La Zona AGESCI che non vorrei

Quando le persone pensano allo scautismo pensano al classico scout con i pantaloncini corti, i calzettoni alti, magari in cerchio che canta le canzoni della messa, ma difficilmente si pensa che dietro a quell’immagine c’è tanto altro, burocrazia, diversi gradi associazione, voglia di potere personale. Purtroppo capita di imbattersi in queste cose, che di scout non hanno nulla, ma che sarebbero necessarie per il corretto e giusto funzionamento ti tutto il meccanismo, il purtroppo è perchè il pensiero dei singoli prevale su quella che è la visione globale e la giusta regolamentazione delle cose.

Io personalmente ultimamente ho sbattuto il muso con “La Zona” AGESCI, termine errato con cui sarebbe più giusto definire “I Responsabili di Zona”, ed ho capito che non è la Zona che vorrei.

La Zona AGESCI che vorrei:

  • Non ha un comitato esteso a gestione familiare dove su 8 membri 3 sono della Comunità Capi del Responsabile di Zona Maschile e 3 sono della Comunità Capi della Responsabile di Zona Femminile, tra l’altro, in quest’ultimo caso, strettamente imparentati tra loro.
  • Non ha i Responsabili di Zona che fanno credere ai nuovi gruppo di essere loro la zona e di decidere loro per tutta la zona.
  • Non ha i Responsabili di Zona che pensano di poter decidere dove si debbano censire i capi provenienti da altri gruppi.
  • Non ha i Responsabili di Zona ed il Comitato di Zona che sotterfugi e falsità impone ad un capogruppo di non censire un capo.
  • Non ha i Responsabili di Zona che decidono il Capo Gruppo di un gruppo nascente, un capo gruppo di facciata, praticamente un prestanome.
  • Non ha i Responsabili di Zona, il Comitato di Zona ed il Consiglio di Zona che fanno nascere un nuovo Gruppo imponendogli un progetto, tra l’altro con false notizie.
  • Non ha il Comitato di Zona che decide quale Branca debba essere aperta da un Gruppo appena nato.
  • Non ha il Responsabile di Zona che minaccia un Capo Gruppo di chiudergli il Gruppo.
  • Ha un Consiglio di Zona il cui ruolo è riconosciuto e svolga ciò che gli compete, realmente, facendo partecipare agli incontri dello stesso le giuste figure.
  • Non invita a votare il vecchio Responsabile di Zona riconfermandolo per altri due anni, al massimo lo ripropone, lasciando libera scelta.
  • Non ha il Comitato di Zona che seppur sapendo dei problemi di un Gruppo dice che “non lo sapeva ufficialmente” e che quando il Gruppo si scinde pensa di dover essere chiamato, non si capisce per quale motivo, da coloro che sono usciti dalla vecchia Co.Ca. per andare altrove.
  • Non ha il Comitato di Zona che invita un capo con oltre 40 anni di Scautismo alle spalle a stare a casa perchè non vogliono che vada nel Gruppo scelto da lui.
  • Non ha un Responsabile di Zona Maschile che quando lo incontri per strada e gli dici di essere stato alla riunione di Comunità Capi del nuovo Gruppo ti risponde “e chi ti ha dato il permesso?”.

Sicuramente sono tante altre le cose che non vorrei, come tante quelle che vorrei, per farla breve diciamo che mi andrebbe bene che ognuno avesse la prontezza di compiere il ruolo che gli compete nel migliore dei modi.

Ecco, io non vorrei una Zona come la Zona che ho visto negli ultimi 3 mesi.

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