Non si può morire per un divertimento

Non si può morire quando si va a ballare alla Loveparade a Duisburg.
Non si può morire quando si va a Bruxelless allo stadio Heysel a vedere la finale di Coppa dei Campioni di Calcio tra Liverpool e Juventus.
Non si può morire quando si va a Roskilde a a vedere un concerto dei Pearl Jam.

Non si può morire in decine di altri modi simili.

Non si può morire così.

I fan dei Green Day sono dei pezzi di merda. (Ovvero Nubifragio all’Heineken Jammin’ Festival 2010)

Come molti di voi sanno in questi giorni sono all’Heineken Jammin’ Festival 2010, come quasi tutti sapranno oggi c’è stato un piccolo nubifragio.

Io oggi ho scoperto due cose. Entrambe riguardano i fan dei Green Day:

  1. 5 fan su dieci erano accompagnati dai genitori
  2. I fan dei Green Day quando ascoltano le canzoni dicono di volere cambiare il mondo, quando devono alzare un dito per aiutare a tenere una tenda ferma si defilano e fanno gli indifferenti.

Ora, cari fan dei Green Day, se voi avete 21 Guns, io vi do 21 bullets (magari with butterfly wings se preferite, citazione che non capirete) e li usate per spararvi.

P.S. oggi l’età media in confronto a ieri, quando gli headliner erano gli Aerosmith, si è abbassata almeno di 15 anni.

Eccitato per “Teargarden by Kaleidyscop”

Poche cose mi eccitano come la musica degli Smashing Pumpkins.
Poche cose mi eccitano come i testi di Billy Corgan.
Poche cose mi eccitano come l’annuncio di “Teargarden by Kaleidyscop”.

Ora attendo. Ansia e attesa. Sperando proprio che “Teargarden by Kaleidyscop” sia ai livelli di “Mellon Collie and The Infinite Sadness”.

Afterhours – Ci sono molti modi

E’ quello che sai che ti uccide o è quello che non sai
a mentire alle mani, al cuore, ai reni
lasciandoti fottere forte
per spingerti i presagi
via dal cuore su in testa, sopprimerli
non sai
non sai
che l’amore è una patologia
saprò come estirparla via
torneremo a scorrere
torneremo a scorrere
Eroe del mio inferno privato
se in giro di routine
indossi il vuoto con classe
è tutto ciò che avrai
perché quando il dolore è più grande
poi non senti più
e per sentirti vivo
ti ucciderò
ti ucciderò
vedrai
vedrai se il mio amore è una patologia
saprò come estirparla via
torneremo a scorrere
torneremo a scorrere
torneremo a scorrere
torneremo a scorrere
lo so
lo so che il mio amore è una patologia
vorrei che mi uccidesse ora

Materazzi ma tu lo paghi il biglietto?

Il 7 Luglio 2009, come circa altre 80.000 persone (diecimila più diecimila meno) ho assistito al concerto degli U2 a Milano, la prima delle due date in Italia per l’U2 360° Tour.

Come una buona parte delle persone che hanno assistito al concerto sono arrivato allo stadio San Siro in mattinata, ho aspettato sotto il sole l’apertura dei cancelli, ho preso un sacco di botte per entrare ed arrivare abbastanza vicino al palco, ho sudato in mezzo a tanta gente aspettando gli Snow Patrol prima e gli U2 dopo.

Come tutti ho visto Marco Materazzi, il giocatore dell’Inter, passare davanti a me scortato guardandolo mentre arrivava in prima fila per assistere il concerto.

Ora io chiedo: Caro Marco Materazzi, tu il biglietto lo paghi? Non puoi fare la fila come tutti? Magari non puoi comprare un biglietto da VIP quale sei e non far imbestialire le persone perchè gli passi davanti senza una minima goccia di sudore?