Non so se la Mafia esiste, ma la ‘Ndrangheta si

Cara presunta ventenne (orgogliosamente gioiese),
tu che hai scritto a ZMedia, il giornale della Piana di Gioia Tauro più razzista che ci sia, tu che ieri sera hai visto il film tv “Solo” come me e tanti altri compaesani, vorrei che sapessi un poco di cose.
Sono Giuseppe Guerrasio, ho un nome, non mi chiamo ventenne, nè trentasettenne, che più si addice alla mia età. In una realtà libera il proprio nome lo si dice.
Sono un onesto lavoratore, lo sono da sempre, da quando ho avuto la maggiore età, e sono stato sempre una persona retta, non sono uno ‘ndranghetista, non sono un mafioso, non sono un delinquente, ma questo non significa che non esiste la deliquenza a Gioia Tauro, anzi, questa è la giustificazione che spesso si da: “non siamo tutti mafiosi”, però i mafiosi non li conosciamo nessuno, non esistono.

Vorrei dirti che la fiction “Solo”, andata in onda ieri su Canale 5, non vede protagonista Gioia Tauro, ma che è ambientata a Gioia Tauro, non so se rendo l’idea, ma è per farti capire il fine. Sai, l’ambientazione di un film, di una serie tv, si sceglie per esprimere un concetto, per rafforzare un’idea, per identificare un qualcosa. Immagina se ad esempio avessero girato “2001: Odissea nello Spazio” in un campo di calcio, oppure “Il Signore degli Anelli” in una Los Angeles moderna, insomma capirai che non sarebbe stato lo stesso no?

Ti dirò la verità, che sono d’accordo con te che vedere come siamo rappresentati non sia motivo d’orgoglio, anzi ancora peggio di te penso che un film ambientato nella piana di Gioia Tauro non è una cosa bellissima, tutt’altro, perchè alla fine si colgono solo cose negative. Ma non sono d’accordo con te su molte altre cose.

E’ vero, come dici tu, che Gioia Tauro non è la mafia, ma quando dici che la mafia è ovunque generalizzi e giustifichi quel che di mafia c’è qua. E’ vero che non tutti i cittadini gioiesi sono mafiosi di Calabria, ma è anche vero che a Gioia Tauro la ‘ndrangheta c’è, esiste, non la vedi magari, ma c’è. La ‘ndrangheta c’è da oltre cent’anni ormai ed è ben radicata.
E’ vero che quando vai fuori dal tuo paese per pochi Km vieni additato con frasi del tipo “Da voi c’è la mafia, tu sei un mafioso”, lo so bene, ho girato tanto in vita mia ed è accaduto anche a me, ma la mia risposta è stata “Si”, perchè da noi c’è la ‘ndrangheta. Solo che dopo aver risposto si sono stato la a spiegare che non si è tutti mafiosi, che è ben diverso dal supporre che la mafia sia ovunque. E’ anche vero che le attività delinquenziali vengono esportate dalla Calabria, perfino all’estero, ricorderai sicuramente la Strage di Duisburg.
E’ vero anche come dici tu che la mafia è ai vertici, ma parte dal basso, spesso parte da qua, ne sono la prova diverse sentenze, sono fatti non invenzioni, dei rapporti tra ‘ndrangheta e politica ci sono oltre 40 anni di fatti, oltre quaranta anni di realtà, a partire dai famosi Fatti di Reggio Calabria del 1969 ad arrivare all’ultima operazione Mammasantissima, tutto questo senza dimenticare implicazioni nel Caso Moro e l’Omicidio Ligato, giusto per dirne due importanti.

Dici che a Gioia Tauro i bambini non vengono uccisi, è vero, ma non dimentichiamoci che in altre realtà molto vicine si, ti ricordo solo in ultimo Cocò, ucciso a Cassano allo Jonio, ma anche il poco meno recente Dodò, ucciso a Crotone, per arrivare infine a Giuseppe Bruno, ucciso nella vicina Seminara, negli anni ’70, quando aveva soltanto 18 mesi. Tra l’altro, forse non avrai visto bene il film, il bambino non viene ucciso, per fortuna.

In merito al dialetto, hai pienamente ragione, a Gioia Tauro si parla dialetto Calabrese, cioè una delle tanti varianti, perchè sono tanti, ma immagino tu possa capire che nascono due esigenze: una dettata dalla produzione e dagli attori, una dal pubblico. Capirai così bene che gli attori non possono imparare i vari dialetti dei vari paesi presenti nel film, perchè come avrai notato sono nominati altri paesi e frazioni, come Taurianova, Cannavà, Palmi, Rosarno, e si saprai sicuramente anche che cambiano diverse parole e diverse espressioni. Inoltre forse non hai compreso bene che è una fiction, e qui ci tengo a precisarti che è una storia romanzata, cucita per fare ascolti in TV, non un documentario, contiene quindi elementi di fantasia, non reali, e non riprende fedelmente i nomi delle vie e le attività commerciali, quello che interessa ai produttori avere una storia un poco credibile, una storia banale se noti bene, in cui chi parla si esprime con un linguaggio che può essere compreso dagli spettatori, ecco il motivo per cui il dialetto sembra siciliano, e mi spiace deluderti ma siciliano non è.

E’ vero che al Porto di Gioia Tauro ci sono onesti lavoratori, tanti onesti lavoratori, e non mi è sembrato che siano stati dipinti tutti come malfattori, non ho visto disegnati tutti i padri di famiglia come mafiosi, però è innegabile il fatto che si fanno affari grossi in modo non pulito in quel posto, non sono pochi i sequestri di prodotti contraffatti o di carichi di cocaina che passano dal Porto di Gioia Tauro, né è un segreto il fatto che per anni sia stato pagato un kickback di un dollaro e cinquanta centesimi per ogni container trasbordato. Sono fatti, anche questi, purtroppo.

Io capisco quando dici che non è vero che le tue coetanee non possono  uscire con le amiche o indossare una gonna, ormai non è più così in nessun posto nella zona, e non siamo così trogloditi, ma forse non conosci tutta la realtà, perchè se non escono tu non le vedi e non lo sai, e in molti paesi limitrofi o comunque vicini succedono ancora le cose peggiori alle ragazze, se non lo sai o non le ricordi ti dico io due casi: Anna Maria Scarfò di San Martino e Chiara di Melito.

Sono convinto che Gioia Tauro abbia bisogno di rinascere, di risollevarsi, ma il primo modo per farlo è iniziare ad ammettere che la ‘ndrangheta esiste, che ci sono persone brave e cattive, che ci sono grandi lavoratori e grandi delinquenti. Probabilmente al Nord non sanno che il Sud non è solo quello, ma sono certo che se ci dipingono così è perchè quella è l’idea che diamo di noi. Magari dovremmo iniziare a rifiutare di lavorare in nero, ad abbassare la testa sempre, a giustificare ogni cosa, e dovremmo dire basta ad ogni sorpruso.
“Solo” è solo una fiction, ma la realtà non è poi tanto lontana.

Sono certo che la ‘ndrangheta esiste, che sia un problema prima di tutti nostro, e che io ne ho paura.

On Challenge di Econocom

Premiate le vostre idee con On Challenge

Avete idee innovative, siete creativi e pensate di poter cambiare con le vostre proposte le regole del gioco? Sognate ogni giorno come me un futuro diverso? Un futuro migliore, dove tutto sia più facile, semplice, sia tecnologico, innovativo, ma al tempo stesso abbia radici profonde e rappresenta voi stessi ed il vostro modo di essere? Il concorso On Challenge di Econocom fa per voi, ed è lo strumento giusto per far sentire la vostra voce!

On Challenge di Econocom

Dal 15 settembre al 15 novembre il contest On Challenge di Econocom permetterà a chiunque di proporre la propria idea tramite un elaborato che sia video, foto o testo. mostrando la vostra creatività e le vostri ispirazioni (e perchè no anche aspirazioni). In questo modo sarà possibile partecipare alla votazione della giuria di qualità composta sia da persone interne ad Econocom che esterne, come Melis di Radio24 e Gagliardi, Global Ecommerce, CRM, Digital e Social Director at OVS Group. Logicamente la scelta cadrà su quella che più si avvicina ed incarna gli ideali promotori del contest e la visione di Econocom.
Al vincitore di On Challenge andranno in premio le tecnologie Samsung più futuristiche esistenti che migliorano la vita in casa, a lavoro o nel tempo libero. Solo per citarne alcuni e capire che non ci ferma ai soliti premi c’è da notare che oltre ai classici Samsung Galaxy TAB A e Samsung Galaxy S7 Edge, ci sono ad esempio il diffusore MultiRoom R7, un TV Samsung Curve 27″, un sistema audio Home Cinema 5.1 3D, il Forno Multifunzione Samsung BQ15 ed il frigorifero Samsung RF24. Non i soliti regali appunto, ma tecnologie che migliorano davvero la vita, così come è l’intendo di On Challenge.

Alcuni dei premi di On Challenge di Econocom

Alcuni dei premi di On Challenge di Econocom

Il progetto nasce come detto sotto l’ala protettrice di Econocom,  Digital Transformation Designer che si occupa di progettazione, integrazione e finanziamento di innovazione, il tutto accelerando la trasformazione digitale delle aziende. Così grazie a questo partner sarà possibile trasformare semplici idee in esperienze di business reali con la possibilità di avviare una propria attitività e dare vita a qualcosa che migliori anche la vita delle persone.
Tutto questo si racchiude in un concetto specifico che ormai presenta Econocom al mondo, #thefutureison, il futuro che oggi è realtà partendo dal sogno di ieri.

Quindi volete ancora tenere per voi le vostre idee? Esprimete il vostro essere innovatori e partecipare a #OnChallenge!

Buzzoole

Assetto Corsa - Parco Auto in Pista

Assetto Corsa arriva su Console (Playstation 4 e Xbox One)

La mia ragazza dice di essere fortunata perchè non ha un ragazzo patito di Calcio, ma di videogiochi. Insomma, in effetti ha ragione, amo da sempre le console di gioco e sono possessore di una Playstation 4, console next-gen (ormai current dovremmo dire) per cui da poco tempo, insieme alla Xbox One, è arrivato il videogame Assetto Corsa, simulazione di corse automobilistiche ben fatta e con alcune caratteristiche molto interessanti.

Assetto Corsaè un simulatore di guida con diverse peculiarità, in primis la precisione e la ricerca della perfezione, lavoro fatto veramente bene dalla Kunos Simulazioni, sviluppatore del videogioco pubblicato da 505 Games. Il tutto parte da uno sviluppo che va al di la del gioco, ma come già detto è una simulazione in tutto e per tutto, molto realistica, tanto che gli stessi sviluppatori realizzano modelli di simulazione utilizzati da numerosi marchi automobilistici.

Assetto Corsa - Interno Auto

Assetto Corsa – Interno Auto

La qualità del gioco, che di fatto innalza lo standard ad un livello superiore, ha una ricerca fanatica del realismo in pista, portando con se una accuratezza millimetrica in ogni aspetto del gioco, sia per la accurata simulazione della guida delle vetture, sia per i tracciati ricostruiti con misurazioni al laser. Inoltre anche i modelli di automobili presenti, oltre 80 dei più disparati produttori e allestitori: come ad esempio Fiat con i modelli Abarth, Ferrari, Audi, BMW, Lamborghini, Nissan, Lotus, solo per citane alcuni; tutti i modelli, di diverse categorie: classiche, supercar, gran turismo, etc; sono ricostruiti esattamente come gli originali, sia nelle caratteristiche estetiche, che nella gestione del controllo e delle prestazioni, sviluppate grazie ai dati reali e alle telemetrie forniti dai produttori.

Per quello che riguarda i tracciati di corsa, ad oggi si hanno a disposizione 18 circuiti famosi, storici e leggendari, come ad esempio l’Autodromo di Monza, sia nella versione rinnovata che in quella storica, il Red Bull Ring, Il Circuito Enzo e Dino Ferrari – di Imola, il Circuito del Mugello, Nurburgring, e l’Autodromo ACI di Vallelunga, che tra l’altro è il posto dove Kunos Simulazioni ha la sede e dove riesce giornalmente a lavorare al miglioramento di Assetto Corsa. Tutti questi circuiti si presentano in diverse configurazioni, per un totale di 37 diverse possibili esperienze.

Assetto Corsa - Ferrari in Pista

Assetto Corsa – Ferrari in Pista

Tutto questo Assetto Corsa lo arricchisce con una cura della grafica a livelli eccelsi, così come la resa grafica maniacale dello stato degli pneumatici nel loro deterioramento e consumo, da personalizzazioni dei veicoli che permettono al giocatore di definire al meglio la propria esperienza di guida, modificando la maneggevolezza e il controllo di qualsiasi veicolo disponibile che rappresenti il proprio stile al volante, il tutto condito da un set completo di modalità di corsa in singolo e multigiocatore.

Insomma, a me è venuta la voglia di andare a fare un giro con Assetto Corsa sulla mia Playstation 4. Voi cosa aspettate?

Buzzoole

Re-Boot Open-F@b Call4ideas2016

Re-Boot Open-F@b Call4ideas2016: le vostre idee per l’innovazione dell’Insurance

Migliorare le esperienze dei clienti nel mondo assicurativo grazie a servizi digitali, uso innovativo dei social network e utilizzo di logiche di gaming, in ambito di protezione della famiglia, della casa, della salute e della mobilità,il tutto tramite idee, progetti e prototipi, è questo lo scopo del Workshop Re-Boot Open-F@b 2016, organizzato da BNP PARIBAS CARDIF in collaborazione con InsuranceUp,  che si terrà il il 13 settembre 2016, nell’ambito del contest paneuropeo OPEN-F@B Call4Ideas 2016.

Re-Boot Open-F@b Call4ideas2016

Re-Boot Open-F@b 2016  è aperto a tutti gli interessati alla call e al tema,  nel corso del Workshop ci sarà la possibilità di approfondire quella che è la visione di BNP PARIBAS CARDIF, inoltre grazie alla presenza e l’ausilio di autorevoli ospiti si potranno capire meglio le diverse sfaccettature della customer experience sui quali gli operatori dell’Insurance si sfideranno.
In un programma che prevede tra l’altro una tavola rotonda dal titolo Innovare la customer experience nell’ambito assicurativo, ci sarà spazio per ascoltare e confrontarsi con diverse figure, nei lavori diretti da Giovanni Iozzia, Direttore Responsabile di Economyup e Insuranceup.it, si succederanno personalità come l’Amministratore Delegato di BNP Paribas Cardif Isabella Fumagalli, e i vincitori delle due precedenti edizioni di OPEN-F@B Call4Ideas 2016, il CEO di Sinapsi Massimo Valeri e ed il CEO di Amodo Marijan Mumdziev.

La cosa vi ispira? Volete essere parte attiva del Workshop Re-Boot Open-F@b Call4ideas2016 del 13 settembre? Pensate di avere delle idee per migliorare l’esperienza dei clienti in ambito insurance? Dite la vostra,  iscrivetevi subito! Ricordate che per la partecipazione al contest avrete tempo fino al 17 ottobre 2016.

Buzzoole

App Western Union

Con l’App Western Union trasferimento di soldi facile

Soldi, Soldi, Soldi cantavano i Litfiba, nell’ormai lontano 1993, non pensando sicuramente a come sarebbe cambiato il modo di usarli oggi, mai avrebbero pensato a Bitcoin, monete virtuali e pagamenti elettronici, e sicuramente non avrebbero potuto immaginare all’epoca come i metodi di pagamento sarebbero arrivati allo stato attuale, in un mondo dove il mobile domina su tutto.

Oggi sono sempre più diffuse le APP Mobile per i pagamenti elettronici,  ed anche Western Union, leader mondiale nei servizi di pagamento, ha da poco lanciato in Italia l’App Western Union,  il nuovo prodotto che consente ai consumatori italiani di inviare denaro in maniera semplice e comoda grazie ad una variegata offerta di soluzioni di pagamento, tra cui carte di credito e prepagate.
Con  l’App Western Union il processo di pagamento diventa più breve e semplifica l’esperienza di chi lo utilizza, dando all’utente la possibilità di accedere velocemente a transazioni passate e scegliere i destinatari dalla rubrica del proprio smartphone o tablet, oltre ad avere la funzionalità innovativa di scansione dei dettagli delle carte di credito o carta prepagate ed infine accedere all’app con l’impronta digitale ID.

App Western Union
Le possibilità di utilizzo del denaro sono molteplici, il consueto ritiro presso una delle oltre 500.000 agenzie di Western Union nel mondo, oppure inviato direttamente su un conto corrente bancario o un mobile wallet, in base alla disponibilità di questi canali nel Paese del destinatario.

I vantaggi nell’utilizzo dell’app sono molteplici:

  1. RISPARMIO: non esiste alcun costo di commissione ed anche il tempo di invio del denaro è ridotto.
  2. TANTI MODI DI INVIARE E RICEVERE: i modi per inviare e ricevere sono davvero tanti, nel primo caso si può utilizzare una carta prepagata, una carta di credito, un conto bancario, nel secondo caso si possono ricevere direttamente su conto bancario (quasi a 2 miliardi di conti bancari coperti), mobile wallet, in contanti.
  3. FACILITA’ DI UTILIZZO – CONTANTI CON UN CLICK: grazie alla sua semplicità e all’interfaccia intuitiva, si riesce con facilità a trasferire denato, molto più facilmente e velocemente di un bonifico bancario via internet.
  4. COMODITA’: l’app si muove con voi e si può usare dappertutto ed in qualsiasi momento, basta avere il vostro device e la connessione ad internet.

Buzzoole

dark-puzzle

Discesa e Incastro

E quando dalla terra dei demoni misi piede sulla terrà ci fu una cosa che imparai ad ascoltare. Il suono del mio respiro.
Ho pochi ricordi di ciò che ero prima.
Non ricordo il mio primo respiro, non ricordo quando ho avuto la vita, non ricordo la prima luce.
Ma ricordo perfettamente ogni mio ultimo respiro, lo ascolto, vedo la vita appena passata, scorgo il buio.

Quello che mi piace è il vuoto. Mi piace il senso del nulla. Mi piace che tra me e il mondo ci sia distanza, mi piace che tra noi due ci sia niente.

Amo non essere qui, essere lontano da tutti voi. Essere negli spazi giusti tra quello che vi conforma e quello che vi differenzia, tra quello che non avete e quello che volete, tra ciò che siete e ciò che immaginate di essere.

Per il resto odio tutto. Odio tutti. E Odio ogni vostro nome.

Da quando ho fatto il mio primo sorriso non ricordo i miei Si, quasi nessuno.
I No li ricordo tutti. Ricordo ogni volta che ho girato le spalle, ogni volta che ho sorriso, ogni volta che ho abbassato la testa. Ogni No.

Dello spazio che esiste tra le due parole, si – no, ne sono affascinato, da tutto quello che in mezzo non c’è. Mi piace il vuoto. Mi piace quel vuoto. Mi piace il vuoto che può esserci tra le scelte.

Rincorro la libertà che viene dalle scelte, quella veloce e sfuggente realtà che si pone davanti, oscurata da un velo che non ti dice mai cos’è.

Nel buio mi riconosco, senza guardarmi, senza toccarmi, senza ascoltarmi, senza odorarmi. Sono l’unico che sa riconoscermi così. Sono l’unico che riesco a riconoscere così.

Dal mio ultimo sorriso penso solo che ad occhi aperti sorrido meglio.

Pensavo a quel semplice, umano desiderio di trovare chi ci assomiglia, chi guardandolo riflette noi stessi almeno in parte, per stabilire un legame, e per accorgerci nel profondo del nostro cuore, che non siamo soli.

Vedevo quella storia delle legature, degli incroci, delle mandate doppie e dei pezzi di puzzle.
Scoprivo la differenza tra agganciarsi e incastrarsi.

Guardavo le persone in giro, vedevo come molti cercavano qualcosa per cui stare meglio e qualcuno per cui stare peggio. O Viceversa.

La ricerca, quello è, nella vita cerchi sempre, anche se non lo sai, ed il senso lo sappiamo tutti ormai, non è quello che raggiungi, ma è quello che vivi, le strade che percorri, le scelte che fai, le persone cui passi sopra, le mani che porgi per alzare qualcuno, il tuo corpo e la tua mente che si ergono a difesa di chi ne ha bisogno.

Quello che fai, cioè che dice chi sei, ti da la forma, ed è così che mentre giri le spalle e torni nella terra dei demoni, sei me, e incontri chi si incastra con te e forma il disegno da colorare affinchè il buio diventi luce.

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StarCasinò: Quando Tecnologia e Casinò si uniscono

Cosa succede quando il Casinò si unisce alla Tecnologia? Arriva StarCasinò e diventa tutto veramente divertente!

StarCasinò è una offerta di giochi da casinò molto ampia, con quasi 100 slot, oltre a giochi da tavolo, roulette, black jack e video poker, oltre ad essere entusiamante ed al contempo affidabile e sicura. Forza aggiunta dello stesso è la forte vocazione all’intrattenimento e e al gioco live.
Un grosso punto di forza per StarCasinò è la funzionalità  Salon Privé, novità ed esclusiva assoluta per il territorio italiano, che da la possibilità di giocare  in diretta da i tavoli di Roulette e Blackjack dal casinò di Oracle a Malta, come se si fosse presenti sul posto ma con la comodità di essere a casa propria.

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L’esperienza utente con StarCasinò è sempre premiata ed in diversi modi, innanzitutto grazie all’interazione di gioco personalizzata, fornita dall’analisi automatizzata di big data, che in base ai propri interessi ed al proprio comportamento propone sempre il meglio per il giocatore. Inoltre è da sottolineare l’alto profilo tecnologico anche per l’interfaccia utente, che si propone in diversi modi, oltre all’ormai onnipresente sito web responsive è fornita anche una  App per iOS, dei generici Giochi Touch per mobile, il Real Live Casinò in streaming HD.

Personalmente tutto ciò mi ha incurisioto e non poco, voi cosa aspettate ad andare a provare StarCasinò?

Buzzoole

Whatsapp - Crittografia End-To-End

Non hai niente da nascondere? Probabilmente la crittografia ti serve lo stesso

Ieri WhatsApp ha introdotto nel suo client la crittografia end-to-end, oggi uno dei discorsi che ho letto di più su Facebook è stato qualcosa riassumibile nella frase “Se non hai nulla da nascondere, nulla di cui vergognarti o rammaricarti, perché hai bisogno di proteggerti? Se non hai niente da nascondere non hai nulla da temere“. Non so voi, ma io ho un pensiero ben definito in merito ed è un concetto che è addirittura oltre la privacy, si chiama libertà, e a me le persone che la pensano in quel modo fanno paura.

Partiamo da un assunto che ho fatto mio ormai da un un decennio e mezzo almeno: “Non ho niente da nascondere si chiama onestà, non ho niente da voler mostrare si chiama libertà“, e ragioniamo intorno a questo discorso. Non voler che chiunque con mezzi minimi possa leggere una conversazione non significa obbligatoriamente voler nascondere qualcosa, ma magari è solo avere un minimo di rispetto per se stessi.

Innanzitutto facendo riferimento ai quattro punti pubblicati qualche anno fa da Falkvinge ricordiamo alcune cose:

Le regole possono cambiare

Il fatto che vi siano delle leggi che condividiamo e rispettiamo non sta a significare che queste un giorno non possano cambiare o che alcune di cui non siamo a conoscenza possano venire applicate. E’ vero che bisogna prevenire, ma in diversi lati bisogna che ciò accada, bisogna prevenire un reato, ma anche un abuso, ed un controllo oggi ritenuto accettabile deve essere valutato in relazione l’utilizzo che un potere peggiore potrebbe farne domani.
Parlando concretamente con un esempio, facciamo un rapido ripasso storico-leglistavio,  andiamo al 1860 quando con il Codice Napoleonico in Italia, escluso l’ex Regno delle Due Sicilie, l’omosessualità era praticamente diventato un reato punibile per legge, reato che nel 1887 con il Codice Zanardelli viene esteso in tutta Italia. Durante il Fascismo il Codice Rocco del 1930, nonostante le intenzioni di pena, non toccò direttamente gli omosessuali, seppur il reato continuava ad essere punito come forma di immoralità. Da notare che il Codice Rocco è quello che sostanzialmente tutt’oggi è il Codice di Procedura Penale in vigore e gli anni di dominio della Democrazia Cristiana non ci hanno certo aiutato a migliore la situazione. Diciamo che nel corso degli anni si è evitato sempre di sistemare la situazione, piano piano riducendo le pene, ma non con poche difficoltà siamo arrivati alle Unioni Civili dei giorni nostri.
La domanda che sorge ora è se un Gasparri qualsiasi domani dovesse essere capo del governo e con la sua ipotetica coalizione in netta maggioranza decidesse di fare un ritorno al passato e bandire l’omosessualità, cosa succederebbe? Le conversazioni pubbliche che fino a ieri erano considerate normali, senza niente da nascondere di colpo diventano illegali, vergognose, e cosa succederà allora?

Non sei tu a decidere se hai qualcosa da temere

Non tocca a noi stabilire se siamo colpevoli o meno, non è il nostro pensiero che decide se siamo immacolati o meno. Sempre con un esempio concreto, io potrei conoscere un sabato sera una ragazza, che dal lunedì al venerdì fa la prostituta di alto borgo (si dice escort no?), non sapendo di tale cosa decido di scambiarmi il numero di telefono e di sentirla, perchè mai dovrei essere spiato per una colpa che non ho? Eppure secondo le autorità potrei essere un adescatore o un pappone.
E’ qui il difficile diventa capire il limite tra legalità e conservazione, diventerù un auto-censurarsi per istinto e necessità.

Le leggi devono essere violate dalla società affinchè essa progredisca

Devo dire la verità, detto così è brutto, sembra una spinta al compiere reati, però ricordiamolo, e non sono io a dirlo ma una serie infinita di filosofi e sociologhi, che una società che rispetta sembpre le regole e non le cambia mai è una società ferma. Se partiamo dall’assunto che siamo nel giusto e non dobbiamo preoccuparci di nulla, allora è abbastanza ovvio anche che tutti i criminali debbano essere carcerati, però sorge il problema del diritto morale. Insomma sempre per andare sul concreto, torniamo all’esempio del primo punto, come detto l’omosessualità era reato, quindi se uno fosse nato omosessuale sarebbe stato un criminale per nascita e sarebbe stato rinchiuso facilmente, senza fondamentalmente alcuna colpa. Ancora di più è da notare che i gruppi che combattevano per i diritti omosessuali sarebbe stati facilmente repressi, e così come per tanti altri gruppi che hanno lottato per tanti altri diritti, se vai contro la legge sei un criminale, se sei in gruppo diventi criminalità organizzata, non importa se sia giusto o meno, se sia morale o immorale, sei da rinchiudere. Se la sorveglianza odierna fosse esistita negli anni ’50, ’60, ’70, forse ancora oggi gli omosessuali sarebbero criminali, le donne non avrebbero diritto al voto, etc etc. A volte infrangere la legge può significare solo metterla in discussione.

La privacy è un bisogno umano fondamentale

La privacy è un bisogno umano basilare, è una caratteristica che fa parte della natura umana, anche dei disonesti. Ad esempio chiudere la porta quando si va in bagno è una questione di esigenza, di intimità, di istinto, la società dovrebbe rispettare questa cosa. Se la società ci priva della privacy allora vi sono i sotterfugi, non è il bisogno primario che si annulla, è solo un metodo elusivo che si trova.

Vogliamo davvero un Grande Fratello?

Basterebbero già questi quattro punti a farci dire che Non avere niente da nascondere non significa non avere niente da temere, basterebbe questo a farci pensare che forse avere una telecamera che ci guarda in ogni momento, modello Grande Fratello, non è proprio il massimo, oppure a dire che si, la cifratura su WhatsApp è necessaria. Però vediamo altri punti che potrebbero convincerci sul perchè la end-to-end encryption su Whatsapp è cosa buona.

Scambiare messaggi comporta problemi

Lo scambio di messaggi tra un mittente ed un ricevente potrebbe portare a diversi problemi, che su internet possono essere amplificati: l’intercettazione del messaggio, la modifica del messaggio, l’impersonificazione di terzi, il ripudio di potestà del messaggio.

  • L’intercettazione del messaggio, che per molti sembra il motivo unico della crittografia, è nota e non è altro che la lettura del contenuto del messaggio da parte di terzi.
  • La modifica del messaggio è quell’azione che tra il mittente ed il ricevente altera il contenuto del messaggio.
  • l’impersonificazione di terzi è la pratica di inviare messaggi sotto falso nome, come se chi invia il messaggio fosse realmente il mittente.
  • Il ripudio di potestà del messaggio è infine il classico “non sono stato io”, cioè l’atto del negare l’invio del messaggio nonostante lo si abbia fatto.

E’ immediato comprendere che questi quattro punti possono accadere insieme in diversi modi ed è facile capire che bisogna trovare una soluzione. In questo caso la crittografia ci viene in aiuto.

La Crittografia: soluzione ai problemi di scambio dei messaggi

Come detto è facile capire che la crittografia possa aiutarci nel primo caso, lo è un poco meno negli altri, ma vediamo quale aiuto fornisce nel dettaglio.

  • Un messaggio crittografato da una ragionevole certezza che non sia stato letto da terzi durante la trasmissione dando confidenzialità al messaggio stesso e aumentando la riservatezza e quindi la privacy dei soggetti interessati.
  • In un canale crittografato ci è una ragionevole certezza che nessuno lo abbia alterato, garantendo così l’integrità del messaggio.
  • Se vi è un canale sicuro e certo l’autenticazione ci garantisce per certo che un messaggio provenga realmente dal mittente da cui noi crediamo provenga.
  • Il non ripudio infine da la certezza che il mittente non possa negare di aver inviato un messaggio poichè lascia una traccia ovvia ed è riconoscibile tramite impronta.

 

La tua privacy è anche quella degli altri

Non so se vi siete convinti o meno, se non basta tutto questo credo che difficilmente ve ne convincerete, ma infine una cosa voglio aggiungerla.
Tu, tu che mi stai leggendo, tu che dialoghi con me e magari non ti preoccupi della tua di privacy, ci pensi che nel momento in cui scambi un messaggio con me, rinunciando alla tua riservatezza, molto probabilmente stai aiutando altri a violare la mia privacy e sei il primo a non rispettare la mia scelta di riservatezza??

Space Mag

Arriva Star Observer, il Telescopio Digitale di De Agostini

Non so bene il motivo, probabilmente non esiste, ma in questo periodo mi stanno tornando a portata di mano molte delle cose che mi incuriosivano da bambino, tra l’altro con la possibilità di realizzare un piccolo sogno, di cui magari vi parlerò separatamente. E’ un poco come ha insegnato Paulo Coelho che Tutto l’universo cospira affinché chi lo desidera con tutto se stesso possa riuscire a realizzare i propri sogni, e proprio a proposito di  universo, in quest giorni mi è capitato di imbattermi in Star Observer di De Agostini, un telescopio a controllo digitale da costruire passo a passo che permetterà di avventurarsi nell’osservazione dello spazio.

Il Telescopio Star Observer

Il Telescopio Star Observer

Star Observer di De Agostini è molto di più di un sempice telescopio, è una vera e propria collezione costituita sia dal telescopio da montare che da 70 fascicoli monografici illustrati in modo molto ricco e che parlano un linguaggio scientifico semplice e accessibile con il quale descrivono uno specifico oggetto o fenomeno celeste.
Caratteristica molto importante è che i movimenti del telescopio sono controllabili tramite l’app Star Observer, disponibile sia per Android che per iOS, attraverso la quale sarà inoltre possibile riconoscere e dirigere le osservazioni verso oltre 3000 oggetti celesti.
Infine oltre al telescopio da costruire, ai fascicoli caertacei e alla app, De Agostini presenta anche SPACE MAG, il nuovo magazine digitale con il quale avere lo spazio sempre a portata di mano, informazioni, novità,  notizie, curiosità, video e immagini, ad ogni uscita.

Logicamente Star Observer si trova in edicola, ma sarà possibile anche abbonarsi online con lo sconto del 66%, oltre che le prime tre uscite a prezzo ridotto e due piccoli regali (un power bank per ricaricare lo smartphone e la sacca porta-telescopio), un’offerta da non sottovalutare! Cosa aspettate? Abbonatevi subito!

 

Buzzoole

Telepass - Libertà in Movimento

Con Telepass la vita dell’automobilista diventa facile

Ricordo quando ero bambino e viaggiavo spesso con i miei genitori dalla Calabria alla Campania ed ero molto curioso, in particolare durante quei viaggi ero affascinato dal Telepass, questo strumento che magicamente ti permetteva di evitare le file ai caselli autostradali.
All’epoca il Telepass era un apparecchio per pochi privilegiati, ad oggi le cose sono cambiate, si parla di ben 9 milioni di utilizzatori, praticamente è diventato un compagno di viaggio per un quarto degli automobilisti italiani, tutto questo perché riesce a semplificare mobilità e spostamenti e al contempo offre servizi semplici e innovativi che permettono di risparmiare tempo non solo in autostrada ma anche in città.
Così con Telepass gli spostamenti sono semplici e veloci, con gli addebiti posticipati e senza costi aggiuntivi. Infine, è possibile conoscere stato e rendicontazione online delle soste, transiti e accessi tramite l’area riservata del sito telepass.it o tramite app.

Telepass - Libertà in Movimento

Telepass – Libertà in Movimento

Ad oggi Telepass non è più un prodotto di nicchia, non solo grazie al costo irrisorio di 1,26€ al mese, che è veramente alla portata di tutti ed è invariato dal 1996, ma soprattutto per la possibilità senza alcun costo aggiuntivo di usufruire di diversi servizi, in particolare:

  • il pagamento del pedaggio in autostrada transitando, su corsie dedicate, senza fermarsi al casello e senza necessità alcuna di ritirare il biglietto, praticamente un passaggio trasparente;
  • il pagamento della sosta nei principali parcheggi italiani convenzionati, presenti in molti aeroporti, stazioni, città e fiere, anche in questo caso senza la necessità di ritirare il biglietto e senza dover accedere alle casse per il pagamento, evitando le code sia in ingresso che in uscita;
  • il pagamento della sosta anche sulle strisce blu di molte città convenzionate, grazie al servizio gratuito Telepass Pyng dal proprio smartphone. Tra l’altro con servizi aggiuntivi come la possibilità di prolungare la sosta o di interrompere la sosta in anticipo senza pagare il tempo non utilizzato;
  • il pagamento dell’accesso all’area C di Milano, attivando preventivamente il servizio sulle targhe abbinate al Telepass;
  • l’acquisto e il ritiro del biglietto per il traghettamento sullo stretto di Messina, senza passare dalla biglietteria, utilizzando la pista Telepass dedicata.

Ogni giorno i servizi Telepass si evolvono, per essere sempre aggiornati basta consultare il sito o la pagina Facebook.
Io, ormai, sono affezionato a Telepass, voi?

 

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