Francesco Gabbani ha vinto il Festival di Sanremo 2017 e voi no

Il Festival di Sanremo 2017 è terminato. Il sessantasettesimo Festival della Canzone Italiana ha decretato il suo vincitore nella serata finale, scegliendo Francesco Gabbani con il brano “Occidentali’s Karma”.

L’inizio con i Trikobalto

Per molti Francesco Gabbani non meritava di vincere il Festival di Sanremo 2017, per ancora più persone il cantante è uno sconosciuto, quasi al pari della scimmia che lo accompagna sul palco. In realtà Francesco Gabbani ha già al suo attivo un curriculum, seppur breve, di tutto rispetto. Lui, che per la prima volta il palco del Teatro Ariston di Sanremo lo aveva calcato lo scorso anno, già nel 2010 fu presente al Festival di Sanremo. Infatti partecipa in qualità di ospite al Festival di Sanremo 2010, nell’edizione tenuta al Palafiori di Sanremo, con i Trikobalto, band di cui è voce e cantante, da lui fondata insieme a Niccolò Zaccone alla batteria e Matteo Zarcone alla chitarra. Con la stessa band già qualche anno prima era salito alla ribalta della cronaca ed era conosciuto negli ambienti musicali. I Trikobalto precedentemente avevano aperto nello stesso anno l’unica data italiana degli Stereophonics, avevano aperto qualche anno prima l’unica data italiana degli Oasis, ed infine partecipato all’Heineken Jammin Festival.

Polistrumentista e scrittore

Se ancora non siete convinti del soggetto in questione sappiate che suona più strumenti di quanti voi riusciate a guardarne. Grazie al negozio di strumenti musicali di proprietà della famiglia inizia sin da piccolo a suonare, impara così da piccolo la batteria, suona in adolescenza la chitarra, estende le sue conoscenze al pianoforte e al basso. Per non finire, non avendo un lavoro stabile e ancora successo lavora come Fonico di Sala e Tecnico di Palco.
Una volta scelta la carriera da solista, oltre a scrivere testi e musiche per se stesso, si dedica anche alla scrittura di brani per altri cantanti. In particolare da notare che Francesco Gabbani risulta essere l’autore del brano “L’amore sa”, canta da Francesco Renga nell’album “Scriverò il tuo nome”. Figura nel suo curriculum anche la canzone “Il bambino col fucile”, scritta, musicata e arrangiata insieme a Celso Valli, cantata da Adriano Celentano e incluso nell’album “Le migliori”.
Tra una cosa e l’altra si è anche dedicato alle colonne sonore, diventando, tra l’altro, l’autore della colonna sonora del film “Poveri ma ricchi” di Fausto Brizzi.

L’esperienza a Sanremo

Da concorrente Francesco Gabbani partecipò e vinse il Festival di Sanremo 2016 nella sezione Nuove Proposte. Con il brano “Amen” fu scelto dalla giuria di Sanremo Giovani 2015 per partecipare alla edizione del Festival dello scorso anno, nella cui gara non poche polemiche si portò dietro. Successe praticamente che dopo aver perso la sfida contro la cantante Miele fu riammesso, poiché le votazioni si scoprirono falsate a causa di un problema tecnico in sala stampa, ed addirittura vinse classificandosi per la finale.  Vinse poi il Festival di Sanremo 2016 tra le Nuove proposte e non solo, Francesco Gabbani ottenne il Premio della “Critica Mia Martini” sezione Giovani ed il Premio Miglior Testo “Sergio Bardotti”.
Quella di ieri è già storia, “Occidentali’s Karma” è il brano vincitore del Festival di Sanremo 2017 e Francesco Gabbani è, non tra poche polemiche come sempre, il vincitore tra i Big del Festival di Sanremo 2017.

La canzone NON di Sanremo e la musica che si evolve

Vi è sembrato strano che “Occidentali’s Karma” abbia vinto il Festival di Sanremo 2017? Pensate che il brano sia banale? Che sia troppo orecchiabile? Che musicalmente fosse brutta? Che una scimmia sul palco sia ridicola? Che Francesco Gabbani sia un troll? Cosa non vi è piaciuto di questo Sanremo?
Probabilmente una lamentela la ha ognuno di voi, siate sinceri. Immagino che siate tradizionalisti e avreste voluto un brano sanremese quale vincitore del Festival di Sanremo, ad esempio “Grazie dei Fiori”  “Vola Colomba” di Nilla Pizzi, perchè già vi immagino ogni giorno quando li ascoltate. Oppure avreste voluto “Al di là” di Betty Curtis e Luciano Tajoli, perchè immagino che tutti voi la ricordiate a memoria.
La felice verità è che la musica cambia, si evolve, cambiano i testi, e non sempre vincono i brani che dicono in maniere diversa il tipico messaggio “io ti amo, tu mi ami, sposiamoci“. Immagino che già nel 1970 fece scalpore, in modo diverso,”Chi non lavora non fa l’amore” di Adriano Celentano e Claudia Mori. Trattare il tema del lavoro pochi anni dopo il ’68, portarlo a Sanremo, raccontarlo in chiave ironica, non è stato sicuramente semplice. Ad ogni modo che quella vittoria portò con se non poche polemiche è storia. Le cose l’anno dopo tornato alla normalità, ma sicuramente il Festival di Sanremo si era spostato un poco più in là.

L’Italiano della Terra dei Cachi

La triste verità è che la musica che ci rappresentà è quella di Toto Cutugno, uno che in termini di vittorie mancate e secondi posti batte persino Lenoardo DiCaprio. Uno dei più grandi successi internazionali, ad oltre 30 anni dalla partecipazione a Sanremo è “L’Italiano”, brano che gioca sugli stereotipi italiani e che ci prende in giro. Eppure gli italiani nel mondo lo cantano fieri. Eppure è il più grande successo internazionale che la storia del Festival di Sanremo ricordi.
Sanremo non è stato, esattamente 20 anni fa, quello de’ “La terra dei cachi” di Elio e le Storie Tese, altra canzone di denuncia sociale con una alta dose di ironia. Non li hanno fatti vincere, nonostante fosse stata la canzone più votata, e, probabilmente, anche quella migliore musicalmente parlando. D’altronde il brano non faceva altro che allargare “L’italiano” di Toto Cutugno mettendoci insieme gli scandali di Tangentopoli, della corruzione, della criminalità. Per avere il giusto tributo Elio è dovuto finire ad X Factor, e Rocco Tanica a fare l’inviato del Festival di Sanremo. Ma ancora una volta la musica si era spostata più in la.

La banalità e i talent show

Forse un ulteriore stacco è arriva con “Luce (Tramonti a nord-est)” di Elisa, che per quanto il testo non sia tra quelli che gradisco, ha introdotto una nuova freschezza in quel che era Sanremo. Peccato che il meglio lei lo abbia sempre dato in lingua inglese. Soprattutto peccato che arrivavamo dagli Avion Travel dell’anno prima.
C’è da dire che purtroppo il genere musicale, ed ancor di più il testo banale. ha sempre fatto molto breccia nel cuore degli italiani. Siamo populisti, lo siamo da sempre. Lo siamo dai tempi del fascismo. Prendete i Timoria, musica ben fatta, testi impegnati, musicisti bravi, voce del cantante superba. Togliete tutto e lasciate solo il cantante, metteteci due canzoni smielate ed eccovi Francesco Renga, vincitore di un Festival di Sanremo e di un Premio della Critica “Mia Martini”.
Tutto questo per arrivare negli ultimi anni al dominio dei Talent Show e degli amici di Maria De Filippi. Negli ultimi 9 anni ben 5 vincitori del Festival di Sanremo arrivano dai Talent Show: 3 da Amici di Maria De Filippi, 1 da X Factor, 1 (un trio) da Ti lascio una canzone.Insomma il preconfezionato per gli usufruitori di TV.
Ci hanno pensato per un attimo gli Stadio a farci tornare indietro di 15 anni, e poi Francesco Gabbani. Il Festival di Sanremo ancora una volta si è spostato più avanti.

Quelle che capiscono la canzone e quelli di cui parla

Musicalmente parlando il brano è semplice, orecchiabile, anche il testo è di quelli che ti rimane nella testa. Ma fermi tutti. Se lo si legge bene, con attenzione, si capisce che non è un banale testo senza significato, anzi probabilmente è quello con più significato di tutto il festival. E’ una denuncia sociale, sulle abitudini odierne, sul livello culturale, sulla vita. E’ filosofia, sociologia e saggezza.
E’ la pura descrizione dell’involuzione che si ha con l’innovazione. E’ la spiegazione del populismo ai tempi di internet. E’ l’esasperazione del quotidiano.In una strofa o nell’altra ci descrive tutti. Si, esattamente, ho detto tutti. Ognuno di noi, in un modo o nell’altro è dentro quel testo. Ci sono anche Io. C’è anche Francesco Gabbani stesso.
Tutto è studiato nei minimi termini, non è lasciato al caso o messo alla rinfusa, dalla musica alle parole, dal video alla coreografia sul palco, dalla scelta dei colori alla scimmia.
E’ tutto perfetto. E se non lo avete capito, se non avete capito la canzone e tutto quello che ruota intorno ad essa, probabilmente di voi nel testo si parla, più di chiunque altro.

Il ritardo della musica EDM Italiana e l’Eurovision Song Contest

Che ci crediate o meno, Francesco Gabbani ha dato lo spunto per la creazione di  un filone: l’EDM Italiano, l’elettrop d’autore. So che avrete molto da ridire in merito, ma diciamocelo chiaro, qualsiasi genere in Italia prende una sua particolare piega, sarà anche questo così. E purtroppo sarà l’ennesima cosa che arriva con anni e anni di ritardo in Italia, speriamo non sia troppo tardi.
No, non è il rock elettronico dei Subsonica, non è il synth-pop de’ I Cani, non è nemmeno quel New Wave elettronico dei Righeira, è solo un nuovo modo di fare EDM, è Electronic Dance Music Italiana.
Tutto questo ci apre uno spiraglio su una competizione dove ormai da anni non abbiamo voce in capitolo, nonostante la sua nascita avviene come copia in formato europeo del Festival di Sanremo. Sto parlando dell’Eurovision Song Contest, concorso dove diverse nazioni dell’Europa si contendono il titolo di miglior brano. Probabilmente con un brano del genere le possibilità di una vittoria italiana esistono, basta che Francesco Gabbani ci metta la sua faccia (da schiaffi), musica altrettanto piacevole e testo interessante, magari fatto in inglese, e il risultato è bello che fatto.
Ma attenzione, niente scimmia questa volta, il regolamento dell’Eurovision Song Contest non permette animali sul palco!

A questo punto vi lascio il video del brano “Occidentali’s Karma” di Francesco Gabbani, e vi invito ad ascoltarla ancora una volta.
Voi un quale categoria siete? Tra quelli che hanno capito il testo o siete quelli di cui si parla?

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Festival di Sanremo 2017

E’ iniziato il Festival di Sanremo, ed è il migliore del 2017!

Il Festival di Sanremo è iniziato e, a meno che come suggerito da Maurizio Crozza, il Governo non proponga che se ne faccia uno al mese per risanare le casse delle stato, è sicuramente il migliore del 2017, nonchè l’unico. Come ogni anno, visto che difficilmente apprezzo la parte musicale, e ancora meno accetto tutto ciò che ci gira intorno, prendo il lato comico della situazione e lo commento, praticamente la mia risposta al CinePanettone (il SanremoPanettone?!?), logicamente riassumendo dal mio account twitter.

Senza Beppe Vessicchio ma con Carlo Conti (e Maria De Filippi)

Appurata l’assenza di Beppe Vessicchio, con tanto di polemiche varie tra cui anche dell’oggetto del contendere, il maestro vince comunque grazie a Netflix scoprendosi nel Sottosopra di Stranger Things, l’unica presenza rimane, seppur con meno anni di carriera, Carlo Conti. O almeno così sembra.
Superato lo strazio dell’anteprima, con Herbert Ballerina come unica presenza positiva, il Festival di Sanremo inizia al buio, per poi passare in bianco e nero, il tutto per la marchetta di Tiziano Ferro che omaggia Luigi Tenco, che non ho capito se è stato pagato o ha pagato lui per essere a Sanremo. Fatto sta che io a Tiziano Ferro piuttosto che farlo cantare al buio lo avrei fatto cantare a microfono spento.
Passano meno di dieci minuti ed arriva con innata (nel senso mai nata) grazia Maria De Filippi, inutile ripetere le battute di tutti, me compreso, su portamento femminilità e via dicendo, inutile soffermanci sul ringraziamento al “suo editore”, fondamentale è che brucia tutti sul tempo, è la prima, citando in causa anche Donald Trump, a fare la solita battuta sull’abbronzatura di Carlo Conti ed è subito record mondiale.

Dalle Canzoni al Social

Inizia la vera kermesse musicale, la prima a salire sul palco dell’Ariston e ad aprire la competizione del Festival di Sanremo 2017 è Giusy Ferreri, sicuramente appena uscita dall’ospedale perchè canta intubata. Lo conferma anche il titolo della canzone che è “Fa talmente male”, chiaro riferimento a qualche operazione da poco subita.
Prima del secondo cantante c’è qualche piccolo sketch tra Carlo Conti e Maria De Filippi, ed è chiara una cosa, che non mi dispiace affatto, quest’anno non sarà un festival formale e palloso.
Sempre in tema ospedaliero notiamo la schizofrenia di Fabrizio Moro, ormai non più trasandato come anni fa, veste elegante e canta “Portami Via”, facendo notare a tutti il disturbo di cui sicuramente soffre, va al Festival di Sanremo e poi vuole essere portato via.

Sketch e stronzate vanno di pari passo, la presentazione di Raoul Bova parlando di six pack non fa ridere nemmeno quelli di Runtastic, lui è simpatico ma introduce i cantanti alo stesso modo di come avrebbe fatto mio nipote. Poco male perchè Elodie, colore dei capelli a parte, è anonima. Ma poi chi è sta Elodie? E che nome è Elodie? Si prende lei le colpe con il brano “E’ tutta colpa mia”.
Momento sociale al Festival di Sanremo quando arrivano “le forze del nostro Paese“, dalla Guardia di Finanza alla Croce Rossa, dal Soccorso Alpino alla Protezione Civile, con tanto Labrador e storie da raccontare, mancano solo le Pompe Funebri e avremmo fatto bingo. Il momento esilarente però è quando si scopre un Grisù in Carlo Conti, voleva fare il pompiere da piccolo.

Dal Pop Porno al Porno nel Pop

Si torna al cantato, con la parte superiore del vestito che nemmeno Selen, arriva Ludovica Comello sul palco ed è subito PornoSanremo! Ne “Il Cielo non mi basta” dice “Ci nasconderemo al buio per non farci prendere“, visto l’abito probabilmente si riferiva al buio dell’inizio trasmissione insieme a Tiziano Ferro.
Il momento Crozza è esilarante, come già detto sopra, ce l’ha con il governo, lo insulta e ci fa ridere. Un poco come il Movimento 5 Stelle e i grillini.
Andando avanti a furor di popolo abbiamo la battuta vincente della serata, “la Mannoia non M’annoia“, che a parte il brano “Che Sia Benedetta”, che risulta essere una delle più meritevoli della serata, fa sorgere il problema che nel caso di vittoria di Fiorella Mannoia questa sia rivendicata dal Movimento 5 Stelle.
Segue subito Alessio Bernabei, il quale avrà problemi di fragilità tra il nastro isolante nel vestito e la colla nei capelli, motivo per il quale non riesco a ricordare nemmeno una nota o una parola del brano da lui presentato.

Torna Tiziano Ferro, a me torna la disperazione, mi riprendo grazie a Carmen Consoli, e sinceramente la canzone duettata dai due riesce anche a piacermi.
Albano riesce in qualcosa di incredibile, propone la stessa canzone proposta nelle altre decine di edizioni del Festival di Sanremo in cui ha partecipato cambiando due virgole, recordman di Sanremo per questo ed in generale per le presenze, che annullano quelle di Carlo Conti.
Lo stacco è essenziale, fondamentale direi, soprattutto per dedicare 3 secondi alla memoria di Claudio Villa e far partire la consueta polemica annuale da parte della figlia Manuela Villa. Importante un poco lo stacco anche per presentare il “Progetto Sorriso”.

Il vecchio ed il nuovo vecchio

Terza fase della prima serata del Festival di Sanremo 2017, Samuel dei Subsonica diventa Samuel senza i Subsonica e canta quasi come se fosse Neffa senza i messaggeri della dopa. Tutto sommato non mi spiace e giusto per essere alternativo tifo per lui. Per obbligo immorale.
Uno dei momenti più alti della serata arriva con il medley di Paola Cortellesi ed Antonio Albanese che nel momento marchetta per presentare il loro nuovo film “Mamma o Papà?” mi fanno ridere un bel poco.
Quando sento parlare dell'”Ottava Meraviglia”, brano di Ron, penso che l’ottava meraviglia sia lui, per gli occhiali che indossa sono indeciso se è daltonico o fotosensibile. Tornando all’incipit di questo pezzo, Vessicchio via, lui è tra i pochi a battere Conti per presenze. Ma non temevate lo so, avevamo già avuto di meglio con Albano.

Attenzione, si è fatto tardi, lo si capisce dal cambio di abito di Maria De Filippi, si è messa la camicia da notte (o era una sottana), corta e bianca. Nonostante il sonno la conduttrice resta sul palco e presenta il progetto sociale contro il bullismo MaBasta.
Ancora una volta si torna alla competizione musicale e come ogni anno c’è qualcuno che mi ricorda Principe e Socio M, quest’anno è Clementino che in classico atteggiamento da borseggiatore napoletano e con il brano “Ragazzi Fuori” di chiaro richiamo palermitano ci confonde che è un piacere.

La paura della notte (di Adinolfi) ed il risveglio degli ormoni

Arriva il momento in cui si capisce che il Festival di Sanremo è una manifestazione televisiva contro Mario Adinolfi, dopo la presenza costante di Tiziano Ferro arriva sul palco Ricky Martin che risveglia gli ormoni femminili, balla e canta, scalda uomini e donne, eterosessuali ed omosessuali, soprattutto provoca uno shock a quelli delle pompe funebri di cui sopra, rivelando al mondo intero che non era morto ma stava dormendo da anni e avendo fatto tardi non è riuscito a farsi la barba. Il brano più recente che propone probabilmente è del 1998, ma a noi il Festival di Sanremo piace così, vecchio e costante.
Confuso dal movimento di bacino del suddetto Ricky Martin e distratto dal telefono, riesco a perdermi fortunatamente l’esibizione di Ermal Meta, cui già il nome mi provoca disagio.

Il seguito del Festival di Sanremo è spettacolo puro, come negli USA si faceva circa 20 anni fa, celebrità di ogni tipo, modo e maniera calcano il palco, quasi tutti senza avere nulla da dire e con il solo intento di mostrare, mostrarsi e fare audience. Apre Diletta Leotta che risveglia gli ormoni maschili, in un vestito che fa quasi concorrenza a quello di Ludovica Comello, alla quale, senza che fate finta di non averle viste amici miei, poco tempo fa sono state rubate le foto hot dal cellulare, e che coglie l’occasione per sensibilizzare i giovani ad un uso responsabile di internet parlando di privacy. Le reazioni da fuori Sanremo arrivano presto e Caterina Balivo su tutti fa una figuraccia, esprimere il parere su una persona solo per come si veste dimostra l’ignoranza della gente ed oggi dire che non puoi parlare di privacy se ti vesti in un mondo, e pur essendo anche se un atteggiamento ti sembra provocatorio, equivale a quello che succede per strada quando vedi una in minigonna e pensi che sia una puttana dicendo che si merita di essere violentata. Caso chiuso.
Del resto non ho capito perchè la Leotta era a Sanremo, non ho capito perchè si è parlato di questo argomento e soprattutto non ho capito perchè non ho capito.

Dei famosi e dell’orgolio

Ubaldo Pantani imita Bob Dylan, si gioca sulla polemica relativa al Premio Nobel, ma la comicità sua sembra persa in banalità, magari insieme alla Gialappa’s, presente nel DopoFestival insieme a Nicola Savino, avrebbe reso di più.
Arriva subito dopo Rocio Munoz Morales, ancora non ho capito il motivo della sua presenza, ma lei c’era, magari era l’occasione per Raoul Bova per presentarla ai genitori senza troppo imbarazzo.

L’ultimo momento vero musicale è lasciato ai famosissimi Clean Bandit, talmente famosi che la prossima volta è la seconda che li ascolto. Presentati come band dei record, con numeri fantastici su Spotify e nelle classifiche UK, scopro ora questo gruppo e capisco di poter continuare a farne a meno. A parte ciò indago nella classifiche UK e scopro che non sono mai stati al primo posto tra gli album e, seppur vero che sono stati con un singolo per nove settimane di fila al primo posto,  che il loro record è abbastanza comune ed in effetti vengono considerati nei record gli artisti con 10 settimane o più, magari ne parliamo la settimana prossima. Tra l’altro l’unico vero record che hanno non lo hanno detto, e nemmeno io ve lo dico, usate google cari amici. Piccola Nota, i due brani che hanno avuto successo sono entrambi in collaborazione con altri artisti, uno dei due con lo stranoto Sean Paul.

Se pensate che ho finito la polemica vi sbagliate, perchè sul finale mi sento toccato sul vivo, arriva il cestista Marco Cusin, che nel dire la sua canzone preferita non la ricorda e sbaglia, più o meno come i tiri agli ultimi europei di Basket. Senti Marco, io ti voglio bene, ma piuttosto che perdere tempo così che non sei l’orgoglio nazionale, prima portateci alle Olimpiadi e poi andiamo sui palchi. A lui si affianca subito dopo Valentina Diouf, tutte e due insieme sembrano i giganti nelle feste di paese.

E se domani è un altro giorno?

Dopo due battute di Rocco Tanica arriva la fine della serata, così dopo un paio di ore di risate, Carlo Conti e soprattutto Maria De Filippi già in abito da notte danno la buonanotte e vanno a dormire.
Oggi è un altro giorno, di ieri non vi ho raccontato nemmeno l’esito della classifica, anche perchè quando Carlo Conti ha detto che gli eliminati si giocheranno tutto al torneo mi sono chiesto se sarà un torneo di briscola o di cosa altro, cosa ci dobbiamo aspettare a parte la conferma del Festival anti-Adinolfi con la presenza di Keanu Reeves? Domani ve lo racconterò.