Come ho immaginato la terza serata del Festival di Sanremo 2016

Siamo alla terza serata del Festival di Sanremo 2016, chi ha letto i miei resoconti sulla prima e sulla seconda puntata sa che ieri sera non ho visto la trasmissione TV ma anche che avrei provato a capire quel che è successo nel corso della competizioni, così aiutato dagli amici su Facebook, Twitter, Google+ e dal team di MelodicaMente, ho immaginato la puntata della kermesse musicale (oggi userò ben due volte la parola kermesse) ed ora ve la racconto.

Sul perchè non ho visto la terza puntata del Festival di Sanremo 2016

Chi mi conosce nella vita reale sa che io non amo le cover band ed evito quasi sempre i concerti nei locali della zona dove non sono presenti band che propongano loro canzoni. Quindi se non mi piacciono i gruppi che fanno cover, perchè mai mi sarei dovuto mettere davanti alla TV a guardarli? Ecco, non è vero niente, ho avuto in realtà un impegno personale, sono certo di esservi mancato live.

Le Cover, ovvero come rovinare belle canzoni

Per me Sanremo ieri sera è iniziato alle 21.45, quando ho ricevuto due messaggi su Whatsapp che mi informavano che mi stavo perdendo le cover. Le cover!!?!??!!! Cioè come se mi stessi perdendo l’esibizione di Jenna Jameson nel letto di casa mia e al posto di esserci io a subirla ci fosse mio cugino Michele. Che poi mio cugino Michele non parla con le donne italiane, immaginiamo con le americane. Vabbè ma questa è un’altra storia.

Comunque la prima cosa che scopro è che Patty Pravo, sempre più plastica, è alla ricerca di se stessa non riconoscendosi più, ritrovandosi quindi in un suo brano, così giusto per prendere un poco di soldi di diritti dalla SIAE. Ma a sto punto non poteva fare il duetto come ha fatto la Pausini la prima serata? Ho provato a vedere il video per capire chi fosse sto Fred De Palma che catava con lei, ho solo notato proprio nel pezzo che dice “ora i tuoi capelli stan toccando il vento” che Patty Pravo aveva un pulcino in testa.

Con Goldrake, gli Zero Assoluto mi hanno fatto rimpiangere Alessio Caraturo e volendo, seppur non abbia mai cantato questa canzone, anche Cristina D’Avena. Mi sarei aspettato comunque un qualcosa del tipo “Io sto tranquillo se ci se turuturututtu“. Mi hanno deluso, magari la prossima volta faranno un trio con Giorgio Moroder. Da notare che qui la gente si è sbracciata scrivendomi per farmi notare la cosa, solo che non ho capito se lo hanno fatto per la violenza sul nostro caro Ufo Robot o per il solo fatto che mi piaccianoi manga e gli anime.

Di Francesca Michelin nessuno mi ha detto nulla, però ho voluto ascoltarla di mia iniziativa visto che il brano “Il mio canto libero” è uno dei miei preferiti. Devo dire che la tizia non mi è dispiaciuto, soprattutto non mi è dispiaciuto che Francesca Michelin stasera non dimostrava 14 anni. Non ho ben capito perchè durante l’esibizione aveva un tic che le portava a fare degli scatti a sinistra con la testa. Ditemi la verità non ha una qualche malattia e mi sono appena sparato una figura di merda vero?

Sulla cover di Valerio Scanu, che al solito si commenta da se, c’è stato il putiferio. Mi sono arrivati messaggi ovunque, da chiunque, anche un avviso di garanzia della Guardia di Finanza. Guardando bene Scanu in faccia ho notato che assomiglia ad un mio amico, Roberto, ma anche questa è un’altra storia. Lo scempio è stato rovinare “Io Vivrò (Senza Te)” di Lucio Battisti, suonando il pianoforte, per la prima volta in vita sua. Chiarisco per evitare confusioni di sorta, non è che abbia suonato questa canzone per la prima volta al pianoforte in vita sua, nè che abbia suonato dal vivo il pianoforte per la prima volta mentre cantava, era proprio la prima volta in vita sua che suonava un pianoforte. Tornando comunque al fatto dei messaggio, c’è stato uno stato di agitazione tale che praticamente è diventata una psoriasi nella kermesse, con gente che dal forte prurito ha dovuto scrivermi in ogni dove: social, alcuni anche offline, nella vita reale come dicevo, in ultimo il piccione viaggiatore. Insomma ha vinto lui per me.

Nel frattempo mi hanno anche detto di Dolcenera, chi confermando che si è fatta bona, chi dicendomi che è una nana, chi dicendomi che ha cantato bene. A quanto pare appena finita l’esibizione la aspettavano al comune di Sanremo per la cerimonia nuziale visto che era già in abito da sposa per l’imminente matrimonio, ma alla fine, nonostante ho visto 30 secondi in cui si dimenava sul palco pronta ad avere un attacco epilettico, non ho capito una cosa, quale cover ha fatto Dolcenera?

I Bluvertigo ho voluto vederli io. Li ho solo visti, visto che la voce di Morgan è perennemente assente. Una cosa è chiara, Morgan e i Bluvertigo hanno inventato le canzoni mimate.

Vincono facile Elio e le Storie Tese, il loro brano è praticamente già una cover, ma ieri sera hanno proposto “A Fifth of Beethoven” di Walter Murphy and the Big Apple Band, traducendola in “Quinto Ripensamento”. Con estroverso estro che non provoca mai astio Elio e Le Storie Tese ancora una volta si mettono un gradino sopra tutti.

Del resto scopro che la serata l’hanno vinta gli Stadio, e li sto ascoltando proprio in questo momento per non restare insieme. Inoltre Clementino, Neffa e Rocco Hunt hanno voluto fare i napoletani, chi più chi meno riuscendoci, il resto è solo citazione di Califano: Noia.

Le Nuove Proposte, assenza di questo festival

Non ho ancora compreso bene il fatto del perchè quest’anno i giovani non sono proprio stati tolti di mezzo, stanno passando in radio da mesi i pezzi delle nuove proposte perchè a detta loro avevano bisogno di più spazio, invece lo spazio sul palco gli è stato praticamente tolto. Unica nota pervenuta è che a metà spettacolo hanno detto di aver fatto una gaffe un’ora prima, facendo vincere uno al posto di un altro. Non chiedetemi nomi e canzoni perchè non ne ho la minima idea, nemmeno chi mi ha scritto dell’accaduto lo sa.

Gli ospiti e i Matusalemme

La serata inizia praticamente con un ospite che propone tra le altre cose delle immagini in bianco e nero, non è un caso, è la dedica agli ospiti musicali di cui parlerò dopo, però a proporle è Marc Hollogne con il suo Marciel, la cosa negativa è che nessuno mi parla di lui.

Il clou della serata è stata la presenza dei Pooh con tanto di Riccardo Fogli, i quali vedendo il Festival di Sanremo 2016 hanno avuto la risposta alla domanda “Chi Fermerà la Musica”?, ecco l’hanno fermata i big in gara sul palco dell’Ariston. Con la certezza che tutti i Dear Jack hanno insieme l’età di uno solo dei membri dei Pooh noto tra le varie cose che Riccardo Fogli è un Dracula ancora attivo, che Stefano D’Orazio quando suona la batteria usa la tecnica “sbattere le uova per fare la frittata”, che c’è stato un momento in cui quando Carlo Conti ha detto che “l’Avanguardia sono loro” nello stesso momento c’è stata sul palco dell’Ariston da un lato l’apparizione del trio Demetrio Stratos, Augusto Daolio e Francesco di Giacomo, e dall’altro la la trasfigurazione del trio Frank Zappa, Lou Reed e Richard Strauss.
Hanno anche parlato del tour della band, per festeggiare i 100 anni di ognuno di loro a quanto ho appreso, ed ho anche capito il senso del brano “dammi un solo minuto, un soffio di fiato, un attimo ancora”, con sta scusa del minuto in più ogni volta, questi campano 300 anni almeno. Il tour comunque dura fino al 31 Dicembre 2016, ma secondo molti non ci arrivano tutti alla fine.
Il fatto che comunque abbiano un successo inaudito, che hanno scatenato l’inferno denotano che è ciò che ci meritiamo: il fuoco eterno.

Degli altri mi dicono che Pino e gli anticorpi un poco fanno ridere, ma non si capisce perchè si ride solo dopo mezzanotte. Di Hozier è inutile dire qualsiasi cosa, dopo una serata del genere anche Hulk Hogan avrebbe avuto successo cantando, comunque il super ospite straniero sembra essere stato bravo.

Purtroppo i presentatori

Ci sono anche i presentatori, ma CArlo Conti è più nascosto di Licio Gelli ai tempi della P2, Gabriel Garko va in giro spostando quintali di plastica solida, Madalina Ghenea veste vestiti da favolo su un fisco mozzafiato, e l’unica ancora una volta a farsi notare veramente per la bravura è Virginia Raffaele che imita Donatella Versace e manda tutti in delirio. Speriamo il prossimo anno sia lei a condurre.

Oggi è un altro giorno

Stasera guarderò Sanremo, ma con calma e relax, non voglio consumarmi perchè stanotte inizia l’NBA All Star Weekend. Però c’è Elisa e non voglio perderla, quindi buona visione!

P.S. Volevo dire a Luigi che ho vinto io, e a Vittorio che se non vuole leggermi può seguire il consiglio di Talla quando non regge più, cioè “Ieu vaiu e mi curcu”.

 

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