra,
    vicino al popolo e difensore della Libertà, sta cercando di cancellare
    l’intero “fenomeno blog” dal suo ramo di Internet.

    *Lo si può fare ripubblicando questo testo, così come lo trovate, sui vostri
    siti web, ovunque possibile.* Questo testo, infatti, contiene al suo interno
    un link a sé stesso. Ripubblicandolo su molti altri siti web si fa in modo
    che Google (ed altri motori di ricerca) lo innalzino nel loro punteggio
    (“rank”) e lo presentino tra i loro risultati migliori ogni volta che un
    internauta cerca il termine “blog”. In questo modo, chiunque sia
    interessato, anche marginalmente ai blog può essere raggiunto da questo
    grido di allarme. Per ripubblicare il testo, basta fare un copia&incolla.

  3. Stesso commento lasciato altrove:
    Prossimamente una legge prevederà che tutte le email passino per i server governativi dove saranno controllate e corrette da eventuali errori “ideologici” ma non da quelli ortografici. Poi un’altra farà lo stesso con la posta ordinaria, raccomandate, plichi e pacchi, infine si regolamenterà il contenuto dei pizzini. L’obbiettivo è arrivare ad una libertà di espressione totale equivalente a quella in vigore in Romania fino al 1989. Ce la faremo grazie ai consulenti della Soc. KGB p.A. di cui si serve il governo!

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  6. Pingback: Sodomie legislative : Sorelle d’Italia
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