Discesa e Incastro

E quando dalla terra dei demoni misi piede sulla terrà ci fu una cosa che imparai ad ascoltare. Il suono del mio respiro.
Ho pochi ricordi di ciò che ero prima.
Non ricordo il mio primo respiro, non ricordo quando ho avuto la vita, non ricordo la prima luce.
Ma ricordo perfettamente ogni mio ultimo respiro, lo ascolto, vedo la vita appena passata, scorgo il buio.

Quello che mi piace è il vuoto. Mi piace il senso del nulla. Mi piace che tra me e il mondo ci sia distanza, mi piace che tra noi due ci sia niente.

Amo non essere qui, essere lontano da tutti voi. Essere negli spazi giusti tra quello che vi conforma e quello che vi differenzia, tra quello che non avete e quello che volete, tra ciò che siete e ciò che immaginate di essere.

Per il resto odio tutto. Odio tutti. E Odio ogni vostro nome.

Da quando ho fatto il mio primo sorriso non ricordo i miei Si, quasi nessuno.
I No li ricordo tutti. Ricordo ogni volta che ho girato le spalle, ogni volta che ho sorriso, ogni volta che ho abbassato la testa. Ogni No.

Dello spazio che esiste tra le due parole, si – no, ne sono affascinato, da tutto quello che in mezzo non c’è. Mi piace il vuoto. Mi piace quel vuoto. Mi piace il vuoto che può esserci tra le scelte.

Rincorro la libertà che viene dalle scelte, quella veloce e sfuggente realtà che si pone davanti, oscurata da un velo che non ti dice mai cos’è.

Nel buio mi riconosco, senza guardarmi, senza toccarmi, senza ascoltarmi, senza odorarmi. Sono l’unico che sa riconoscermi così. Sono l’unico che riesco a riconoscere così.

Dal mio ultimo sorriso penso solo che ad occhi aperti sorrido meglio.

Pensavo a quel semplice, umano desiderio di trovare chi ci assomiglia, chi guardandolo riflette noi stessi almeno in parte, per stabilire un legame, e per accorgerci nel profondo del nostro cuore, che non siamo soli.

Vedevo quella storia delle legature, degli incroci, delle mandate doppie e dei pezzi di puzzle.
Scoprivo la differenza tra agganciarsi e incastrarsi.

Guardavo le persone in giro, vedevo come molti cercavano qualcosa per cui stare meglio e qualcuno per cui stare peggio. O Viceversa.

La ricerca, quello è, nella vita cerchi sempre, anche se non lo sai, ed il senso lo sappiamo tutti ormai, non è quello che raggiungi, ma è quello che vivi, le strade che percorri, le scelte che fai, le persone cui passi sopra, le mani che porgi per alzare qualcuno, il tuo corpo e la tua mente che si ergono a difesa di chi ne ha bisogno.

Quello che fai, cioè che dice chi sei, ti da la forma, ed è così che mentre giri le spalle e torni nella terra dei demoni, sei me, e incontri chi si incastra con te e forma il disegno da colorare affinchè il buio diventi luce.

StarCasino Roulette

StarCasinò: Quando Tecnologia e Casinò si uniscono

Cosa succede quando il Casinò si unisce alla Tecnologia? Arriva StarCasinò e diventa tutto veramente divertente!

StarCasinò è una offerta di giochi da casinò molto ampia, con quasi 100 slot, oltre a giochi da tavolo, roulette, black jack e video poker, oltre ad essere entusiamante ed al contempo affidabile e sicura. Forza aggiunta dello stesso è la forte vocazione all’intrattenimento e e al gioco live.
Un grosso punto di forza per StarCasinò è la funzionalità  Salon Privé, novità ed esclusiva assoluta per il territorio italiano, che da la possibilità di giocare  in diretta da i tavoli di Roulette e Blackjack dal casinò di Oracle a Malta, come se si fosse presenti sul posto ma con la comodità di essere a casa propria.

StarCasino Roulette

L’esperienza utente con StarCasinò è sempre premiata ed in diversi modi, innanzitutto grazie all’interazione di gioco personalizzata, fornita dall’analisi automatizzata di big data, che in base ai propri interessi ed al proprio comportamento propone sempre il meglio per il giocatore. Inoltre è da sottolineare l’alto profilo tecnologico anche per l’interfaccia utente, che si propone in diversi modi, oltre all’ormai onnipresente sito web responsive è fornita anche una  App per iOS, dei generici Giochi Touch per mobile, il Real Live Casinò in streaming HD.

Personalmente tutto ciò mi ha incurisioto e non poco, voi cosa aspettate ad andare a provare StarCasinò?

Buzzoole

Whatsapp - Crittografia End-To-End

Non hai niente da nascondere? Probabilmente la crittografia ti serve lo stesso

Ieri WhatsApp ha introdotto nel suo client la crittografia end-to-end, oggi uno dei discorsi che ho letto di più su Facebook è stato qualcosa riassumibile nella frase “Se non hai nulla da nascondere, nulla di cui vergognarti o rammaricarti, perché hai bisogno di proteggerti? Se non hai niente da nascondere non hai nulla da temere“. Non so voi, ma io ho un pensiero ben definito in merito ed è un concetto che è addirittura oltre la privacy, si chiama libertà, e a me le persone che la pensano in quel modo fanno paura.

Partiamo da un assunto che ho fatto mio ormai da un un decennio e mezzo almeno: “Non ho niente da nascondere si chiama onestà, non ho niente da voler mostrare si chiama libertà“, e ragioniamo intorno a questo discorso. Non voler che chiunque con mezzi minimi possa leggere una conversazione non significa obbligatoriamente voler nascondere qualcosa, ma magari è solo avere un minimo di rispetto per se stessi.

Innanzitutto facendo riferimento ai quattro punti pubblicati qualche anno fa da Falkvinge ricordiamo alcune cose:

Le regole possono cambiare

Il fatto che vi siano delle leggi che condividiamo e rispettiamo non sta a significare che queste un giorno non possano cambiare o che alcune di cui non siamo a conoscenza possano venire applicate. E’ vero che bisogna prevenire, ma in diversi lati bisogna che ciò accada, bisogna prevenire un reato, ma anche un abuso, ed un controllo oggi ritenuto accettabile deve essere valutato in relazione l’utilizzo che un potere peggiore potrebbe farne domani.
Parlando concretamente con un esempio, facciamo un rapido ripasso storico-leglistavio,  andiamo al 1860 quando con il Codice Napoleonico in Italia, escluso l’ex Regno delle Due Sicilie, l’omosessualità era praticamente diventato un reato punibile per legge, reato che nel 1887 con il Codice Zanardelli viene esteso in tutta Italia. Durante il Fascismo il Codice Rocco del 1930, nonostante le intenzioni di pena, non toccò direttamente gli omosessuali, seppur il reato continuava ad essere punito come forma di immoralità. Da notare che il Codice Rocco è quello che sostanzialmente tutt’oggi è il Codice di Procedura Penale in vigore e gli anni di dominio della Democrazia Cristiana non ci hanno certo aiutato a migliore la situazione. Diciamo che nel corso degli anni si è evitato sempre di sistemare la situazione, piano piano riducendo le pene, ma non con poche difficoltà siamo arrivati alle Unioni Civili dei giorni nostri.
La domanda che sorge ora è se un Gasparri qualsiasi domani dovesse essere capo del governo e con la sua ipotetica coalizione in netta maggioranza decidesse di fare un ritorno al passato e bandire l’omosessualità, cosa succederebbe? Le conversazioni pubbliche che fino a ieri erano considerate normali, senza niente da nascondere di colpo diventano illegali, vergognose, e cosa succederà allora?

Non sei tu a decidere se hai qualcosa da temere

Non tocca a noi stabilire se siamo colpevoli o meno, non è il nostro pensiero che decide se siamo immacolati o meno. Sempre con un esempio concreto, io potrei conoscere un sabato sera una ragazza, che dal lunedì al venerdì fa la prostituta di alto borgo (si dice escort no?), non sapendo di tale cosa decido di scambiarmi il numero di telefono e di sentirla, perchè mai dovrei essere spiato per una colpa che non ho? Eppure secondo le autorità potrei essere un adescatore o un pappone.
E’ qui il difficile diventa capire il limite tra legalità e conservazione, diventerù un auto-censurarsi per istinto e necessità.

Le leggi devono essere violate dalla società affinchè essa progredisca

Devo dire la verità, detto così è brutto, sembra una spinta al compiere reati, però ricordiamolo, e non sono io a dirlo ma una serie infinita di filosofi e sociologhi, che una società che rispetta sembpre le regole e non le cambia mai è una società ferma. Se partiamo dall’assunto che siamo nel giusto e non dobbiamo preoccuparci di nulla, allora è abbastanza ovvio anche che tutti i criminali debbano essere carcerati, però sorge il problema del diritto morale. Insomma sempre per andare sul concreto, torniamo all’esempio del primo punto, come detto l’omosessualità era reato, quindi se uno fosse nato omosessuale sarebbe stato un criminale per nascita e sarebbe stato rinchiuso facilmente, senza fondamentalmente alcuna colpa. Ancora di più è da notare che i gruppi che combattevano per i diritti omosessuali sarebbe stati facilmente repressi, e così come per tanti altri gruppi che hanno lottato per tanti altri diritti, se vai contro la legge sei un criminale, se sei in gruppo diventi criminalità organizzata, non importa se sia giusto o meno, se sia morale o immorale, sei da rinchiudere. Se la sorveglianza odierna fosse esistita negli anni ’50, ’60, ’70, forse ancora oggi gli omosessuali sarebbero criminali, le donne non avrebbero diritto al voto, etc etc. A volte infrangere la legge può significare solo metterla in discussione.

La privacy è un bisogno umano fondamentale

La privacy è un bisogno umano basilare, è una caratteristica che fa parte della natura umana, anche dei disonesti. Ad esempio chiudere la porta quando si va in bagno è una questione di esigenza, di intimità, di istinto, la società dovrebbe rispettare questa cosa. Se la società ci priva della privacy allora vi sono i sotterfugi, non è il bisogno primario che si annulla, è solo un metodo elusivo che si trova.

Vogliamo davvero un Grande Fratello?

Basterebbero già questi quattro punti a farci dire che Non avere niente da nascondere non significa non avere niente da temere, basterebbe questo a farci pensare che forse avere una telecamera che ci guarda in ogni momento, modello Grande Fratello, non è proprio il massimo, oppure a dire che si, la cifratura su WhatsApp è necessaria. Però vediamo altri punti che potrebbero convincerci sul perchè la end-to-end encryption su Whatsapp è cosa buona.

Scambiare messaggi comporta problemi

Lo scambio di messaggi tra un mittente ed un ricevente potrebbe portare a diversi problemi, che su internet possono essere amplificati: l’intercettazione del messaggio, la modifica del messaggio, l’impersonificazione di terzi, il ripudio di potestà del messaggio.

  • L’intercettazione del messaggio, che per molti sembra il motivo unico della crittografia, è nota e non è altro che la lettura del contenuto del messaggio da parte di terzi.
  • La modifica del messaggio è quell’azione che tra il mittente ed il ricevente altera il contenuto del messaggio.
  • l’impersonificazione di terzi è la pratica di inviare messaggi sotto falso nome, come se chi invia il messaggio fosse realmente il mittente.
  • Il ripudio di potestà del messaggio è infine il classico “non sono stato io”, cioè l’atto del negare l’invio del messaggio nonostante lo si abbia fatto.

E’ immediato comprendere che questi quattro punti possono accadere insieme in diversi modi ed è facile capire che bisogna trovare una soluzione. In questo caso la crittografia ci viene in aiuto.

La Crittografia: soluzione ai problemi di scambio dei messaggi

Come detto è facile capire che la crittografia possa aiutarci nel primo caso, lo è un poco meno negli altri, ma vediamo quale aiuto fornisce nel dettaglio.

  • Un messaggio crittografato da una ragionevole certezza che non sia stato letto da terzi durante la trasmissione dando confidenzialità al messaggio stesso e aumentando la riservatezza e quindi la privacy dei soggetti interessati.
  • In un canale crittografato ci è una ragionevole certezza che nessuno lo abbia alterato, garantendo così l’integrità del messaggio.
  • Se vi è un canale sicuro e certo l’autenticazione ci garantisce per certo che un messaggio provenga realmente dal mittente da cui noi crediamo provenga.
  • Il non ripudio infine da la certezza che il mittente non possa negare di aver inviato un messaggio poichè lascia una traccia ovvia ed è riconoscibile tramite impronta.

 

La tua privacy è anche quella degli altri

Non so se vi siete convinti o meno, se non basta tutto questo credo che difficilmente ve ne convincerete, ma infine una cosa voglio aggiungerla.
Tu, tu che mi stai leggendo, tu che dialoghi con me e magari non ti preoccupi della tua di privacy, ci pensi che nel momento in cui scambi un messaggio con me, rinunciando alla tua riservatezza, molto probabilmente stai aiutando altri a violare la mia privacy e sei il primo a non rispettare la mia scelta di riservatezza??

Space Mag

Arriva Star Observer, il Telescopio Digitale di De Agostini

Non so bene il motivo, probabilmente non esiste, ma in questo periodo mi stanno tornando a portata di mano molte delle cose che mi incuriosivano da bambino, tra l’altro con la possibilità di realizzare un piccolo sogno, di cui magari vi parlerò separatamente. E’ un poco come ha insegnato Paulo Coelho che Tutto l’universo cospira affinché chi lo desidera con tutto se stesso possa riuscire a realizzare i propri sogni, e proprio a proposito di  universo, in quest giorni mi è capitato di imbattermi in Star Observer di De Agostini, un telescopio a controllo digitale da costruire passo a passo che permetterà di avventurarsi nell’osservazione dello spazio.

Il Telescopio Star Observer

Il Telescopio Star Observer

Star Observer di De Agostini è molto di più di un sempice telescopio, è una vera e propria collezione costituita sia dal telescopio da montare che da 70 fascicoli monografici illustrati in modo molto ricco e che parlano un linguaggio scientifico semplice e accessibile con il quale descrivono uno specifico oggetto o fenomeno celeste.
Caratteristica molto importante è che i movimenti del telescopio sono controllabili tramite l’app Star Observer, disponibile sia per Android che per iOS, attraverso la quale sarà inoltre possibile riconoscere e dirigere le osservazioni verso oltre 3000 oggetti celesti.
Infine oltre al telescopio da costruire, ai fascicoli caertacei e alla app, De Agostini presenta anche SPACE MAG, il nuovo magazine digitale con il quale avere lo spazio sempre a portata di mano, informazioni, novità,  notizie, curiosità, video e immagini, ad ogni uscita.

Logicamente Star Observer si trova in edicola, ma sarà possibile anche abbonarsi online con lo sconto del 66%, oltre che le prime tre uscite a prezzo ridotto e due piccoli regali (un power bank per ricaricare lo smartphone e la sacca porta-telescopio), un’offerta da non sottovalutare! Cosa aspettate? Abbonatevi subito!

 

Buzzoole

Telepass - Libertà in Movimento

Con Telepass la vita dell’automobilista diventa facile

Ricordo quando ero bambino e viaggiavo spesso con i miei genitori dalla Calabria alla Campania ed ero molto curioso, in particolare durante quei viaggi ero affascinato dal Telepass, questo strumento che magicamente ti permetteva di evitare le file ai caselli autostradali.
All’epoca il Telepass era un apparecchio per pochi privilegiati, ad oggi le cose sono cambiate, si parla di ben 9 milioni di utilizzatori, praticamente è diventato un compagno di viaggio per un quarto degli automobilisti italiani, tutto questo perché riesce a semplificare mobilità e spostamenti e al contempo offre servizi semplici e innovativi che permettono di risparmiare tempo non solo in autostrada ma anche in città.
Così con Telepass gli spostamenti sono semplici e veloci, con gli addebiti posticipati e senza costi aggiuntivi. Infine, è possibile conoscere stato e rendicontazione online delle soste, transiti e accessi tramite l’area riservata del sito telepass.it o tramite app.

Telepass - Libertà in Movimento

Telepass – Libertà in Movimento

Ad oggi Telepass non è più un prodotto di nicchia, non solo grazie al costo irrisorio di 1,26€ al mese, che è veramente alla portata di tutti ed è invariato dal 1996, ma soprattutto per la possibilità senza alcun costo aggiuntivo di usufruire di diversi servizi, in particolare:

  • il pagamento del pedaggio in autostrada transitando, su corsie dedicate, senza fermarsi al casello e senza necessità alcuna di ritirare il biglietto, praticamente un passaggio trasparente;
  • il pagamento della sosta nei principali parcheggi italiani convenzionati, presenti in molti aeroporti, stazioni, città e fiere, anche in questo caso senza la necessità di ritirare il biglietto e senza dover accedere alle casse per il pagamento, evitando le code sia in ingresso che in uscita;
  • il pagamento della sosta anche sulle strisce blu di molte città convenzionate, grazie al servizio gratuito Telepass Pyng dal proprio smartphone. Tra l’altro con servizi aggiuntivi come la possibilità di prolungare la sosta o di interrompere la sosta in anticipo senza pagare il tempo non utilizzato;
  • il pagamento dell’accesso all’area C di Milano, attivando preventivamente il servizio sulle targhe abbinate al Telepass;
  • l’acquisto e il ritiro del biglietto per il traghettamento sullo stretto di Messina, senza passare dalla biglietteria, utilizzando la pista Telepass dedicata.

Ogni giorno i servizi Telepass si evolvono, per essere sempre aggiornati basta consultare il sito o la pagina Facebook.
Io, ormai, sono affezionato a Telepass, voi?

 

Buzzoole

La Zona AGESCI che non vorrei

Quando le persone pensano allo scautismo pensano al classico scout con i pantaloncini corti, i calzettoni alti, magari in cerchio che canta le canzoni della messa, ma difficilmente si pensa che dietro a quell’immagine c’è tanto altro, burocrazia, diversi gradi associazione, voglia di potere personale. Purtroppo capita di imbattersi in queste cose, che di scout non hanno nulla, ma che sarebbero necessarie per il corretto e giusto funzionamento ti tutto il meccanismo, il purtroppo è perchè il pensiero dei singoli prevale su quella che è la visione globale e la giusta regolamentazione delle cose.

Io personalmente ultimamente ho sbattuto il muso con “La Zona” AGESCI, termine errato con cui sarebbe più giusto definire “I Responsabili di Zona”, ed ho capito che non è la Zona che vorrei.

La Zona AGESCI che vorrei:

  • Non ha un comitato esteso a gestione familiare dove su 8 membri 3 sono della Comunità Capi del Responsabile di Zona Maschile e 3 sono della Comunità Capi della Responsabile di Zona Femminile, tra l’altro, in quest’ultimo caso, strettamente imparentati tra loro.
  • Non ha i Responsabili di Zona che fanno credere ai nuovi gruppo di essere loro la zona e di decidere loro per tutta la zona.
  • Non ha i Responsabili di Zona che pensano di poter decidere dove si debbano censire i capi provenienti da altri gruppi.
  • Non ha i Responsabili di Zona ed il Comitato di Zona che sotterfugi e falsità impone ad un capogruppo di non censire un capo.
  • Non ha i Responsabili di Zona che decidono il Capo Gruppo di un gruppo nascente, un capo gruppo di facciata, praticamente un prestanome.
  • Non ha i Responsabili di Zona, il Comitato di Zona ed il Consiglio di Zona che fanno nascere un nuovo Gruppo imponendogli un progetto, tra l’altro con false notizie.
  • Non ha il Comitato di Zona che decide quale Branca debba essere aperta da un Gruppo appena nato.
  • Non ha il Responsabile di Zona che minaccia un Capo Gruppo di chiudergli il Gruppo.
  • Ha un Consiglio di Zona il cui ruolo è riconosciuto e svolga ciò che gli compete, realmente, facendo partecipare agli incontri dello stesso le giuste figure.
  • Non invita a votare il vecchio Responsabile di Zona riconfermandolo per altri due anni, al massimo lo ripropone, lasciando libera scelta.
  • Non ha il Comitato di Zona che seppur sapendo dei problemi di un Gruppo dice che “non lo sapeva ufficialmente” e che quando il Gruppo si scinde pensa di dover essere chiamato, non si capisce per quale motivo, da coloro che sono usciti dalla vecchia Co.Ca. per andare altrove.
  • Non ha il Comitato di Zona che invita un capo con oltre 40 anni di Scautismo alle spalle a stare a casa perchè non vogliono che vada nel Gruppo scelto da lui.
  • Non ha un Responsabile di Zona Maschile che quando lo incontri per strada e gli dici di essere stato alla riunione di Comunità Capi del nuovo Gruppo ti risponde “e chi ti ha dato il permesso?”.

Sicuramente sono tante altre le cose che non vorrei, come tante quelle che vorrei, per farla breve diciamo che mi andrebbe bene che ognuno avesse la prontezza di compiere il ruolo che gli compete nel migliore dei modi.

Ecco, io non vorrei una Zona come la Zona che ho visto negli ultimi 3 mesi.

Leonardo DiCaprio - Vittoria Oscar

Ma quello a Leonardo DiCaprio è Oscar alla Carriera?

Negli ultimi 3 giorni ho letto almeno 100 volte “Finalmente Leonardo DiCaprio ha vinto l’Oscar. Lo meritava almeno da Titanic”. Se pensate davvero che sia triste per tutte le nomination avute e mai portate a compimento, domandate a Kevin O’Connell come possa sentirsi lui. Intanto affinchè lo vincesse DiCaprio c’è stato bisogno di cambiare la statuetta, insomma una beffa.
 
Fermo restando che probabilmente, anche se non da protagonista, lo meritava già con Buon compleanno Mr. Grape, se solo non fosse stato che Tommy Lee Jones ne Il fuggitivo non è proprio il signor nessuno, e se solo quello stesso anno non ci fossero stati in lizza altri due come Ralph Fiennes in Schindler’s List e forse ancora di più Pete Postlethwaite in Nel nome del padre.
 
Il punto è che magari DiCaprio ha fatto tante altre interpretazioni da Oscar, ma sicuramente non quella di Titanic, film con il quale non ha ricevuto nemmeno la nomination.
A me personalmente non è piaciuta troppo quella sua interpretazione, ma al di la di ciò, dato che non sono io un critico cinematografico, quell’anno tra i candidati vi furono: Jack Nicholson in Qualcosa è cambiato, Dustin Hoffman in Sesso & potere, ed infine Matt Damon, quello che che per un periodo molti vedevano come sosia proprio del bel Leonardo, in Will Hunting – Genio ribelle. Anche in questo caso ed in questo anno era ben lontano dal vincerlo.
 
Per il resto a me in Shutter Island e Inception è piaciuto tantissimo, non è arrivato nemmeno ad essere menzionato e non ricordo nemmeno il perchè, ma immagino che nonostante la sua possa essere stata una performance da Oscar ci sarà stata qualche attore che è stato più da Oscar. Mi è piaciuto tanto anche in Django Unchained e Romeo + Giulietta, ma Oscar?
Leonardo DiCaprio alla Cerimonia degli Oscar

Leonardo DiCaprio alla Cerimonia degli Oscar

 
Per il resto se tu sei il protagonista di The Aviator, non puoi sicuramente vincere contro il Ray di Jamie Foxx o contro Clint Eastwood in Million Dollar Baby.
Se sei nel tuo anno da cattivo in Blood Diamond non puoi vincere perchè dall’altro lato ti scontri con temi vicini a quello del tuo film ed hai un Forest Whitaker che in L’ultimo re di Scozia è perfetto, e poi avresti dovuto superare anche un Will Smith che affascina tutti in La ricerca della felicità.
Quando per te sembra arrivato l’anno giusto, perchè diciamolo tutti lo avevamo già visto con la statuetta in mano, solo che ci eravamo dimenticati che era uno di quegli anni in cui le apparizioni di livello si sprecano, Matthew McConaughey spacca culi in Dallas Buyers Club, Christian Bale si conferma ad altissimi livelli in American Hustle, Chiwetel Ejiofor commuove in 12 anni schiavo.
 
Io Revenant non l’ho visto, ma quando dicono che è stato più per le condizioni in cui ha girato e per la carriera, quasi quasi ci credo.
 
Oppure è come quando sei piccolo e giochi a calcio con le porte piccoline che ogni 3 calci d’angolo hai un calcio di rigore a disposizione?
 
Don Tommaso Scicchitano

Don Tommaso Scicchitano: oscurato da Facebook il prete scomodo

Don Tommaso Scicchitano è stato oscurato da Facebook, senza se, senza ma. Non ho avuto modo di conoscere mai dal vivo il prete oggetto del dibattito, ma ho avuto modo di seguirlo e scambiare con lui, su Faceboo, diverse opinioni, soprattutto ho avuto modo di apprezzare la sua visione realmente cristiana della vita.

Don Tommaso Scicchitano

Tommaso è una persona, prima che un prete (di Donnici NdL), molto piacevole, con le idee chiare su molte cose, a volte che sembrano anche discostarsi totalmente da quella che è l’idea della Chiesa, però è uno che davvero sa stare in mezzo alla gente e sa trasmettere il messaggio evangelico. Ma è uno che parla di sport, di politica, di musica, di divertimento, è uno che ha l’animo vivo e l’anima pulita.

Una volta i preti si minacciavano con il vandalismo, in alcuni casi gli si sparava il portone della parrocchia, in casi estremi lo si ammazzava. Oggi cosa succede? Si toglie la parola dallo strumento che può dare più visibilità alle sue parole ed al suo parlare di amore fraterno.  Segnalazioni o cosa di preciso non lo so, ma con tutta la calma del mondo dico: Bastardi.

Spero che possa presto tornare ad allietarci con le sue parole, perchè senza di lui manca un pezzo di umanità vera su Facebook, un abbraccio a lui quindi.

PS: se volete ancora leggere Don Tommaso Scicchitano lo trovate su twitter, Youtube e sul suo blog personale.

Aggiungo anche il videomessaggio di Don Tommaso su Youtube

Festival di Sanremo 2016

L’inutilità della quarta serata del Festival di Sanremo 2016

Come da storia è confermato, la quarta serata del Festival di Sanremo 2016 è ampiamente inutile. Insomma, dopo aver sentito le canzoni di tutti, aver sentito le cover (ed ancora mi chiedo perchè, quale è il motivo di farli cantare nuovamente tutti? Io non riesco proprio  capirlo, so solo che non ho alcuna ispirazione, quindi sarò breve, anche perchè oggi ho poco tempo visto che apre il Dave’s American Food.

Il Festival di Sanremo 2016 dura troppo

Si, è vero, il Festival di Sanremo 2016 dura troppo, dura troppe puntate inutilmente, e la quarta puntata dura troppo anche da sola, non ho capito in sè la serata quanti giorni è durata, ma ad un certo punto pensavo di essermi confuso ed aver girato su Telethon. Se poi proprio devono fare questa benedetta serata di ripassi, facciamo le cover al contrario, prendiamo artisti veramente bravi e facciamo riarrangiare le canzoni di questo Festival. Oppure, meglio ancora, dedichiamo una serata di Sanremo solo agli ospiti.

Le Nuove proposte ed il loro poco spazio

Quest’anno, come ho già detto ieri, le Nuove Proposte non hanno avuto spazio, Sanremo non è un palco per giovani, soprattutto non è un palco per chi vuole innovare. Ad ogni modo ha vinto Francesco Gabbiani, ma la sua canzone non ho idea di quale sia ancora ora, nè chi sia lui. Però tra i partecipanti a questa sezione della kermesse (che vi ricordo è il termine che devo usare almeno una volta al giorno) mi sono rimaste impresse due cose: il balletto di Chiara Dello Iacovo che ha le mosse integrate nelle canzoni, e oltre al nome naturalmente, Ermal Meta che è arrivato vestito da Carnevale con qualche giorno di ritardo.

I Big che non sono grandi

Dal Festival di Sanremo 2016 ho appreso che non ci sono veri big, ci sarebbero potuti essere, magari gli Stadio, però hanno deciso di abbassarsi tutti allo stesso livello, eccezione fatta forse per Elio e le Storie Tese.

Nel corso della serata abbiamo visto gli Zero Assoluto notando che somiglia più la loro canzone a “Goldrake” che la cover di ieri sera, avevo un turuturututtu nella testa, sono riusciti a togliermelo gli Zero Assoluto stessi.

Mentre guardavamo la trasmissione hanno tolto un attimo il volume e guardando Rocco Hunt cantare sembrava una canzone fatta col linguaggio dei segni. La sua è la mia canzone preferita, ma per inerzia.

Continuando, sarà che non amo i figli d’arte in generale, però qui c’è una questione diversa, che esula dall’arte musicale, è accaduto che dalle retrovie chi guardava il Festival insieme a me dice “che bella stasera Irene Fornaciari”, io a quel punto mi sono alzato a porgergli gli occhiali.

Una cosa stupefacente della serata è stato il travestimento di Elio e le Storie Tese che hanno optato per la maschera di Gabriel Garko. Loro mi piacciono, sono difficili da capire, ma non saranno mai acclamati per la loro bravura. Purtroppo.

Arriva la canzone che dice che la felicità arriva, io se la felicità arriva con la faccia di Neffa la rimando indietro. Magari lui mi manda il messaggio con i Messaggeri della Dopo e diventiamo tutti amici.

L’ingresso dei Bluvertigo mi fa finalmente capire perchè Morgan è senza voce, è il nodo fatto alla cravatta per farla diventare papillon che stringe troppo.

Clementino mi mette simpatia, mi da l’impressione di uno che ci mette il cuore nelle cose che fa, però una cosa voglio dirgliela: Clementino, se sbagli due tempi verbali sei Checco Zalone. Soprattutto non ho capito perchè per fare il ritornello abbia preso il motivo di Targato NA di Principe e Socio M, quello lo avevano già portato a Sanremo.

Sul resto non voglio nemmeno esprimermi, so solo che dopo Padre Pio, porteranno al vaticano la salma di Patty Pravo.

Una divina Elisa e tutti gli altri

La super ospite musicale della serata (ancora una volta targata Sony) è Elisa, che ripropone un medley dei suoi brani più famosi e dimostra di essere una artista vera. Immagino che ad un certo punto Francesco Paolo Salerno abbia avuto paura, visto anche i buchi neri tra le onde gravitazionali che proponeva la cantane, che stesse vestendo un suo abito, voglio rassicurarlo, quello di Elisa era un tatuaggio. Per il resto io mi sono alzato in piedi già prima che iniziasse, ha dimostrato umiltà, bravura e professionalità, ci vogliono più Elisa in Italia.

Per il resto abbiamo avuto Enrico Brignano che avrebbe dovuto fare il momento comico, ma è stato drammatico, probabilmente come ha detto David: se Virginia Raffaele lo avesse imitato avremmo riso di più.

Poi c’è stato uno che mi hanno detto fosse famoso un altro che ha cantato, per me era cappuccetto rosso. E poi ancora un altro gruppo che non ho digerito.
Ah c’è stato anche Rocco Papaleo, che non mi fa più ridere, insieme ad Alessandro Gassmann.

Virginia Raffaele deve condurre da sola

La serata è stata ripagata dal personaggio di Belen, interpretato da Virginia Raffaele, che rende quasi meglio di Belen, ed io stasera spero di vederla vestita da se stessa. Io voglio vedere Virginia Raffaele che interpreta Virginia Raffaele. Regge il palco fin dal primo giorno come se fosse a casa sua, è simpatica, brava, bella, ha tutto. Il prossimo Festival di Sanremo fatelo condurre a lei da sola.

Per il resto Carlo Conti ancora una volta è stato posato e piatto, Madalina Ghenea è uscita vestita nuda, che è un bel vedere sia chiaro, infine non ho capito perchè Gabriel Garko parla con finto accento americano?

In attesa della finale

Questa notte finisce questa tragedia, non ho pronistici, due favoriti che ormai sapete però si. Chi vince alla fine? Giochiamo a fare i pronostici?

Festival di Sanremo 2016

Come ho immaginato la terza serata del Festival di Sanremo 2016

Siamo alla terza serata del Festival di Sanremo 2016, chi ha letto i miei resoconti sulla prima e sulla seconda puntata sa che ieri sera non ho visto la trasmissione TV ma anche che avrei provato a capire quel che è successo nel corso della competizioni, così aiutato dagli amici su Facebook, Twitter, Google+ e dal team di MelodicaMente, ho immaginato la puntata della kermesse musicale (oggi userò ben due volte la parola kermesse) ed ora ve la racconto.

Sul perchè non ho visto la terza puntata del Festival di Sanremo 2016

Chi mi conosce nella vita reale sa che io non amo le cover band ed evito quasi sempre i concerti nei locali della zona dove non sono presenti band che propongano loro canzoni. Quindi se non mi piacciono i gruppi che fanno cover, perchè mai mi sarei dovuto mettere davanti alla TV a guardarli? Ecco, non è vero niente, ho avuto in realtà un impegno personale, sono certo di esservi mancato live.

Le Cover, ovvero come rovinare belle canzoni

Per me Sanremo ieri sera è iniziato alle 21.45, quando ho ricevuto due messaggi su Whatsapp che mi informavano che mi stavo perdendo le cover. Le cover!!?!??!!! Cioè come se mi stessi perdendo l’esibizione di Jenna Jameson nel letto di casa mia e al posto di esserci io a subirla ci fosse mio cugino Michele. Che poi mio cugino Michele non parla con le donne italiane, immaginiamo con le americane. Vabbè ma questa è un’altra storia.

Comunque la prima cosa che scopro è che Patty Pravo, sempre più plastica, è alla ricerca di se stessa non riconoscendosi più, ritrovandosi quindi in un suo brano, così giusto per prendere un poco di soldi di diritti dalla SIAE. Ma a sto punto non poteva fare il duetto come ha fatto la Pausini la prima serata? Ho provato a vedere il video per capire chi fosse sto Fred De Palma che catava con lei, ho solo notato proprio nel pezzo che dice “ora i tuoi capelli stan toccando il vento” che Patty Pravo aveva un pulcino in testa.

Con Goldrake, gli Zero Assoluto mi hanno fatto rimpiangere Alessio Caraturo e volendo, seppur non abbia mai cantato questa canzone, anche Cristina D’Avena. Mi sarei aspettato comunque un qualcosa del tipo “Io sto tranquillo se ci se turuturututtu“. Mi hanno deluso, magari la prossima volta faranno un trio con Giorgio Moroder. Da notare che qui la gente si è sbracciata scrivendomi per farmi notare la cosa, solo che non ho capito se lo hanno fatto per la violenza sul nostro caro Ufo Robot o per il solo fatto che mi piaccianoi manga e gli anime.

Di Francesca Michelin nessuno mi ha detto nulla, però ho voluto ascoltarla di mia iniziativa visto che il brano “Il mio canto libero” è uno dei miei preferiti. Devo dire che la tizia non mi è dispiaciuto, soprattutto non mi è dispiaciuto che Francesca Michelin stasera non dimostrava 14 anni. Non ho ben capito perchè durante l’esibizione aveva un tic che le portava a fare degli scatti a sinistra con la testa. Ditemi la verità non ha una qualche malattia e mi sono appena sparato una figura di merda vero?

Sulla cover di Valerio Scanu, che al solito si commenta da se, c’è stato il putiferio. Mi sono arrivati messaggi ovunque, da chiunque, anche un avviso di garanzia della Guardia di Finanza. Guardando bene Scanu in faccia ho notato che assomiglia ad un mio amico, Roberto, ma anche questa è un’altra storia. Lo scempio è stato rovinare “Io Vivrò (Senza Te)” di Lucio Battisti, suonando il pianoforte, per la prima volta in vita sua. Chiarisco per evitare confusioni di sorta, non è che abbia suonato questa canzone per la prima volta al pianoforte in vita sua, nè che abbia suonato dal vivo il pianoforte per la prima volta mentre cantava, era proprio la prima volta in vita sua che suonava un pianoforte. Tornando comunque al fatto dei messaggio, c’è stato uno stato di agitazione tale che praticamente è diventata una psoriasi nella kermesse, con gente che dal forte prurito ha dovuto scrivermi in ogni dove: social, alcuni anche offline, nella vita reale come dicevo, in ultimo il piccione viaggiatore. Insomma ha vinto lui per me.

Nel frattempo mi hanno anche detto di Dolcenera, chi confermando che si è fatta bona, chi dicendomi che è una nana, chi dicendomi che ha cantato bene. A quanto pare appena finita l’esibizione la aspettavano al comune di Sanremo per la cerimonia nuziale visto che era già in abito da sposa per l’imminente matrimonio, ma alla fine, nonostante ho visto 30 secondi in cui si dimenava sul palco pronta ad avere un attacco epilettico, non ho capito una cosa, quale cover ha fatto Dolcenera?

I Bluvertigo ho voluto vederli io. Li ho solo visti, visto che la voce di Morgan è perennemente assente. Una cosa è chiara, Morgan e i Bluvertigo hanno inventato le canzoni mimate.

Vincono facile Elio e le Storie Tese, il loro brano è praticamente già una cover, ma ieri sera hanno proposto “A Fifth of Beethoven” di Walter Murphy and the Big Apple Band, traducendola in “Quinto Ripensamento”. Con estroverso estro che non provoca mai astio Elio e Le Storie Tese ancora una volta si mettono un gradino sopra tutti.

Del resto scopro che la serata l’hanno vinta gli Stadio, e li sto ascoltando proprio in questo momento per non restare insieme. Inoltre Clementino, Neffa e Rocco Hunt hanno voluto fare i napoletani, chi più chi meno riuscendoci, il resto è solo citazione di Califano: Noia.

Le Nuove Proposte, assenza di questo festival

Non ho ancora compreso bene il fatto del perchè quest’anno i giovani non sono proprio stati tolti di mezzo, stanno passando in radio da mesi i pezzi delle nuove proposte perchè a detta loro avevano bisogno di più spazio, invece lo spazio sul palco gli è stato praticamente tolto. Unica nota pervenuta è che a metà spettacolo hanno detto di aver fatto una gaffe un’ora prima, facendo vincere uno al posto di un altro. Non chiedetemi nomi e canzoni perchè non ne ho la minima idea, nemmeno chi mi ha scritto dell’accaduto lo sa.

Gli ospiti e i Matusalemme

La serata inizia praticamente con un ospite che propone tra le altre cose delle immagini in bianco e nero, non è un caso, è la dedica agli ospiti musicali di cui parlerò dopo, però a proporle è Marc Hollogne con il suo Marciel, la cosa negativa è che nessuno mi parla di lui.

Il clou della serata è stata la presenza dei Pooh con tanto di Riccardo Fogli, i quali vedendo il Festival di Sanremo 2016 hanno avuto la risposta alla domanda “Chi Fermerà la Musica”?, ecco l’hanno fermata i big in gara sul palco dell’Ariston. Con la certezza che tutti i Dear Jack hanno insieme l’età di uno solo dei membri dei Pooh noto tra le varie cose che Riccardo Fogli è un Dracula ancora attivo, che Stefano D’Orazio quando suona la batteria usa la tecnica “sbattere le uova per fare la frittata”, che c’è stato un momento in cui quando Carlo Conti ha detto che “l’Avanguardia sono loro” nello stesso momento c’è stata sul palco dell’Ariston da un lato l’apparizione del trio Demetrio Stratos, Augusto Daolio e Francesco di Giacomo, e dall’altro la la trasfigurazione del trio Frank Zappa, Lou Reed e Richard Strauss.
Hanno anche parlato del tour della band, per festeggiare i 100 anni di ognuno di loro a quanto ho appreso, ed ho anche capito il senso del brano “dammi un solo minuto, un soffio di fiato, un attimo ancora”, con sta scusa del minuto in più ogni volta, questi campano 300 anni almeno. Il tour comunque dura fino al 31 Dicembre 2016, ma secondo molti non ci arrivano tutti alla fine.
Il fatto che comunque abbiano un successo inaudito, che hanno scatenato l’inferno denotano che è ciò che ci meritiamo: il fuoco eterno.

Degli altri mi dicono che Pino e gli anticorpi un poco fanno ridere, ma non si capisce perchè si ride solo dopo mezzanotte. Di Hozier è inutile dire qualsiasi cosa, dopo una serata del genere anche Hulk Hogan avrebbe avuto successo cantando, comunque il super ospite straniero sembra essere stato bravo.

Purtroppo i presentatori

Ci sono anche i presentatori, ma CArlo Conti è più nascosto di Licio Gelli ai tempi della P2, Gabriel Garko va in giro spostando quintali di plastica solida, Madalina Ghenea veste vestiti da favolo su un fisco mozzafiato, e l’unica ancora una volta a farsi notare veramente per la bravura è Virginia Raffaele che imita Donatella Versace e manda tutti in delirio. Speriamo il prossimo anno sia lei a condurre.

Oggi è un altro giorno

Stasera guarderò Sanremo, ma con calma e relax, non voglio consumarmi perchè stanotte inizia l’NBA All Star Weekend. Però c’è Elisa e non voglio perderla, quindi buona visione!

P.S. Volevo dire a Luigi che ho vinto io, e a Vittorio che se non vuole leggermi può seguire il consiglio di Talla quando non regge più, cioè “Ieu vaiu e mi curcu”.