Formati digitali, colleghi, libertà

Invio via email un file ad un collega, siccome conteneva oltre che semplice testo anche immagini, tabelle ed altro decido di mandargli un file realizzato con OpenOffice.org Writer 3.0, estensione .odt. Naturalmente il mio collega, che per semplicità chiameremo J, proviene dal mondo proprietario.
Ci tengo a precisare che J è comunque un buon collega, un ottimo tecnico, uno che ha voglia di apprendere, nonostante non sia più giovanissimo :P, uno che non si fa problemi se arriva n giorno e trova sistemi *Nix, se non sa usarli si impegna per apprenderli. Inoltre è uno che ascolta e accetta i consigli, così come spesso sa dispensarne.

Detto ciò, alla ricezione del suddetto file, J mi chiede “che file è .odt?”, io, nel mio voler morire, spiego che è l’estensione di OpenOffice.org, ma che per cortesia gli avrei mandato il file in formato .doc. Allora J risponde “Si, grazie, mandamelo in formato standard”. Naturalmente mi incazzo. Spiego la solita storia di cosa sia uno standard, ricevo la solita risposta sullo “standard de facto”.  Mi incazzo ancor di più.

Mando il file in PDF, che per quanto non possa piacermi, qualcosa e anche più di standard lo ha. Nell’email scrivo quanto segue:

“Scusami, per me uno standard è una cosa approvata dall’ISO, che permette
senza l’acquisto di software proprietario di usufruirne, che mi permette
di poterlo modificare ed estenderlo ma senza cercare di limitare la
libertà altrui che mi permette di dare a tutti la possibilità di trarne
beneficio. Che mi permette di essere libero di scegliere.
Scusami eh, ma io scelgo di essere libero.”

Sono sicuro che tra qualche mese J apprezzerà ed amerà OpenOffice.org. Non è uno stupido.

2 thoughts on “Formati digitali, colleghi, libertà

  1. J says:

    Grande Lbtm, ti rispondo al tuo cortese post riguardo gli standard alla base dell’informatica… 🙂

    Breve premessa… ciò che Lbtm chiama mondo “proprietario” è ovviamente l’odiato mondo Winzozz, che di zozzerie varie ne contiene più di una discarica… e qui tutti daccordo!

    “J” viene dai mondi lontani dell’informatica e conosce il significato della parola “standard”. Quando esistevano solo mainframe, middleware unix-based (poche), piattaforme proprietarie (mediamente diffuse) e c’era il boom degli home computer, “J” usava indistintamente quello che c’era. Lo standard era il Cobol per le applicazioni, il BASIC era anche usato, l’assembler andava anche forte sugli Home Computer. Da bravo bambino “J” usa ed ama VIC20, C64, Zx Spectrum ed Atari ST… sorry, no network yet…

    Negli anni a seguire c’è il boom dei PC… altri standard nascono e muoiono… alcune aziende dettano legge e creano standard. Guardando bene, c’era un grosso gruppo asiatico che guidava una parte degli standard, pilotando tutto e tutti dal mondo dell’hardware: era Matsushita che inglobava tutti i marchi conosciuti in occidente: Sony, Panasonic, Aiwa, Sanyo…

    Nascono degli standard grafici… il formato PCX, esiste Wordstar che è uno standard per la videoscrittura (negli USA invece c’è Word Perfect)… i file .nfo diventano standard de facto per contenere le release news dei gruppi warez (che ancora non si chiamamo così).

    Gli standard si evolvono, le interfacce grafiche pure… Posix definisce lo standard che è alla base delle moderne UI grafiche; leggendo l’interessantissima specifica rilasciata c’è spiegato cos’è e come si usa il click del mouse… cosa sono le finestre e quali concetti (e soprattutto funzioni) sono ad esse applicabili. Cose che oggi diamo per scontato ma che nascono da documenti ufficiali, scritti e riveduti secondo prassi.

    Nuovi standard vengono messi a disposizione dell’utenza… Nuovi formati di file servono per identificare contenitori di byte ad uso e consumo dell’utente… il JPG, il GIF divengono parte della conoscenza di tutti. Per i documenti ora tutti conoscono il DOC e l’RTF. La battaglia per il dominio sul mondo SOHO è tra diversi concorrenti: Lotus con il suo 1-2-3, Wordstar tiene banco ed esce con una versione aggiornata, Word Perfect… arriva sul mercato Excel!

    Il formato DOC, o meglio quel gran volpone di Bill pian piano stringe alleanze, fa tanta ricerca e sviluppo e stritola tutti i concorrenti.

    DOC win – you loose. Yes, RTF can remain.
    Ah! C’è un mondo MAC che vive e sopravvive in un suo costoso mondo.

    Dai lontani anni ’80 abbiamo il formato DOC, all’epoca c’era solo il software pirata ed era, diciamo, quasi legale, va.

    Fino al giro di vite nel’94 quando la GdF viene svegliata perchè qualcuno si è accorto che il mondo informatico va veloce… e quindi iniziano le campagne anti-pirateria. La paura viene a qualcuno quando prendono piede in Italia le BBS e la gente inizia a scambiarsi mega di software.

    DOC è ancora standard. Si diffonde il concetto di shareware e nasce un mercato intorno ad esso.

    … beh, dai, salto 10 anni, va…

    Siamo nel 2006, nasce un nuovo standard ISO/IEC 26300:2006 “Open Document Format for Office Applications (OpenDocument) v1.0”.

    Ragazzi! Ho narrato 10 anni e ne ho saltato altri 10… ora arriva un nuovo pistola-standard chiamato ODF e cosa si aspetta da me…! hehehehehhe

    Più che aspettare altri 8 anni per vedere se regge -> non posso fare!

    😀

    “J”
    Lodi a Lobotomia

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